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Storia di La Spezia

Il territorio spezzino e le terre circostanti furono abitati già in tempi preistorici. In particolare, le zone del Levante ligure fino al Magra videro lo stanziamento delle popolazioni dei Liguri, sottomessi nel 155 a.C. dal console Marco Claudio Marcello. E’ comunque certo che le origini della Spezia sono legate alla colonizzazione romana e s’intrecciano con le vicende di Luni, il centro più importante della zona durante l'epoca classica. Nella ripartizione di Augusto la zona, come il resto della Liguria, apparteneva alla Regio IX, il cui confine orientale era segnato dal corso inferiore del fiume Magra.
Con la caduta dell'Impero romano, dopo il V secolo, la zona fu devastata dagli Eruli e dai Goti. Dopo il dominio gotico, il territorio di Luni e la regione del golfo sono riconquistati da Narsete (552) e passano all'Esarcato d'Italia con la formazione della Provincia bizantina di Liguria. I Longobardi di Rotari conquistano la Liguria nel 642 e la sottomettono del tutto con Liutprando: Luni e la sua regione vengono annesse al ducato di Tuscia con capitale Lucca, staccando l'area dal ducato di Liguria. Alla caduta del regno longobardo nel 773 la regione passa sotto i Franchi di Carlo Magno. Nel IX secolo il centro principale della zona del golfo era Vesigna, sul colle di Marinasco; è da Vesigna che procede verso il mare una migrazione che, unendosi agli insediamenti già esistenti, contribuirà alla formazione del primo borgo sul Poggio della Spezia e al suo sviluppo nei secoli X e XI.
Il tardo periodo medievale vide una progressiva frammentazione politica e culturale della zona, con la nascita di piccole signorie locali, come quelle dei di Vezzano, dei da Passano e dei di Lavagna.
Agli inizi del XII secolo Genova acquista il borgo di Porto Venere e accresce la sua influenza sull'estremo Levante ligure. Ciò consente a questi territori il loro progressivo affrancamento dal regime feudale e la loro crescita. Il borgo di Spezia ha già raggiunto una certa importanza nel XII secolo: è, infatti, citato in alcuni documenti commerciali del 1160. Vesigna nel 1223 e Càrpena nel 1224 entrano nell'orbita genovese e quindi, con loro, anche il borgo di Spezia. Già nella prima metà del XIII secolo, La Spezia comincia ad affrancarsi da Càrpena grazie al proprio sviluppo mercantile e all'industria del sale. Nel 1254 Genova sottrae Lerici a Pisa e accresce il proprio controllo sul Golfo. Ma per quasi vent'anni il borgo di Spezia si trova a essere svincolato dal dominio genovese, quando cioè Nicolò Fieschi ne fa il centro, tra il 1256 e il 1273, di una propria effimera Signoria guelfa, estesa da Sarzana a Lavagna e in contrasto con Genova. L'indipendenza del borgo spezzino ha, però termine nel 1273, quando Oberto Doria muove contro Nicolò, espugna la città e incendia il Castello; la Repubblica di Genova riacquista così definitivamente la piena sovranità sul borgo.
Con il passare del tempo il borgo di Spezia va incontro a importanti progressi urbani, sociali ed economici. Il castello viene restaurato nel 1343 per volere di Simone Boccanegra, primo dei Dogi a vita genovesi, che vi nomina anche un Podestà. Nel 1371 vengono erette le mura di difesa e alcuni edifici pubblici. La fine del secolo vede il declino della Potenza genovese in lotta con Venezia e il prevalere della dinastia milanese dei Visconti su Genova stessa e su tutta la Liguria.
Nel 1407 La Spezia si dota di propri Statuti e nomina un Podestà, poi un Capitano con funzioni politiche e militari. Lo sviluppo continua fino al XVII secolo, quando la regione - ormai consolidata - è destinata a mantenersi inalterata fino alle soglie dell'età industriale. I primi decenni del XVI secolo vedono scacciata con alterne vicende l'influenza francese sulla Repubblica genovese, e poi l'affermarsi di quella imperiale di Carlo V.
Nel 1606 la Repubblica genovese opera un'ulteriore fase di rafforzamento del Castello San Giorgio per adeguarlo alla Potenza distruttiva delle nuove armi da fuoco; la città realizza nuovi ampliamenti e l'antico Palazzo del Comune, sorto nel 1420 e sede del Capitano, viene radicalmente rinnovato. Genova tuttavia non concede un'eccessiva libertà al libero sviluppo delle attività mercantili locali e la vita economica ristagna. Per fornire nuovo impulso ai commerci, nel 1654 la Repubblica decide di consentire agli ebrei di stabilirsi in città: vengono istituiti mercati e fiere per gli scambi e San Giuseppe diventa il patrono della Spezia.
Nel 1656 la Liguria viene decimata da una terribile epidemia di peste. Nel 1724 il governo della Repubblica genovese decide la costruzione al Varignano di un Lazzaretto per la quarantena delle merci e delle persone. L'importanza della città cresce nel tempo grazie anche alla natura di caposaldo militare svolta dal suo Golfo: così, nel 1757, Genova sostituisce la figura del Capitano con quella di Governatore. Ma sono ormai alle porte i rivolgimenti portati dalla Rivoluzione Francese e da Napoleone: nel 1797 la Repubblica Genovese cade e la Spezia entra a far parte della Repubblica Ligure, come capoluogo del Dipartimento del Golfo di Venere. Nel 1805 la Repubblica Ligure viene annessa all'Impero Francese e La Spezia viene inserita nel Dipartimento degli Appennini, con capoluogo Chiavari, nella Circoscrizione di Sarzana. Anche Napoleone nota l'importanza militare della Spezia e la eleva a sede di Distretto, poi porto militare (1808): si pensa anche di costruirvi un Arsenale. Alla caduta di Napoleone segue la Restaurazione: la Liguria è annessa al Regno di Sardegna di Vittorio Emanuele I (1815) e La Spezia diventa sede dell’Intendenza della Provincia di Levante.
Ha inizio un primo sviluppo come località di villeggiatura balneare e poi come centro marittimo. Sono anni di crescita demografica; nel 1823 la città diviene capoluogo e inizia un'attività edificatoria di opere pubbliche. Nel 1849 il Governo piemontese prende la prima decisione di costruire alla Spezia l'Arsenale. Questa decisione sarà il principio di un profondo e radicale cambiamento della città sotto ogni punto di vista. I lavori dureranno dal 1861 al 1869. A seguito della forte immigrazione, la città, che nel 1861 alla proclamazione del Regno d'Italia assommava a poco più di 15.000 persone, vedrà aumentare rapidamente la sua popolazione. Viene presa l'importante decisione di costruire anche il porto mercantile e i lavori hanno inizio nel 1891.
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