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Sabato 10 Dicembre 2016, Madonna di Loreto
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Limone sul Garda

Lago di Garda / Italia
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Cenni storici


Il nome di questo ridente paesello dell’alto lago, non deriva dalle piante di limone che lo adornano, ma, più probabilmente, dal latino “limen” (confine, limitare). Infatti, Limone è sempre stato terra di confine, in passato fra diverse Signorie, Ducati, Repubblica Veneta che via via dominarono l’alto lago. Dal 1859 al 1918, Limone segnava il confine fra Italia ed Austria: ora segna il limite delle due province di Trento e Brescia.
Le notizie storiche su Limone sono scarse, anche se alcuni documenti la danno per esistente verso l’anno 1000. In sostanza, è stato osservato, Limone non ebbe storia autonoma, ma seguì – in linea di massima – le vicende dei paesi vicini, strategicamente più importanti. I primi abitanti furono i Galli Cenomani, seguiti dai Romani. Poi Limone fu dominata dai Longobardi, dai Franchi, dai conti d’Arco, dalla Serenissima, dall’Austria. Come Riva del Garda, anche Limone divenne italiana solo alla fine della grande guerra.
Le prime serre d’agrumi risalgono al Seicento, ma lo sviluppo decisivo di quest’attività si ebbe il secolo successivo, grazie alla nobile famiglia dei Bettoni, che fece notevoli investimenti in agrumeti, specie in località Reamòl e Garbèra.
Oltre che per gli agrumi, Limone è famosa anche per la pesca del carpione e per la produzione di un ottimo olio d'oliva. Dopo la seconda guerra mondiale, come altri paesi del Garda, Limone si è molto sviluppata sotto il profilo turistico: oggi, il turismo rappresenta la più importante fonte di reddito della zona. Qui si ama pensare che Goethe si sia ispirato a questo paesaggio per la canzone di Mignon "Kennst du das Land wo die Zitronen blühn? ..." (Conosci il paese ove fioriscono i limoni, ove tra foglia bruna l'arancio scintillar fa l'oro?). Tra i suoi visitatori illustri, vanno ricordati anche il romanziere D.H. Lawrence e il drammaturgo norvegese Henrik Ibsen, che proprio a Limone avrebbe scritto parte del suo dramma “Gli spettri”.

DA VEDERE
  • La chiesa di San Benedetto è la parrocchiale di Limone. Sorge sui resti di una precedente cappella romanica e fu ampliata alla fine dei Seicento. All’interno di questo tempio, dedicato a San Benedetto confessore, vi sono due tele – La cena in casa di Simone fariseo e L'adorazione dei magi – del pittore gardesano Andrea Celesti (1637-1712) e una Deposizione del veronese Battista d'Angolo detto il Moro, del 1543. Sul primo altare a destra, sta un cinquecentesco Crocefisso ligneo raffigurante la Vergine delle Grazie. Il battistero è in pietra, e risale agli ultimi anni del Cinquecento.
  • Molto artistica è la chiesa di San Pietro in Oliveto, che è stata ricostruita verso la fine del 1400. Le sue pareti incorporano pietre che risalgono X secolo, ed un mosaico del XIV secolo. All’esterno campeggiano i resti di grande affresco raffigurante San Cristoforo. Alcune iscrizioni sui muri esterni ricordano fatti del passato: la peste del 1630, la presa di Mosca – nel 1810 – da parte di Napoleone, l’eccezionale gelata del 1857.
  • Nelle vicinanze dell'imbarcadero, sta la chiesa di San Rocco, eretta nel XVI secolo per un voto popolare fatto in occasione di un’epidemia di peste. All’interno, si trovano affreschi di Martino da Gavardo; la facciata esterna, rivolta verso il lago, accoglie una bella meridiana datata 1707.
  • Casa Gerardi si trova in Piazza Garibaldi, al centro del paese. E’ detta anche casa della Finanza e fu eretta a cavallo del XVII e XVII secolo. Notevole la loggia al primo piano, costruita in pietra scura.
  • Poco fuori del paese, in località Tèsol, si può visitare la casa natale di Daniele Comboni, vescovo missionario recentemente canonizzato. Fondò gli ordini missionari dei Comboniani e delle Pie Madri della Nigrizia, con casa madre a Verona, e morì cinquantenne a Khartoum nel 1881.
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