Login / Registrazione
Sabato 1 Ottobre 2016, Santa Teresa di Lisieux di Gesù Bambino
follow us! @travelitalia

Riva del Garda

Lago di Garda / Italia
Vota Riva del Garda!
attualmente: 10.00/10 su 1 voti
Cenni storici


L’area di Riva era già abitata nella preistoria, ma – giudicando dai numerosi reperti archeologici – solo in epoca romana il centro si sviluppò e divenne importante. All’epoca di Augusto, Riva era iscritta alla tribù dei Fabii e ciò conferma che le popolazioni della zona erano di stirpe celtica. Un'epigrafe informa che una Claudia dei Severi lasciò ad un «collegio nautico di Riva 60.000 sesterzi affinché ogni anno la tomba della sua famiglia fosse adornata di rose e cosparsa di vino». Un’altra lapide indica il nome del Tribuno che fece erigere il castrum: "Marco Mutellio / di Marco figlio della Fabia / Legione X., Tribuno si facesse ordinò".
Con la caduta dell’impero romano, a Riva si succedettero i Goti, i Longobardi, i Franchi finché, nel 983, la cittadina fu data in feudo al vescovo di Verona; appartenne poi ai principi-vescovi di Trento, agli Scaligeri, ai Visconti, ai Carraresi, ai conti del Tirolo, alla Repubblica Veneta, poi ancora al vescovo di Trento. All’epoca della Serenissima, fu ricostruita la rocca e furono eretti il Palazzo Municipale e il Bastione. Nel 1703, durante la guerra di successione spagnola, Riva fu occupata dai francesi del generale Vendôme. Dopo Napoleone, la cittadina subì la dominazione austriaca, dal 1813 al 1918. Alla fine della prima guerra mondiale, Riva fu annessa al Regno d’Italia.
Riva fu meta di personaggi illustri, che vi soggiornarono più o meno a lungo. Fra questi, il pittore francese Camille Corot, i fratelli Thomas e Heinrich Mann, Kafka, Nietzsche, i fratelli Brod, Sigmund Freud e Rudolf Steiner.

DA VEDERE
  • La chiesa dell'Inviolata, un tempo chiamata anche Santuario Mandruzziano, si trova presso la porta San Michele. E’ chiesa barocca, considerata un ottimo esempio di unità formale ed architettonica. Il santuario fu costruito nei primi anni del 1600, su un luogo ove si trovava un’immagine della Madonna cui erano attribuite guarigioni miracolose: l’architetto è ignoto, ma tradizione vuole che sia portoghese. La chiesa fu consacrata nel 1636, il campanile fu ultimato nel 1682. L’edificio è a pianta centrale e contiene preziosi stucchi del Reti e pitture di M.T. Polacco e di Palma il Giovane. A fianco della chiesa si trova l'ex convento dei Gerolimini, con un bel chiostro rinascimentale. Parte del complesso è ora occupata dal Conservatorio musicale.
  • La chiesa parrocchiale, eretta nel XVIII secolo e dedicata all’Assunta. L’interno della parrocchiale è caratterizzato da un’unica navata e da nove altari. Sulla destra si nota la barocca cappella del Suffragio. Notevoli i dipinti, fra cui spiccano quelli di Giambettino Cignaroli e del Craffonara. All'esterno della chiesa, sulla piazzetta dedicata al Craffonara, si può ammirare una vasca di epoca romana.
  • Il palazzo Municipale risale alla fine del XV secolo e fu voluto dal provveditore veneziano Francesco Tron. E’ unito al palazzo Pretorio, eretto nel 1370, all’epoca di Cansignorio della Scala. Notevoli le lapidi, romane e medievali, che si trovano sotto i portici, e che sono scritte in latino, in ebraico e in lingua volgare.
  • In borgo Sant'Alessandro si trova villa de Lutti, edificio ottocentesco progettato dal vicentino Caregaro Negrin. Fu sede di un notevole circolo culturale, in cui s’incontravano gli esponenti della cultura ottocentesca trentina. Tra questi: Andrea Maffei, traduttore di Byron e Goethe, Emilio Visconti Venosta e il poeta Giovanni Prati.
  • La Rocca. E’ una possente fortezza di pietra, a pianta quadrangolare, con torri angolari e mastio, cortile a portici e logge, molto simile alla rocca scaligera di Sirmione. Edificata nel XII secolo, fu ristrutturata dagli Scaligeri, dai Veneziani, e – in età rinascimentale – dai principi-vescovi di Trento, sotto i quali raggiunse il massimo splendore. È circondata da un canale che comunica direttamente con il lago, quindi è accessibile solo dal ponte levatoio del rivellino. Verso la metà dell’Ottocento, gli Austriaci la trasformarono in caserma. Attualmente è sede della Biblioteca Civica e del Museo Civico. Nella pinacoteca del museo si trovano alcune pregevoli tele di M.T. Polacco, di J. Egget, di E. Naurizio e di P. Ricchi, detto il Lucchese, e due dipinti di Giuseppe Craffonara, massimo esponente – in pittura – del neoclassicismo Trentino.
  • La "Cascata del Varone" si trova a tre chilometri da Riva e fu inaugurata nel 1874. Colpito dalla selvaggia bellezza della cascata, così scrisse Thomas Mann, nelle note che poi confluirono nel suo famoso romanzo “La montagna incantata”: "La cascata del Varone: Sullo sfondo della stretta, profonda voragine formata da massi di roccia panciuta, nuda, scivolosa, come ventri enormi di pesce, la massa d'acqua si riversa giù con un rumore assordante. La folle e possente doccia stordiva, incuteva paura e causava allucinazioni uditive. Si udivano dietro, sopra, e da tutte le parti richiami minacciosi e ammonitori, trombe e rozze voci maschili. Sopra, dalla galleria, si guardava giù nella fantastica gola nel cui profondo splendeva rossa la luce elettrica: un ingresso per l'inferno, per la fucina di Vulcano".
Condividi "Riva del Garda" su facebook o altri social media!