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Martedì 28 Marzo 2017, San Gontrano
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Visitare Imperia - guida breve

 

Castello di Porto Maurizio

Sotto il Monastero di Santa Chiara, si trova ancora un grande loggiato, di costruzione antica, annesso a un torrione ben conservato: è quanto rimane dell'antico “Castello” di Porto Maurizio. Del Castello fa cenno il Petrarca, in una sua lettera del 1343 al cardinale Colonna, e certamente risale a prima del 1000. Il complesso costituiva il nucleo della popolazione, era chiuso fra alte mura e formato da una grande ellissi, attorniata da fossi e controfossi che lo rendevano inespugnabile. Terminata la giornata dei traffici marittimi, gli antichi Portorini usavano ritirarsi nel Castello, le cui porte venivano chiuse e sino all'alba non venivano riaperte per nessun motivo, né alcuno poteva domandare di accedervi. Ancora oggi si ricordano i nomi delle “Porte” del castello e si vedono di qualcuna di esse le vestigia.
Il Castello aveva una periferia di 1800 passi e quattro baluardi difensivi, ognuno dei quali si estendeva per una misura di cento passi al di fuori. La costruzione era difesa dal mare e da scogli inaccessibili, nonché da tre Torri; fra queste, più in fuori, si alzavano opere di difesa, i cosiddetti Torrioni, presidiati da 400 uomini ciascuno. Uno di questi torrioni si vede a fianco del loggiato del Monastero. Almeno nelle sue parti principali, il Castello sopravvisse fino al Settecento inoltrato.
 

Collegiata di San Giovanni Battista

Fra i principali monumenti d’arte e di fede in Oneglia, sorge nel centro dell'abitato storico, nella via e piazza omonima, la Collegiata o Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, Duomo di Oneglia. L’edificio si presenta, nel suo stile barocco e con l'alto campanile, quale grandioso e severo edificio nella vasta cerchia di affrettate costruzioni che le stanno intorno. Fu costruito – dove sorgeva l'antica chiesa del Trecento - su disegno dell'architetto Gaetano Amoretti. La costruzione ebbe inizio nel 1739 e fu ultimata nel 1762, venendo consacrata nel giugno di quell'anno da monsignor Giuseppe Delbecchi, onegliese, arcivescovo di Cagliari.
La facciata, eseguita nel 1832, conserva inalterato lo spirito tardo-barocco. Il prospetto ha impronte medioevali, con grande occhio centrale e fianchi sdruccioli. Il campanile, a destra, terminante in un lunghissimo cono, non presenta aspetti notevoli.
L’interno si sviluppa in un'ampia sala divisa in tre navate su croce latina, attraverso una successione di archi a tutto sesto che poggiano su piedritti quadrangolari con lesene. Tra le navate e il presbiterio, affiancato da due cappelle, si trova uno spazio trasversale sul cui centro gravita una cupola a base circolare. Lungo le pareti longitudinali si aprono, in corrispondenza delle campate, una serie di cappelle dalle superfici curvilinee.
L'interno è adorno di pregevoli marmi e di artistici stucchi e decorazioni dovuti in parte al genovese Isola e in parte al torinese Scuri. Vi si ammira un antico e prezioso tabernacolo in marmo, opera di Pace Gaggini del 1516 esistente indubbiamente nella chiesa precedente; un ricco Crocefisso secentesco del francese La Croix; una statuetta in legno raffigurante San Giovanni Battista, scolpita dal Maragliano, un magnifico organo con orchestra secondo il sistema Lingiardi e uno stupendo coro ligneo intagliato del 1736. Tra le pitture spiccano le tele raffiguranti la Sacra Cena, Sant’Isidoro, i Santi Crispino e Crispiniano e la Nascita di San Giovanni del torinese Revelli; il Purgatorio del Calzia; San Carlo della onegliese Francesca Calzamiglia; San Cristoforo dell’onegliese Conte; il Battesimo di San Giovanni del torinese Morgavi e la Visitazione del Gainotti di Genova; la Madonna del Rosario di Giovanni Battista Garaventa.
 

