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Domenica 25 Settembre 2016, Sant'Aurelia
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Gargnano

Lago di Garda / Italia
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Cenni storici


Poco si sa di Gargnano preistorica e pre-romana, mentre la presenza romana è documentata da alcune lapidi: una di queste, dedicata a Nettuno, è del III secolo; un’altra, dedicata ad un nume locale, è più antica e risale forse al I secolo d.C. Il nome di Gargnano sembra derivato da un nome proprio latino (Garenius) e appare per la prima volta nell’atto di donazione del conte Ottone ai canonici della cattedrale di Verona (937). Verso la metà del XIII secolo, i Francescani fondarono qui un "eremitorium" e, secondo la tradizione, introdussero in zona gli agrumi e i relativi sistemi di coltivazione. Nel 1331, il territorio fu dato in feudo ai Castelbarco, poi sottoposto ai Visconti e infine, dal 1426 al 1797, dominato dalla Serenissima. Nel periodo veneziano, Gargnano fu capoluogo di una “Quadra” della Magnifica Patria; divenne poi parte della Cisalpina, dell'Austria e, dopo il 1859, fu italiano. Nel luglio del 1866 una nave austriaca prese a cannonate il paesino, occupato dai volontari di Garibaldi; nel porticciolo, sulla facciata di alcune case sono murate varie palle di cannone sparate in tale occasione. Fra gli ospiti illustri di Gargnano, ricordiamo lo scrittore inglese D.H. Lawrence, che nel 1912-1913 qui scrisse il suo "Crepuscolo in Italia".

DA VEDERE
  • La chiesa di San Francesco, annessa all'antico convento, fu costruita nel 1289. Sulla facciata esterna, si trova una statua di San Francesco che riceve le stigmate, opera del frate A. Delay (1301). All'ingresso c’è il sarcofago, del 1302, di Argilo da Gargnano. L'interno, rimaneggiato in epoca barocca, conserva una pala del Bertanza (Martirio di Santo Stefano), e un dipinto del Celesti (Sant'Antonio in estasi), oltre ad affreschi del XIV secolo. Molto interessante è il chiostro, del XIV secolo: vi si nota un portale rinascimentale in marmo nero, con altorilievi. I capitelli, di tipo veneziano, sono decorati – tra l’altro – con foglie e frutti di agrumi, quasi a ricordare che furono i Francescani a portare gli agrumi nel territorio.
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