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Sabato 1 Ottobre 2016, Santa Teresa di Lisieux di Gesù Bambino
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Musei di Isernia

Isernia / Italia
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MUSEO CIVICO DELLA MEMORIA E DELLA STORIA
Piazza Celestino V
Inaugurato nel 2011, il Museo si trova nei locali del “Torrino”, presso la Fontana della Fraterna, e si articola su tre aree tematiche:
  • La prima sezione è dedicata al terribile bombardamento del 10 settembre 1943, con cui gli Alleati cercarono di sbarrare la strada ai Tedeschi in ritirata. Comprende un’esposizione di divise militari, alcuni effetti dei combattenti, vari resti delle bombe sganciate sulla città e - in una specie di sacrario - i nomi delle vittime.
  • La seconda sezione è dedicata a papa Celestino V (Pietro da Morrone) che secondo Dante “fece per viltade il gran rifiuto”, ma che fu canonizzato. La sala del museo contiene la mostra fotografica “Il cammino di un Santo”, realizzata dalla diocesi nel 1996, quando furono trasferite a Isernia le reliquie del Santo.
  • La terza sezione è dedicata alla storia del tombolo di Isernia, cioè al merletto isernino.

MUSEO PALEOLITICO NAZIONALE
SEDE CONVENTUALE

c/o Ex convento di Santa Maria delle Monache
Corso Marcelli
Racconta l’antichissimo passato della zona di Isernia.
Nel salone del primo piano dell’ex Convento di Santa Maria delle Monache - ossia nella cosiddetta sede conventuale - il Museo espone gli oggetti ritrovati nello scavo archeologico detto “La Pineta”. Si nota che l’area archeologica di Isernia, risalente a 736.000 anni fa, comprende tre insediamenti umani sovrapposti. I reperti (frammenti ossei, strumenti in pietra ecc.) sono collocati nella posizione in cui sono stati ritrovati.
Al pianterreno sono raccolti i reperti dell'antico Sannio e della colonia romana di Aesernia (II secolo a.C.). Vi si trovano iscrizioni, lapidi, statue, urne, rilievi con scene di battaglia, un’ara dedicata alla dea Vittoria e vari corredi funerari dalla necropoli romana di La Quadrella.

GIACIMENTO PALEOLITICO “LA PINETA”
Seconda sede del museo è il sito paleolitico detto La Pineta, scoperto nel 1979, e in cui gli scavi proseguono tuttora. Si tratta probabilmente del ritrovamento paleo-antropologico più importante d'Europa, sia per la qualità dei reperti sia per l'eccezionalità dello stato di conservazione. La Pineta si estende per oltre 20.000 mq: posta sopra un banco di travertino nei pressi di un corso d’acqua a est di Isernia, oltre il fiume Carpino, l’ampia superficie è un vero e proprio paleosuolo, disseminato di ossa di animali e di utensili in pietra. I numerosissimi reperti sono costituiti da schegge, strumenti in selce e calcare e resti di animali come bisonti, rinoceronti, orsi ed elefanti oltre a una serie di micro mammiferi. Nella zona della pineta si conserva il sito che si ritiene fosse abitato dall’Homo erectus più di 700.000 anni fa.
L’area fu seppellita da intense attività vulcaniche, per cui la paleo superficie così sepolta è ricchissima di resti faunistici appartenenti a specie diverse. Questi hanno permesso di ricostruire il quadro generale sia del sistema di vita dell’uomo vissuto oltre mezzo milione di anni fa, sia della flora e della fauna dell’area isernina, nel quadro più ampio del “Quaternario” del Mediterraneo. 
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