Login / Registrazione
Sabato 3 Dicembre 2016, San Francesco Saverio
follow us! @travelitalia

La Storia

La preistoria.

La storia del Garda ha inizio con le prime genti che popolarono l'Italia; sulla sponda di questo lago, infatti, si trovano caverne primitive e cospicui resti di palafitte sia sotto la Rocca di Garda, come a Lazise, a Pacengo e a Peschiera. I tempi preistorici restano ancora avvolti nell'incertezza; tuttavia, pare che i primi abitatori fossero gli Aborigeni, ma sicuramente vi fu l’insediamento degli Umbri che provenivano dall’Europa centrale. Vero il 1000 a.C., si stanziarono sul lago gli Etruschi che poi si divisero in due ceppi: i Rezi e i Toschi che occupavano le zone a nord e ad ovest del lago. Sulla sponda orientale erano invece stanziati i Veneti. Nel 154 dalla fondazione di Roma, gli Etruschi furono sopraffatti dai Galli Cenomani.

Il periodo romano.
Nel 225 a.C. gli eserciti romani passarono il Po, sconfissero i Galli Insubri, soggiogarono il territorio e vi fondarono le loro prime colonie. Di questo periodo non si hanno notizie sicure. Le prime notizie appartengono al 15 a.C., anno in cui Augusto diede mandato ai suoi luogotenenti di sottomettere i Reti trentini che si erano ribellati. In quell'anno i Romani con navi da trasporto attraversarono il lago. Con il nuovo assetto politico-amministrativo, Brescia, la Val Trompia, la Val Sabbia e la Riviera fino ad Arco, furono assegnate alla tribù Fabia; Verona fu assegnata alla tribù Poblilia. Con il dominio di Roma ebbe nuovo impulso anche la vita economica e sociale: i Romani, infatti, costruirono le strade: principali fra tutte la Gallica e la Claudia Augusta. Da queste arterie maggiori si dipartivano altre vie, forse secondarie, ma in ogni modo tali da consentire traffici e trasporti. Importanti furono le vie di comunicazione fluviali sul Po e sul Mincio, e quella lacuale interna. Si ritiene che, nel periodo romano, i punti principali di vita sul Garda siano stati per la sponda orientale Torri e per quella occidentale Toscolano. Cospicuo è il patrimonio della civiltà romana affiorato negli ultimi scavi, presente in lapidi o in monete specialmente nei paesi di Peschiera, Lazise, Garda, Torri e Malcesine. Alla fine del sec. IV le genti del lago, specie per opera di San Vigilio, Vescovo di Trento, furono convertite al cattolicesimo.

Le invasioni.
Col decadere dell'impero romano, anche il territorio lacuale subì le vicissitudini delle invasioni e delle guerre. Prima Odoacre e poi Teodorico fecero sentire la loro sovranità ed agli Ostrogoti si opposero i Bizantini, guidati da Belisario e poi da Narsete. Nel 568 i Longobardi guidati dal re Alboino s'impossessarono di gran parte del territorio italiano che fu diviso in 36 ducati e, tra questi quello che comprendeva le città e i territori di Verona, Brescia e Trento. Nel 774, con la disfatta di Desiderio, ultimo re dei Longobardi, sottentrò il dominio di Carlo Magno, re dei Franchi, che divise il territorio veronese in distretti giudiziari retti da un giudice o gastaldione. A Verona poneva la sua reggia Pipino, il primogenito dell'imperatore, che visitò il Lago spingendosi sino a Malcesine. Con la nuova suddivisione data da Carlo Magno, Garda fu staccata da Verona e fu eretta a contea. Dopo la morte del glorioso imperatore, venuto meno il potere centrale, tra i Veronesi e gli abitanti del lago sorsero discordie e fu combattuta - pare - anche una dura battaglia (tra l'829 e l'856), nella quale i veronesi, col consiglio del capitano veneziano Maffeo Giustiniani, dopo aver allestito una flotta, ridussero all'obbedienza le genti gardesane.

