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Giovedì 29 Settembre 2016, SS. Michele, Gabriele e Raffaele
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Malcesine

Lago di Garda / Italia
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Cenni storici
Già abitata in epoca romana - come dimostrano i rinvenimenti di tombe, con monete e utensili di quel periodo - durante le invasioni barbariche Malcesine sembra non aver subito gravi devastazioni. E' difficile oggi distinguere nel bellissimo centro medioevale le costruzioni più antiche da quelle meno antiche: terremoti e conseguenti rifacimenti, nonché altri eventi storici hanno amalgamato fra loro, in un insieme alquanto pittoresco, edifici di varie epoche e di varia importanza, tutti concorrenti ad ogni buon conto a formare un borgo di grande qualità urbanistica e architettonica, protetto anche dai locali regolamenti edilizi. Malcesine, raccolta attorno allo svettante Castello scaligero ed allo storico Palazzo dei Capitani, conserva intatte le sue antiche origini medioevali.
Numerosi alberghi, appartamenti privati e ville, campeggi e villaggi turistici, ne fanno uno dei centri di villeggiatura più eleganti ed attrezzati di tutta l'Italia Settentrionale. Con un breve volo di quindici minuti, un’ardita funivia collega Malcesine al Monte Baldo, "Orto botanico d'Italia"; ciò è reso possibile dal fatto che il Comune di Malcesine - la più settentrionale fra le terre veronesi bagnate dal Garda - s’inerpica sul Monte Baldo fino ad una quota da primato: ben 2218 metri sul livello del mare.

DA VEDERE
Palazzo dei Capitani.
Nel capoluogo è il palazzo municipale, bella costruzione che si specchia sul lago; essa pare su precedenti manufatti che risalirebbero nientemeno che all'epoca romana. Sulle rovine di una prima costruzione, infatti, un altro edificio sarebbe stato poi costruito dagli Scaligeri ma anche questo, caduto in rovina, nel secolo XV fu venduto, dall'allora proprietario Merchenti, ai Miniscalchi. Nel 1477 il palazzo era già ricostruito e nel 1518 fu acquistato dal Comune ed adibito ad abitazione del Capitano. La bella costruzione subì ancora gravi danni il 30 luglio 1754 in seguito ad un improvviso turbinio. Questo edificio fu sede dei Capitani del Lago fino alla caduta della Repubblica Veneta. Un restauro generale del complesso - specie della parte pittorica - fu infine compiuto nel biennio 1929-30.

Il castello scaligero.
Gemma di Malcesine è però il castello che domina il capoluogo e che sorge dove in antico era una Rocca, di cui è rimasto qualche rudere disperso fra le mura. Distrutta dai Franchi nel 590, al tempo di Carlo Magno la rocca sarebbe già stata rifatta. Divenne indipendente dal dominio feudale del vescovo verso il 1100. Nel 1145 fu riconosciuta rocca con dominio, territorio e pertinenza. Dal 1277 il Castello fu dei Della Scala e nel 1387 venne occupato da Gian Galeazzo Visconti. Nel 1405 passò alla Repubblica Veneta che lo tenne fino al 1797. Gli Austriaci, nel 1815, ne fecero una fortezza di confine.
L'edificio principale del castello ebbe forse due tempi di esecuzione. Dapprima ad un piano, sarebbe stato poi sopralzato in conseguenza dell'assunzione del vicariato del Garda all'epoca di Mastino Il, nello stesso momento in cui fu sopralzato anche il mastio, e ciò per fornire maggiori spazi per gli armati e migliore vedetta nei confronti della navigazione. L'edificio in questione non fu mai, a quanto è dato di sapere, vera e propria residenza; fu piuttosto, sempre, un comodo ricetto delle milizie che, dall'alto del vicino mastio, tenevano d'occhio, a fini militari ma soprattutto fiscali, lo specchio del lago. Sul lago, infatti, si svolgeva il contrabbando fra territori soggetti alle diverse potenze: in particolare con il Trentino, che le autorità scaligere dapprima, quelle veneziane poi, e le italiane infine, cercavano di reprimere nella valle dell'Adige, e sui passi della Lessinia e del Baldo.
Il castello di Malcesine è anche ricordato per l'avventura di cui fu protagonista nel 1786 Goethe, che da una barca tentò di ritrarlo su di un suo album di appunti. Lo colsero sul fatto le guardie che lo avrebbero senz'altro tenuto in prigione se il poeta non avesse impegnato tutta la sua loquela per dimostrare di non essere una spia. Già allora non si capiva come qualcuno potesse innamorarsi di un rudere.

Le chiese.
  • Al tempo della dominazione carolingia risalirebbe la primitiva chiesa dedicata a Santo Stefano, nella quale vennero sepolti i due eremiti Santi Benigno e Caro, noti alla storia per aver eseguito il trasporto del corpo di San Zeno nella nuova basilica che a Verona era stata allora eretta in suo onore. Di questa chiesa primitiva non ci sono resti; sappiamo solo che essa sorgeva sul luogo dell'attuale parrocchiale e che subì un primo restauro nel 1313. Nel 1385 fu costruito il portico della canonica, tuttora esistente. Nel 1729 la chiesa fu demolita per poterne costruire l'attuale; al suo interno sono conservate numerose opere d'arte, tra cui la bellissima Deposizione di Cristo di Gerolamo dai Libri, già nella chiesa di Santa Maria in Organo a Verona.
  • La chiesa dei Santi Benigno e Caro della Disciplina si trova circondata da case, nella parte alta del paese (le notizie su questa chiesa risalgono al 1532), mentre la chiesa dei Santi Nicolò e Rocco è situata presso la piazza del porto e fu costruita nel 1647.
  • Va ricordata anche la chiesa della Madonna, detta della Fontana perché in mezzo al pavimento, sotto una pietra, si trova una polla d'acqua cui sono stati attribuiti effetti prodigiosi. Nel sec. XVII. per la grande affluenza dei devoti. la chiesa fu ingrandita e trasformata.
  • L'elenco delle chiese comprende anche quella di Santa Maria di Navene, a 5 Km. dal capoluogo, nella frazione di Navene, che risale al 1659, ma è ricordata in più documenti del sec. XI, e presso la Val Caseva quella di San Michele, nel 1159 di proprietà della pieve di Santo Stefano, che venne rimessa a nuovo nel 1595 e, infine, nel 1908, allungata.


Le ville.
Molte nella zone le ville del primo Novecento. Sorsero nei primi anni del secolo villa Bukner, villa Gruber, villa Pariani, al Comesel; villa Labia, al centro di val di Sogno, sopra la strada provinciale; villa Molitor, sotto la precedente, in riva al lago; villa Noli, oltre le mura; villa Bianca e Carera, nella parte nord della borgata; villa Nichesola verso la riva. Prima della guerra '15-18 nacquero anche al Corderolè villa Cerea alla Madonna, Villarose sopra al Cristo, villa Rustica in Sopri, villa colonne al Cornesel, villa Sogno presso l'isola omonima. Nel terzo decennio del secolo sorsero villa delle Rondini al Cristo, villa lolanda al Corderolè, villa Irma e Giulia a Pisora, villa Berti in Bordai, villa Lombardi a Paina. Nel 1925 il Comune appaltò la sistemazione della piazza dello Statuto, l'erezione del monumento ai caduti e l'aggiunta della loggia al centro del fabbricato scolastico, tutto secondo il disegno dell'arch. Fagiuoli.
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