Duomo di Imperia (Basilica di San Maurizio)

La Basilica di San Maurizio (detta anche Collegiata) è il Duomo della città. Sorge sulla piazza omonima ed è la chiesa più grande della Liguria. Costruita secondo lo stile neoclassico, la Basilica fu progettata nel 1781 da Gaetano Cantoni, ma terminata soltanto nel 1838, per sostituire il vecchio Duomo ormai fatiscente, che sorgeva in cima al promontorio fortificato del Parasio. Si narra che proprio San Leonardo da Porto Maurizio, durante una delle sue prediche, abbia indicato il punto dove doveva sorgere il nuovo Duomo.
La facciata è costituita da un portico a otto colonne. Si noti l’utilizzo dei tre stili classici per le colonne: nella loggia inferiore troviamo il dorico, nel frontone e le semicolonne dei campanili lo stile ionico e, infine, il corinzio per i pilastri delle celle campanarie. Il pronao è fiancheggiato da due massicci campanili, decorati coi medesimi ordini della facciata, più il terzo corinzio. In alto, sul frontespizio, vi sono tre statue che rappresentano San Maurizio e due suoi compagni nella legione tebana, cioè San Etolo, forse nato a Porto Maurizio, e San Secondo, patrono di Ventimiglia. Sono lavori modesti del savonese Stefano Brilla; del Brilla sono pure i quattro profeti maggiori sottostanti: Ezechiele, Daniele, Isaia e Geremia. Sotto il pronao vi sono altre quattro statue in marmo, di alto pregio, raffiguranti i Santi Pietro, Paolo, Giovanni e Filippo. Furono scolpite nel 1686 e in passato adornavano l'abside della vecchia chiesa di San Maurizio.
L’interno è a pianta centrale suddiviso in tre navate. La cupola principale (con lanterna) è preceduta da una cupola secondaria (senza lanterna). Ci sono poi altre sei cupole più piccole a copertura della navate laterali, nella quali troviamo dieci altari minori. Le rifiniture con stucchi a imitazione del marmo bianco ricordano le chiese dell’antica Roma. L’altar maggiore è un insigne lavoro marmoreo decorato con artistici bassorilievi su disegno dell'architetto Marzano. Il coro, ammirabile lavoro d'intaglio in legno di noce, fu eseguito dall'intagliatore Giuseppe Guala di Torino, su disegno dell’architetto Cesare Parodi di Genova; il pergamo in marmo, lavoro semplice ma assai pregevole (appartenuto alla vecchia chiesa di san Maurizio: da questo pergamo annunziarono la divina parola San Leonardo da Porto Maurizio e il venerabile Paolo Segrieri); il grandioso Crocefisso, scolpito in legno dal Maragliano (1664); il nuovo e moderno organo, costruito nel 1925 dalla Ditta Berutti di Torino; il pavimento del tempio, in marmo di Carrara e giallo di Siena, ornato di grandi rosoni a colori, su disegno del Canale; la grandiosa cupola, la cui sommità tocca l’altezza di 70 metri, ornata di grandi rosoni e lavori in plastica dei fratelli Andrea e Giovanni Battista Adami e Carlo Cattaneo.
La Basilica conserva anche varie opere d’arte, pittoriche e statuarie, che risalgono alla prima metà dell’Ottocento. Ricordiamo in particolare: la statua di San Maurizio di Carlo Finelli, due dipinti di Cesare Viazzi, La cacciata dal Paradiso terrestre e Caino e Abele; le tele raffiguranti il Martirio di San Sebastiano di Francesco Podesti, anconetano (1800); Sant’Agostino, l'Ascensione e la Madonna del Carmine di Francesco Coghetti, bergamasco (1804); la Madonna del Rosario, San Leonardo da Porto Maurizio, San Giuseppe e San Giovanni Battista di Leonardo Massabò, porto-mauriziese (1812); San Francesco di Sales di Guglielmo De Sanctis (1829); San Luigi Gonzaga di Paolo Mei (1831); Sant’Antonio da Padova e Santa Teresa di Domenico Bruschi, perugino (1840), nonché L’assunzione della Vergine del senese Maccari (1840).
 

Palazzo Lercari-Pagliari

Il Palazzo sorge nel centro del nucleo storico portorino, il cosiddetto Parasio, ed è destinato ad accogliere il costituendo Museo cittadino.
Palazzo Lercari-Pagliari, dai nomi delle famiglie che lo abitarono, è un edificio storicamente stratificato con apporti murari dalla fine del XII al XVII secolo, con fasi principali medievali (XIV, XV secolo), rinascimentali (fine XV, XVI secolo) e testimonianze secondarie del XVII secolo. La fronte verso via Zara si presenta come un vero e proprio museo a cielo aperto per le sovrapposizioni di stili architettonici diversi: archi ogivali, a tutto sesto in pietra e mattone, bifore e aperture rettangolari. La facciata che prospetta su Piazza Pagliari è l'unico esempio, assieme all'interno del Palazzo, di architettura rinascimentale-manieristica della città. “All'interno particolarmente rilevante è il 'piano nobile' cui si accede attraverso uno scalone e la loggetta di sinistra: esso presenta soglie, portali, un caminetto in pietra nera scolpita di notevole finezza esecutiva e uno stupendo soffitto in travi lignee a vista”.
Nel Palazzo è stata collocata la collezione epigrafica del Comune di Imperia, recuperata dopo anni di giacenza presso locali esterni, composta da cinque lapidi della Comunità di Porto Maurizio, comprese tra i secoli XIV e XVII e tre misure di capacità risalente al periodo medioevale.
 

