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Lunedì 5 Dicembre 2016, San Saba
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Arsenale

La Spezia / Italia
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Napoleone intuì per primo l'importanza strategica del Golfo spezzino e ordinò ai suoi ingegneri di progettare la costruzione di un grande Arsenale. Il progetto si bloccò con le ultime sconfitte militari e la caduta dell’impero napoleonico. Dopo il Congresso di Vienna i territori della Repubblica di Genova furono incorporati dal Regno di Sardegna. Solo alla metà dell’Ottocento, l'idea fu ripresa da Cavour che ottenne, nel 1857, il trasferimento della Marina Militare da Genova alla Spezia e il finanziamento per la costruzione di un Arsenale Militare.
Su progetto dall'allora Maggiore del Genio, Domenico Chiodo, i lavori di costruzione iniziarono nel 1861. L’inaugurazione dell’opera ebbe luogo nel 1869, ma i lavori proseguirono fino al 1900 circa, quando l'Arsenale raggiunse la configurazione definitiva. L'odierna struttura rispecchia sostanzialmente il progetto originario che prevedeva: due darsene interne, sei bacini in muratura e le officine principali (congegnatori, calderai, tubisti, artiglieria, armi subacquee ecc.). L’Arsenale contribuì a un rapido sviluppo economico della Spezia: l’aumento dei posti di lavoro portò, tra l’altro, a un notevole incremento demografico. La popolazione raggiunse le 31.500 unità nel 1881, le 60.000 unità nel 1901, le 123.000 nel 1940.
Inizialmente il compito principale dell’Arsenale era di costruire unità navali per la Marina Militare: gli anni fra il 1871 e il 1923 videro il varo di otto corazzate, sei incrociatori, due torpediniere, due cannoniere, nove sommergibili, oltre a numerose unità minori di appoggio. In quel periodo l'Arsenale poteva costruire non solo gli scafi delle navi ma anche i macchinari, le armi e le apparecchiature necessarie sia alla propulsione sia ai sistemi di combattimento. Nel corso della seconda Guerra Mondiale l'Arsenale fu gravemente bombardato. La ricostruzione degli edifici e delle attrezzature fu molto intensa negli anni 1945-1950: la struttura fu rimodernata, anche per l’introduzione di nuove tecniche nella costruzione delle navi.
Ora l'Arsenale non costruisce più navi; sono prevalenti le attività di manutenzione e di trasformazione delle unità navali. Attualmente vi lavorano circa 1.900 dipendenti civili e 200 militari, e la struttura si estende su una superficie di quasi 85 ettari, con circa 13 chilometri di strade interne. Lo spostamento dell'interesse militare verso il sud Mediterraneo ha comportato una notevole perdita d’importanza della base spezzina a favore di quella di Taranto. Vengono oggi vagliate ipotesi di cessione di numerose e ampie aree inutilizzate.
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