Login / Registrazione
Giovedì 29 Settembre 2016, SS. Michele, Gabriele e Raffaele
follow us! @travelitalia

Guida Isernia

Download Guida isernia PDF
Guida isernia PDF
868 download
Quali sono i posti da visitare a Isernia? Qui puoi trovare una guida di Isernia e molte informazioni utili: ristoranti, hotel, attrazioni, interessanti monumenti da visitare a Isernia.
Attorniata da cime rocciose
bagnata da Carpino e Sordo
Aesernia dal tuo promontorio
sovrasti la valle oscura,
cuore del Sannio antico.
Ancor ci parli d’uomini primi
che cacciarono sulla tua terra
e precorsero la storia.
Sotto i tuoi occhi
pugnarono i Pentri
con le legioni di Roma
e grondarono sangue le valli.
Ti distrusse l’ira sillana,
ti saccheggiò il vandalo
e il pirata saraceno.
Tremasti per l’ira della terra,
per le bombe cadenti.
Sei sempre risorta in silenzio,
con volontà tenace
col sorriso della tua gente.
(anonimo)


Secondo capoluogo di provincia del Molise, dopo Campobasso, Isernia conta circa 22.000 abitanti. La città sorge al centro di una valle posta sul crinale di un colle, e ne segue il profilo che digrada dolcemente a valle. La forma particolare della città, stretta e allungata, si deve proprio alla conformazione di questo promontorio collinare e oblungo. Altra impronta indelebile che caratterizza l’assetto urbanistico di Isernia è quella lasciata dall’uomo. I Romani determinarono la primitiva struttura urbana della città, ancora visibile nel perimetro del centro storico. L’antica Aesernia venne “tagliata” trasversalmente dal cardo in direzione nord-sud. Da allora, il cardo romano, l’attuale Corso Marcelli, è la strada principale di Isernia. Il cardo fu intersecato con numerose vie trasversali che segnavano le antiche insulae, gli isolati cittadini. I Romani potenziarono inoltre le antiche fortificazioni sannitiche. Opera dei Longobardi è la separazione fra il centro religioso sito nella zona del Foro romano, dove sorge la Cattedrale, da quello politico-militare: quest’ultimo fu trasferito più a sud, nella zona prossima al Monastero di Santa Maria delle Monache, trasformata in cittadella fortificata. I Normanni, infine, demolirono le mura e ridussero il perimetro del centro, che era stato devastato da alcuni terremoti.
Si propone un rapido itinerario all’interno delle mura che cingono l'area dell'antico castrum romano. Dal Corso Marcelli si dipartono sui due lati gli stretti vicoli dritti o tortuosi che conducono alle volte, ai piccoli slarghi appartati. Il percorso consente di cogliere il disegno della città, il cui centro storico, nonostante gli stravolgimenti del terremoto del 1805 e dei bombardamenti del 1943, ha mantenuto sostanzialmente i caratteri originari. All’imbocco di piazza Carducci troviamo due dei palazzi più rappresentativi di Isernia, Palazzo Jadopi e Palazzo Cimorelli-Belfiore, poco distanti dalla piazza San Pietro Celestino che accoglie il monumento simbolo della città, la Fontana della Fraterna. Siamo all'inizio di Corso Marcelli, tra palazzo Marinelli-Perpetua e il bel portale di Palazzo d'Apollonio, superato il quale si apre la vasta piazza X Settembre. Sulla piazza, la Chiesa di Santa Chiara annuncia il percorso religioso tra le costruzioni duecentesche della città. La strettoia del corso si allarga e la vista si dilata fino ad abbracciare tutta l'area della Cattedrale con, sullo sfondo, l'Arco di San Pietro che congiunge la Cattedrale al palazzo dell'Università: è questa la zona che comprendeva l'ampio foro e l'area sacra romana. Dopo l'Arco, si ha l'impressione di attraversare una città diversa, dove le strade diventano più strette e i vicoli s’innestano sul corso. Una serie di palazzi dalla facciata ottocentesca conduce a piazza Trento e Trieste, un tempo lo slargo urbano più rappresentativo, per arredo e sistemazione, e perché vi prospetta Palazzo D’Avalos-Laurelli, il cosiddetto “palazzotto”. Poco dopo si apre sulla sinistra Piazza Marconi, con la Chiesa e il convento di San Francesco e il palazzo Petrecca, caratterizzato da un cortile stupendo. Siamo ora nel cuore della città altomedievale, nella cittadella longobarda dove troviamo la Chiesa dell'Assunta e il Convento di Santa Maria delle Monache. Con la successiva chiesa di San Pietro Celestino, si chiude il percorso all'interno delle mura. All'estremo sud dell'abitato storico, ma fuori le mura, alla confluenza tra i fiumi Sordo e Carpino, si trova la località La Quadrella, con il tempio dedicato al dio Giano Canese e un ponte romano di cui ancora si conservano i ruderi. Qui sono stati rinvenuti vari reperti archeologici di età tardo repubblicana e augustea.
In provincia di Isernia, sono senz’altro da visitare il Santuario della Madonna Addolorata di Castelpetroso, l’Eremo dei Santi Cosma e Damiano e l’Abbazia altomedievale di San Vincenzo al Volturno.
Sotto il profilo gastronomico, Isernia offre tutta la cucina regionale più tradizionale. Per tacer del resto, si va dalle laganelle e fagioli (pasta simile alle lasagne) alle linguine al baccalà, dalla polenta con salsiccia al maiale con peperoni in aceto, dal fegato di vitello alla pizzaiola o ai cavatelli (gnocchi di farina e di patate) con ragù di agnello. Tra i vini i più conosciuti e apprezzati ci limitiamo a ricordare il Biferno Rosso, il Molise Falangina e il Pentro di Isernia.

Hai un solo giorno e non sai i principali luoghi da visitare a Isernia? Leggi la Guida ridotta
Ti è piaciuta questa guida? Condividila su facebook™, twitter™ o altri social network!