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Sabato 3 Dicembre 2016, San Francesco Saverio
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Palazzo delle Poste e Telegrafi

La Spezia / Italia
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Il Palazzo fu progettato e edificato fra il 1930 e il 1933 dall'architetto Angiolo Mazzoni, allora funzionario tecnico del Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni. Il progetto ebbe più stesure, metodo abbastanza comune nel modo di fare dell'eclettico Mazzoni, anche se nel caso spezzino ciò fu motivato da un radicale ripensamento della collocazione dell'edificio.
In un primo tempo, infatti, al Palazzo fu assegnato il lotto di terreno vicino a villa Falicon sul lato dei giardini lungomare e, per tale destinazione, Mazzoni elaborò uno schema di edificio meno complesso di quello poi concretizzato, libero sui quattro lati e ornato da una corona di sculture sommitali. L'attuale Palazzo sorse invece nell'isolato a monte dell'attuale Piazza Verdi, al posto del progettato nuovo teatro della città. Costituì l'ultimo tassello dell'ingrandita piazza che assunse da allora il ruolo di centro servizi sociali e amministrativi e di cerniera fra la parte ottocentesca e quella novecentesca in rapida espansione.
La facciata, arretrata e rialzata rispetto al piano stradale dà slancio alla torre quadrata e ai pilastri; si ottiene così un’aura vagamente metafisica che è oggi, lontani dai limiti dell'uso simbolico della romanità, uno dei maggiori pregi dell'architettura.
Mazzoni si dimostra noncurante dell'ambiente urbano: il palazzo infatti è l'unico a non essere allineato agli altri edifici e a non porsi in continuità con la trama del costruito. La presenza architettonica è dunque dirompente rispetto alla sobria linea liberty e deco che improntava la fisionomia novecentesca della piazza. Tale carattere dissonante è rafforzato dalle precise scelte futuriste compiute per gli interni, tanto nel disegno originario del mobilio e degli arredi, quanto - e soprattutto - nell'inserimento delle plastiche murali della torre, a firma di Fillia (alias Luigi Colombo) e di Enrico Prampolini.
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