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Sabato 10 Dicembre 2016, Madonna di Loreto
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Gardone Riviera

Lago di Garda / Italia
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Cenni storici


Da sempre famosa per la mitezza del clima, la zona di Gardone è stata abitata dagli Etruschi, dai Galli Cenomani, e dai Romani. Il nome di Gardone deriva dal tedesco Warte (guardia) e fu dato dai Longobardi, arrivati nel VII secolo, seguiti dai Franchi. Per difendersi dalle invasioni degli Ungari, anche Gardone fu fortificata: in contrada Castel e Torricella, si conservano tuttora i resti di una rocca e ruderi degli antichi bastioni. In seguito, la cittadina fu feudo vescovile di Brescia e degli Ugoni, libero comune, sottoposta ai Visconti e quindi a Venezia; quindi fu parrocchia indipendente nella Quadra di Maderno e – nel 1521, dopo la Dieta di Worms – fu di nuovo veneziana. Saccheggiata da Franco-lspani e degli stessi Bresciani, Gardone entrò nella Repubblica Cisalpina. Dopo il dominio austriaco, fu annessa al Regno d’Italia nel 1859 e visse un periodo tranquillo, trasformandosi in località turistica di prim’ordine.
Lo sviluppo turistico fu opera di un cittadino austriaco: l’ingegner Luigi Wimmer che nel 1881 divenne sindaco di Gardone: nel 1883 fu inaugurato il Grand Hotel, cui seguirono il Savoy, il Fasano, il Rosenhof ed altri. Durante la prima e la seconda guerra mondiale, i suoi alberghi e le sue ville furono trasformate in caserme ed ospedali.
Gardone fu visitata da personaggi famosi, quali: Kafka, Max ed Otto Brod, il pittore Oppenheimer, Heinrich, Viktor e Thomas Mann, il drammaturgo Sudermann, il poeta Christian Morgenstern, Sigmund Freud, Winston Churchill.

DA VEDERE
  • La parrocchiale, opera dell’architetto Soratini di Lonato, è stata edificata su una chiesa preesistente, sul luogo di un antico fortilizio. Dedicato a San Nicola, l’edificio fu ultimato nel 1740. All’interno sono conservati notevoli dipinti di Zenon Veronese (Pentecoste; Deposizione; Discesa dello Spirito Santo) e di Palma il Giovane. All’altare della Madonna si può ammirare una bella cornice d’argento, attribuita a un Calegari.
  • Romanica è la chiesa di Morgnaga, intitolata a Sant'Antonio Abate. La chiesetta fu eretta nel XV secolo ed è stata dichiarata monumento nazionale. Conserva un notevole trittico ligneo con la statua di Sant'Emiliano e altri due Santi ai lati, di scuola rinascimentale.
  • A Fasano, la chiesetta dedicata a San Faustino risale alla seconda metà del XVII secolo. All’interno, spicca la tela del Ballini, che mostra Cristo morto fra i Santi Faustino e Giovita.
  • Villa Alba. E’ un edificio neoclassico, d’aspetto imponente e dai pregevoli particolari architettonici. Fra questi spiccano la bella gradinata, la fontana, i colonnati e le logge, il grande parco con piante d’alto fusto. La villa è ora sede della Comunità del Garda, ma è stata a lungo proprietà dei Langensiepen. Essi introdussero sul Garda molte piante esotiche, tra cui i cedri, le magnolie, le canfore.
  • Il Giardino Botanico è stato creato nel 1912 dal boemo Arturo Hruska, innamorato di Gardone. II giardino è famosissimo ed ospita più di 2000 varietà di piante e di fiori, di varie specie esotiche ed alpine. Diviso in più settori, il giardino contiene ruscelli e cascate, radure e laghetti. Notevole – tra le curiosità di questo bellissimo giardino – la Metasequoia glibtostroboidees, che è stata scoperta in Cina nel 1945.
  • Il Vittoriale degli Italiani. Fu la residenza del poeta-soldato Gabriele D'Annunzio dal 1921 fino alla morte, avvenuta nel 1938. Costruito sul colle di Cargnacco, in un ampio parco di nove ettari, ove già esisteva la villa del critico d’arte tedesco Thode, il Vittoriale è una villa-monumento costituita di vari edifici ed altre opere, intesi a celebrare il culto della Patria e dell’ideale eroico. Le sue varie parti furono via via ideate dal D’Annunzio e realizzate dall’architetto Maroni di Riva. E’ stato scritto che il complesso ha un “significato eminentemente simbolico ed evocativo”. Il Vittoriale comprende un Museo che raccoglie molti documenti sulla vita e sull'opera del Poeta, e cimeli vari; notevoli sono anche la ricca biblioteca, l’auditorium, il teatro all’aperto, e il mausoleo, con le tombe del D’Annunzio, del Maroni, e di alcuni legionari fiumani, fedelissimi al Poeta.
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