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Martedì 23 Maggio 2017, San Giovanni Battista de Rossi
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Visitare Isernia - guida breve

 

Duomo di Isernia

Dedicata a San Pietro, la Cattedrale prospetta su Piazza Andrea d’Isernia e ha origini molto antiche. L’edificio fu costruito sulle fondamenta di un antico tempio italico. Di questo tempio, alcuni resti sono stati riportati alla luce all'interno della Chiesa e nel cortile dell'adiacente episcopio: essi risalgono al periodo di fondazione della colonia latina, nel III secolo a. C. Il podio, visibile lungo la parete sinistra del Duomo, risale al I secolo a. C., quando Aesernia divenne Municipium romano. Per i primi secoli del cristianesimo, manca ogni notizia della chiesa, ma si sa dell’esistenza di una cattedra vescovile già dal V secolo. In questo periodo, alla struttura esistente fu sovrapposta una struttura basilicale di tipo bizantino. Non ci sono strutture databili tra il IX e il XIV secolo, ma si ritiene che la Chiesa abbia cambiato orientamento nella ristrutturazione seguita al terremoto del 1349. Appare certo che la Chiesa è stata ristrutturata dopo il terremoto del 1456. Resti di pavimentazioni dei secoli XVII, XVIII, e XIX testimoniano ulteriori manomissioni subite nel tempo. La cupola risale al 1818. Ulteriori lavori furono eseguiti nei primi anni del Novecento.
All’esterno, il pronao neoclassico, aggiunto nell'Ottocento, presenta colonne ioniche con trabeazione: due delle sei colonne, danneggiate dai bombardamenti del 1943, furono ricostruite negli anni '50.
L’interno, a tre navate divise da archi, è interamente rivestito da marmi e stucchi. Sono visitabili la pavimentazione in lastroni di pietra del tempio latino, le fondazioni dell'abside della prima basilica cristiana, frammenti lapidei decorati di estrazione bizantina e testimonianze delle successive sovrapposizioni. Fra i numerosi tesori artistici contenuti nella Cattedrale, spiccano: i dipinti di Raffaele Gioia e di Trivisonno, una croce d'argento donata da papa Celestino V alla sua città, la gabbia di rame dorato di San Nicandro risalente al XIV secolo, e una statua lignea della Madonna dell'XI secolo.
Torre campanaria della Cattedrale è l'Arco di San Pietro, doppio arco ogivale che buca la torre e collega la piazza alla città più antica. L’Arco risale al Trecento e fu costruito per servire al Duomo e alla Chiesa di San Paolo: è una torre quadrata in stile gotico, con archi a sesto acuto, caratterizzata da un orologio nella parte terminale. Ai quattro angoli interni sono state poste quattro enormi statue romane in pietra, risalenti alla colonia latina e ritrovate nei dintorni di Isernia.
 

Eremo dei Santi Cosma e Damiano

L’Eremo dei Santi Cosma e Damiano sorge su una collina, poco lontana dalla città. E’ dedicato ai due santi fratelli medici, e protettori dei medici, che – a cavallo fra il III e il IV secolo – furono martirizzati durante le terribili persecuzioni di Diocleziano. L’edificio fu eretto intorno al 1130 sui ruderi di un preesistente tempio pagano dedicato al culto di Priapo, divinità maschile della fertilità. Il culto fu mantenuto, anche dopo l’avvento del cristianesimo: l’Eremo fu trasformato e restaurato nel 1523 e nel 1639, ed è ancora oggi meta di pellegrini e devoti, specialmente donne che chiedono la grazia della maternità.
L’esterno si caratterizza per l’ampia scalinata d’accesso e per il bel porticato, entrambi aggiunti con la ristrutturazione cinquecentesca. L’interno, a navata unica, presenta un’abside molto profonda e una bella cupola sormontata da una lanterna, di forma molto allungata, che è un evidente simbolo fallico. Notevole è il soffitto a cassettoni fa da copertura all’edificio Le pareti laterali sono riccamente affrescate, con raffigurazioni della vita e del martirio dei santi, e tappezzate di ex-voto.
 

