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Mercoledì 30 Luglio 2014, San Pietro Crisologo
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Arco

Lago di Garda / Italia
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Cenni storici


I ritrovamenti archeologici provano che Arco era già abitato in età neolitica. In epoca romana, fu borgo appartenente alla gens Fabia, attivo per i suoi traffici. L’impronta di Roma si ritrova in vari toponimi della zona: sembra anche che lo stesso nome del borgo derivi dal latino “arx”, che significa rocca. Arco fu fortificato dai Goti nell’alto medioevo e divenne poi capoluogo del feudo dei conti d’Arco, perso e conquistato più volte. Il borgo si organizzò ben presto come libero comune e fu teatro d’aspre lotte religiose: fu dominato dai Visconti, dagli Scaligeri e da Venezia. In epoca rinascimentale, furono costruiti i bei palazzi dei d'Arco. Il castello fu incendiato una prima volta dai Veneziani in guerra con l’imperatore Sigismondo. Dopo un periodo di pace, nel 1703 Arco fu assalito dalle truppe francesi del generale Vendôme, e il castello nuovamente distrutto. Arco fu poi annesso all’Austria, al Regno di Baviera, al Regno d’Italia, all’Impero Austriaco, e divenne luogo di soggiorno e di cura dei nobili e dell’alta borghesia austriaca. Alla fine della prima guerra mondiale, Arco fu annesso all’Italia.

DA VEDERE
Le chiese.
  • La parrocchiale, nota come Collegiata dell’Assunta, è un bell’esempio d’architettura tardo-rinascimentale della regione, con notevoli richiami ai temi palladiani. Iniziata nel 1613, fu consacrata nel 1671 e restaurata, da ultimo, nel 1989-91. Imponente la facciata, alta 32 metri. L’interno è ad una navata, attorniata da otto cappelle laterali, impreziosite da opere d’artisti insigni, tra cui il Brusasorzi, il Polacco, il Caregari, lo Zanussi.
  • Sant'Apollinare in Prabi è una chiesetta romanica che risale al VII secolo. Vi sono conservati buoni affreschi della scuola veronese, e un ciclo pittorico assai bello con un Crocifisso, un’Ultima Cena e un’Adorazione dei Magi.
  • L’Eremo di San Giacomo sul Monte risale al XIII secolo. Fu affrescato dal Moretto nel 1576 ed è stato recentemente restaurato
  • La piccola chiesa di San Bernardino risale ai primo Seicento e contiene un altare del Manentino. Sul muro di un'antica abitazione vicina, si trova un affresco con Madonna in trono fra due santi.
  • Sulla strada per Prabi c’è l'eremo di San Paolo. All’interno, splendidi affreschi con l'Ultima cena ed alcuni episodi della vita di San Paolo.


I palazzi.
  • Su piazza III Novembre, si affacciano alcuni palazzi costruiti dai conti d’Arco, tra cui il palazzo Nuovo, eretto nel sec. XV e ristrutturato nel Settecento. Attualmente ospita l’Archivio Storico Comunale ed ha una stupenda sala di rappresentanza.
  • Il municipio di Arco ha ora sede nel palazzo di Piazza, probabilmente del XVI secolo, ma ricostruito nel Settecento, in stile barocco. Interessante è il portale principale, ove si nota la versione più recente dello stemma dei conti d'Arco
  • Il palazzo del Termine è così chiamato perché posto vicino ad un cippo confinario che divideva in due parti la contea: la parte del Ponte e la parte della Scaria. Costruito nel sec. XV, fu dimora dell’umanista e poeta Nicolò d’Arco (1479-1546). Il cortile interno è abbellito da un sottogronda completamente affrescato dal Bonmartini.
  • Palazzo Marchetti, costruito dai d’Arco nel sec. XVI, è caratterizzato da curiosi camini. Dal cortile interno si nota anche qui una bella fascia sottogronda, affrescata con soggetti mitologici.
  • Palazzo Panni, risale alla seconda metà del Seicento. Nell’Ottocento fu adibito a fabbrica di panni; ora ospita la ricca biblioteca civica.


Il castello.
Con una breve passeggiata, si arriva al castello-fortezza, di Arco, che sorge a 280 metri di altezza sul luogo di un antichissimo castelliere preistorico. L’esistenza del castello è documentata già nell’XI secolo. Il possente edificio fu dominio dei d’Arco e fu più volte assediato. Nel 1579 fu occupato dall'arciduca del Tirolo Ferdinando II, ma tornò poco dopo ai conti d'Arco. Come si è accennato in precedenza, il castello fu conquistato e distrutto dai Francesi, nel 1703, nel corso della guerra di successione spagnola. Recentemente acquistato dal Comune di Arco, il castello è stato magnificamente restaurato: sono state consolidate le torri e le mura di cinta e sistemata la “sala dei giochi”, di cui si sono salvati gli affreschi dell’ultimo Trecento. Domina il castello la torre Renghera, cosi chiamata per la sua campana (la "renga") che suonava per chiamare a raccolta i cittadini.
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