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Venerdì 30 Settembre 2016, San Girolamo
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Pacengo

Lago di Garda / Italia
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Cenni storici


Circa a metà strada fra Peschiera e Lazise, sta Pacengo, che ha scarsa riviera ed è considerato paesino di transito. E’ tuttavia un centro antichissimo, e lo testimoniano i notevoli e numerosi reperti dell’Età del Bronzo – e i resti di palafitte – ritrovati in zona nel corso del XX secolo. I rinvenimenti paleo-etnologici più importanti sono dovuti al conte Arrigo Balladoro, e provengono dagli scavi eseguiti nel piccolo porto detto Bor.
Pacengo è ricordata dalla storia risorgimentale perché qui, il 28 aprile 1848, la brigata Piemonte sconfisse e mise in fuga gli Austriaci, comandati dal generale Wohlgemuth.

DA VEDERE
  • La chiesa parrocchiale. Sorge poco sopra il livello stradale ed in stile neoclassico: fu disegnata da L. Rossi alla fine del Settecento e reca sulla facciata una targa dedicata ai Caduti della Prima Guerra Mondiale. Una bronzea Vittoria alata, opera di R. Banterle, si stacca da una bianca lastra di marmo. L'interno della Chiesa è in stile corinzio, decorato da Pio Piatti che dipinse anche un Presepio (1793) la Predicazione del Battista, e, nella cupola, gli Evangelisti. L'altare maggiore è ricco di marmi; opera degli scultori A. Zoppi e A. Spiazzi sono i marmorei angeli che sostengono le acquasantiere. In sacrestia si conserva il secentesco Battesimo di Cristo, opera del Bassetti
  • Le ville. Circondata da un vasto parco-giardino è la villa che appartenne ai conti Balladoro. Notevole è pure la villa dei Catterinetti-Franco. La villa più importante è sicuramente quella chiamata «La Bottona». Circondata dal parco, riccamente alberato, la villa fu costruita su disegno di G. Barbieri e fu proprietà del Conte Vittorio Piatti del Pozzo, valoroso ufficiale di Vittorio Emanuele Il. Nel 1872, la villa fu restaurata ed ampliata dai conti Brognoligo.
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