Fontana della Fraterna

La fontana sorge in Piazza Celestino V ed è il simbolo della città. Fu costruita tra il XIII e il XIV secolo, in onore dell’omonimo papa molisano, utilizzando resti di edifici trecenteschi e pietre di recupero, soprattutto del periodo romano: sembra che talune pietre utilizzate provengano dalla tomba di Ponzio Pilato. Il monumento deve il nome alla Confraternita della Frataria, società caritativa fondata da Celestino V.
La Fontana fu ampliata nel 1935, ma subì gravi danni per i bombardamenti del 1943: nel dopoguerra, fu ricostruita per anastilosi, particolare tecnica di ricostruzione di antichi edifici, che ricompone le vecchie strutture con i pezzi originali.
Sotto il profilo architettonico, lo studioso Francesco Casale annota che: “Il prospetto principale della fontana si sviluppa su tre fasce ben distinte. La fascia più bassa è realizzata in lastroni di pietra di notevoli dimensioni. La pietra centrale ne costituisce l’unico elemento decorativo per la presenza di un disegno a rilievo: in una cornice liscia sono inseriti due delfini disposti simmetricamente ai lati di un motivo floreale acquatico limitato da un disegno triangolare. La fascia centrale si apre con sei archetti a tutto sesto poggianti su colonne e pilastri tutti diversi fra loro. La colonna centrale è costituita da due semicolonne abbinate di cui quella a sinistra presenta il fusto liscio e semicircolare, quella di destra il fusto liscio ma sfaccettato”.
Notevoli, anche se di ardua interpretazione sono le tre iscrizioni lapidarie incluse nella muratura. Due sono sicuramente d’epoca romana, mentre la terza, medievale, sembra riferirsi ai Rampini, nobile famiglia del Duecento che forse ha contribuito alla costruzione della Fontana.
 

Palazzo D’Avalos-Laurelli

Conosciuto anche come “il palazzotto", Palazzo D’Avalos-Laurelli prospetta su Piazza Trento e Trieste. L’edificio fu eretto nel 1694 per volere del principe Diego D’Avalos, discendente della nobile famiglia dei D’Avalos, venuta in Italia al seguito di Alfonso I d’Aragona. Passato all'Università locale nel 1745, l’edificio fu danneggiato dal terremoto del 1805. Nel 1830 fu acquistato da Don Onofrio Laurelli che ne curò la ricostruzione secondo il gusto neoclassico dell’epoca. Nel corso del tempo, il Palazzo ha ospitato gli uffici più rappresentativi della città.
Il piano terra è a bugnato orizzontale ed è separato dal primo piano da una cornice leggermente aggettante. Il portale è sovrastato dallo stemma di famiglia in pietra lavorata, con due leoni rampanti. Le finestre del primo piano hanno la soglia in pietra modanata e sono sovrastate da cornici sorrette da mensole, sempre in pietra; le portefinestre del secondo piano si aprono su balconcini e sono sormontate da lunette di stile rinascimentale con all’interno una conchiglia a rilievo. L’ala laterale ripropone gli stessi motivi architettonici, ma si distingue per la particolarità dei motivi decorativi dei due portali laterali, risalenti alla seconda metà del Settecento.
Il Palazzo, infine, ingloba una delle torri medioevali presenti in città, che si ritiene facciano parte di un antico castello longobardo ora scomparso.
 

Palazzo Vescovile

Il Palazzo sorge in Piazza Andrea d’Isernia, accanto alla Cattedrale. Quello che vediamo è il “secondo” Palazzo Vescovile. Il primo, eretto nel Settecento, fu praticamente distrutto dal bombardamento del 10 settembre1943, fu ricostruito quasi subito ed è stato restaurato di recente. Del primo edificio si conserva ancora il bel portale ad arco che dà sulla piazza e - in facciata - il balcone barocco con lo stemma vescovile inserito nella lunetta. Nel cortile interno sono stati ritrovati resti di strutture murarie di epoca romana e alto-medievale, collegate con le pareti basamentali del Duomo.