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Venerdì 30 Settembre 2016, San Girolamo
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Guida La Spezia

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Quali sono i posti da visitare a La Spezia? Qui puoi trovare una guida di La Spezia e molte informazioni utili: ristoranti, hotel, attrazioni, interessanti monumenti da visitare a La Spezia.
 “... Giunsi a Spezia proprio col proposito di compiere un pellegrinaggio sentimentale, il che poi si realizzò nel migliore dei modi. Il grande merito di Spezia sta, ai miei occhi, nella barca che affittai in un piacevole pomeriggio di ottobre, per compiere la traversata del golfo - ci vuole circa un’ora e mezza - fino alla piccola baia di Lerici che si apre a ovest. Questa baia è davvero incantevole; circondata da colline boscose tra il verde e il grigio, verso il mare ha il suo porto vanamente difeso da un antico e meraviglioso castello in rovina, proteso su un ardito promontorio all’altra estremità. Il luogo è un classico per tutti i viaggiatori inglesi, poiché, giusto nel mezzo della conca della baia, si trova la piccola villa ora deserta, in cui Shelley passò gli ultimi mesi della sua breve esistenza. Viveva a Lerici infatti quando partì per quella breve crociera verso sud da cui non fece più ritorno.”…
Così, nel suo libro “Italian Hours - Ore italiane”, lo scrittore americano Henry James (1843-1916) ricordava La Spezia e il poeta lirico inglese Percy Bysshe Shelley.

Capoluogo di provincia della Liguria – secondo per importanza dopo Genova – La Spezia conta circa 95.000 abitanti. La città è situata all'estremo levante della regione, vicino al confine con la Toscana, al centro di un profondo golfo naturale al quale dà il nome. Tale golfo, noto come il Golfo dei Poeti, è cinto da una catena di colline, la cui cima più imponente è il monte Verrugoli, situato alla periferia occidentale del centro abitato.
La Spezia sorge su un angusto lembo di terra stretto tra mare e monti; ne deriva la presenza di numerosi quartieri collinari e la disposizione piuttosto irregolare della pianta urbana; negli anni venti del Novecento fu necessario sbancare il colle dei Cappuccini per consentire al centro storico di svilupparsi a est, verso la piana di Migliarina (a ovest c’è l'Arsenale Militare). Tale sviluppo ha richiesto ingenti opere di bonifica: dove oggi sorge la gran parte dello scalo portuale esisteva un tempo un'ampia zona paludosa, detta degli Stagnoni. Il golfo che protegge la città ha un’estensione di circa 150 ettari, ed è chiuso da una diga foranea lunga circa 2.200 metri con due passaggi, quello di ponente di circa 400 metri e quello di levante di circa 200 metri. L'insenatura del golfo ha una profondità di 4,6 km e una larghezza di 3,2 km. Proprio la particolare conformazione del golfo, ben riparato dalla furia delle mareggiate e da possibili attacchi nemici, ha fatto sì che alla Spezia venisse costruito uno dei più grandi arsenali della Marina Militare e, nel corso degli anni, si potesse sviluppare uno dei maggiori porti mercantili del Mar Mediterraneo.
Il centro della Spezia offre vivide ricchezze storiche, documentate nei musei cittadini e nei luminosi viali alberati. Liala scrisse che “La Spezia è un’azzurra città di sogno e di amore”, Hemingway che “Le strade sono larghe e le case alte e gialle …”, ma è altrettanto vero che il lungo dominio di Genova ha lasciato antiche impronte. Il carattere ligure della Spezia – la cosiddetta ligusticità – si nota particolarmente nel carattere attivo e pragmatico degli Spezzini, nonché nel tessuto urbano e nella tipologia edilizia e decorativa. Quest’ultimo aspetto si coglie percorrendo il “carrugio” che taglia a metà il centro antico. Dal mare si risale la Via del Prione, “fra tracce sparse, un po’ nascoste ma eloquenti della storia trascorsa: sono pietre incise, capitelli e portali in arenaria trecenteschi, bifore di forme già timidamente rinascimentali, fastigi e decori manieristi e barocchi, come quelli che ornano i portali del Palazzo già dei marchesi Doria e quello un tempo dei principi Massa”.
Da vedere in particolare il Museo Archeologico del Castello, dove sono conservati reperti archeologici di varie epoche tra cui le statue-stele della Lunigiana; la Cattedrale di Cristo Re e Via Sant’Agostino, la più signorile della città, con negozi e palazzi settecenteschi; il Museo Tecnico Navale, paradiso per gli amanti della Marina di tutti i tempi. Il monumento più rappresentativo della vicenda storica della città è certamente il Castello di San Giorgio. Posto su un piccolo rilievo chiamato il Poggio, dominante l’abitato antico, ha conosciuto numerose e continue fasi di edificazione, documentate a partire perlomeno dalla seconda metà del XIV secolo: a questo periodo risalgono la possente torre compresa nella porzione superiore della struttura, le murature dotate di feritoie per arcieri poste a settentrione, e il lembo superstite di mura urbane che dal castello scende in direzione di via XX Settembre.
La tradizione gastronomica spezzina, fondata sulla civiltà marinara e sull’esperienza contadina, propone ancora oggi piatti genuini, testimoni di una memoria lontana. Dall’incontro tra terra e mare nascono le ricette più caratteristiche dell’arte culinaria locale, legate alla tradizione mediterranea ma esaltate da fragranze e profumi impareggiabili. Il basilico, il rosmarino, il timo, i limoni e l’olio d’oliva sono solo alcune espressioni inconfondibili di questo piccolo Eden dell’Italia dei sapori. I piatti di terra più caratteristici della Spezia sono senza dubbio la Mesciua e la Fainà (farinata). La Mesciua è una zuppa a base di ceci, fagioli cannellini, fave secche, cicerchie e farro; piatto, insomma, d’ingredienti “poveri”, ma esaltato dal sapore del pepe nero macinato e dell’olio della riviera. La Fainà è una sfoglia croccante realizzata con farina di ceci e cotta a legna.
I sapori della terra si ritrovano nei piatti di mare, fondendosi in un trionfo di gusti, come ad esempio nei “muscoli” ripieni: un impasto saporito racchiuso tra due gusci di cozze. I piatti di pesce sono numerosi e vedono come protagonisti prevalentemente acciughe, baccalà e muscoli. È possibile gustarli fritti, ripieni, in bianco, marinati (a scabegio), o conservati sotto sale e olio. Lo stoccafisso e le seppie, invece, vengono preparati in umido. Tra i dolci si distinguono il budino, il castagnaccio fatto con farina di castagna e ricoperto di pinoli e uvetta, e la famosa spongata sarzanese, ricca di canditi, marmellata e frutta secca. I principali vini locali sono il passito Sciacchetrà, il DOC di Luni, il DOC delle Cinque Terre, il Levanto e la Vernaccia.

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