Il periodo feudale e comunale.
Col cessare della dinastia carolingia l'Italia, ed anche le varie contee, cercarono di riconquistare l'indipendenza ed elessero proprio re Berengario, duca del Friuli che pose la sede in Verona. In questo periodo, avvenne la terribile invasione degli Ungari, onde la necessità di innalzare fortificazioni nuove e di rinforzare le preesistenti. Dopo Berengario la corona d'Italia passò ad Ugo di Provenza e poi al di lui figlio Lotario che, nel 947, sposerà Adelaide di Borgogna. Lotario fu avvelenato dal proprio tutore, Berengario duca d’Ivrea, il quale inoltre imprigionò Adelaide nella rocca di Garda perché aveva rifiutato di sposare Alberto, figlio ed erede di Berengario stesso. Con la discesa di Ottone (953) il regno italico finiva, e la Rocca di Garda veniva smantellata (963). Come l'autorità imperiale a mano a mano si andò indebolendo a causa dell’assenteismo degli imperatori, si sostituì ad essa quella dei feudatari e l'ordinamento del libero comune.
Nel secolo XII le terre della sponda veronese mutarono spesso padrone e nel 1160 erano sotto la giurisdizione del veronese Turrisendo dei Turrisendi che si oppose al Barbarossa. Le libertà - che a poco a poco i comuni del lago si erano conquistate - furono però confermate nella pace di Costanza (1133) e continuarono sino all'estendersi della Signoria Scaligera (1277-1329).
In questo periodo, si costituì sulla sponda occidentale la “Magnifica Patria”, (comunità che comprendeva 33 terre): scopo della comunità – che ebbe per capoluogo prima Maderno e poi Salò – era la difesa della propria autonomia contro i Visconti e gli Scaligeri. Parallelamente, sulla sponda orientale, 18 comuni federati costituirono la “Gardesana”, ma Ezzelino da Romano e gli Scaligeri contrastarono ogni tendenza autonomista. Il dominio scaligero fu comunque benefico e durò sino al 1387, quando i Visconti, alleati con i Gonzaga ed i Carrara, sconfissero i della Scala, e si impossessarono del territorio veronese del lago. La “Gardesana” era retta da un Capitano o Prefetto che risiedeva in Malcesine. Il Capitano durava in carica prima per cinque anni e poi per tre, ed era assistito da un Consiglio, che si riuniva a Torri. Al Capitano spettava il compito d’impedire il contrabbando e di vigilare sulla sicurezza militare e politica.
Il Sommolago seguiva strade diverse: feudo di alcuni grandi monasteri bresciani, appartenne al "comitatus" di Trento e alla Marca di Verona; fu poi affidato al duca di Baviera e a quello di Corinzia. Il 1004 segnò l'inizio del principato vescovile di Trento. Riuscì a conservare la propria indipendenza contro i conti di Tirolo e gli Asburgo fino alla sua annessione all'Austria nel 1803.

Il periodo veneziano.
Il dominio visconteo durò diciassette anni e – dopo la breve parentesi dei Carraresi – nell’anno 1405 ebbe inizio il dominio veneziano, che durò ininterrotto quasi per quattro secoli (1405-1797). Fu il periodo aureo della storia del lago: con la saggezza politica e l’abilità amministrativa di Venezia, lo sviluppo edilizio e la vita economico-sociale ricevettero un forte impulso: molti torrenti furono arginati, molte terre bonificate; fu introdotta la vite, l’olivo e gli alberi da frutta; nuove fonderie e officine per la lavorazione del ferro sorsero a Gardone e a Toscolano; nel veronese fiorì l’industria della lana, a Toscolano quella della carta; nella Riviera si lavorava il refe per farne cordami, tele di lino, la canapa, le pelli. In tutta la zona ebbe inizio la bachicoltura e la produzione di seta.

L’Ottocento.
Il dominio di Venezia venne a cessare quando le terre del lago furono occupate dalle truppe napoleoniche (1796) cui subentrarono le austriache. Dopo il «Trattato di Luneville» (1801) la «Gardesana dell'Acqua» fu incorporata nella Repubblica Cisalpina e poi nella Repubblica Italiana (1802). Alterne vicende seguirono sino al «Trattato di Parigi» (1814) col quale ebbe origine il Regno Lombardo-Veneto sotto il dominio dell’Austria. La provincia di Verona fu ripartita in 12 distretti fra i quali quello di «Caprino» che comprendeva anche i paesi della sponda: pochi anni dopo - per ragioni amministrative - ai preesistenti si aggiunse il distretto di Bardolino che accentrò la vita di tutti i comuni del lago.
Verona e la sponda orientale del Garda sono percorse dal fremito di conquistare l'indipendenza e di ricongiungersi all'Italia: nel 1848 pare che l'ardente speranza diventi realtà, quando Carlo Alberto entra in Peschiera, ma l'entusiasmo dei patrioti e delle popolazioni potrà essere appagato solo nel 1866.
Condividi "La Storia" su facebook o altri social media!