Parasio

Parasio è l'antico centro storico di Porto Maurizio, molto pittoresco e grazioso, che offre una vista splendida sul mare e sui monti. Questa parte della città è caratterizzata da un groviglio di stretti vicoli - i cosiddetti “caruggi” - fiancheggiati da case antiche. Spiccano il Palazzo Lercari-Pagliari, il Palazzo Strafforello e il Teatro Cavour, così come Villa Varese e Villa Faravelli. Nel quartiere è anche ubicata la Casa natale di San Leonardo, santo patrono di Imperia.
Tra i palazzi antichi di interesse si consiglia la visita a ciò che rimane di Palazzo Doria, a Oneglia, che fu casa natale di Andrea Doria. Si ammirino anche i portici neoclassici che incorniciano Piazza Dante, di tipica atmosfera savoiarda, e la bella Villa Grock, in stile Liberty, costruita per Charles Adrien Wettach, il famoso clown svizzero conosciuto con il nome d'arte di Grock. Se amate i musei e la vita di mare, non perdetevi il Museo Navale Internazionale del Ponente Ligure. Interessanti sono anche il Museo Centrale dell'Istituto Storico della Resistenza e il Museo dell'Olivo.
Molto spettacolare è poi il "Belvedere della Chiesa Vecchia" posto sulla sommità del centro storico. Deve il suo nome ai resti ancora visibili della Vecchia Chiesa di San Maurizio, sorta alla fine del Quattrocento sopra i resti di una chiesa ancora più antica, cui posero mano numerosi artisti provenienti da tutto il nord Italia.
 

Santuario di Montegrazie

Su per la valle, a sette chilometri da Porto Maurizio, sul fianco occidentale del Monte Battaiosa, si distende il paese di Montegrazie (anticamente chiamato Montegrosso), già frazione di Imperia e ora ricostituito in Comune. A poca distanza dal paese, sorge il Santuario, dedicato a Nostra Signora delle Grazie. È questo uno dei più antichi Santuari Mariani della Liguria e - oltre al pregio artistico della sua costruzione - contiene uno dei migliori dipinti del Mantegna (1478). Le sue origini risalgono a una leggenda del XIII secolo, che il popolo ancora oggi ricorda: una pastorella sordomuta dalla nascita ha una visione della Madonna e viene guarita della sua infermità. In breve, come aveva richiesto la Vergine, sul luogo del miracolo fu edificato il Santuario.
La versione attuale del Santuario risalirebbe al 1450, come appare dalla piccola lapide incastonata nell'architrave della porta principale. In ogni caso, l’edificio originario fu modificato più volte; in particolare, subì un restauro nel 1644 e fu profondamente trasformato nel 1895.
Il Santuario è in stile romanico-lombardo e all'esterno è rivestito di pietra litografica ben scalpellata. Il campanile è in stile diverso: completamente intonacato, presenta una cella campanaria a tutto sesto e un cornicione in calce e mattoni. L’interno è diviso in tre navate da due ordini di dieci colonnine pure di pietra litografica. In esso sono cinque altari: tre lungo le absidi e due lungo le navate laterali. Sull’altare centrale, di marmo finissimo, si erge una elegante nicchia, in cui è custodita la statua di Nostra Signora delle Grazie.
 

Torre di Prarola

La Torre di Prarola, detta un tempo "Pratariola", si trova alla foce del torrente Prino, a pochi chilometri dal centro di Porto Maurizio. Essa costituiva un anello del sistema fortificato, eretto dai Genovesi per contrastare le incursioni dei Saraceni, iniziate nel IX e X secolo e, in particolare, le scorribande del corsaro Barbarossa, di "Lazzaro Calabrese" e del corsaro Dragut. Nel Cinquecento poi, la Repubblica di Genova (che possedeva Porto Maurizio) era alleata della Spagna e si trovò coinvolta nel conflitto franco-spagnolo, nel quale - nel 1535 - s’inserirono i Turchi a fianco dei Francesi.
Eretta sulla roccia viva fra il 1562 e il 1564, la Torre controllava il mare per ampio tratto da San Lorenzo a Capo Berta ed era in contatto visivo (per segnalazioni) con la Chiesa di San Pietro al Parasio, da dove gli avvisi luminosi potevano essere trasmessi all'interno, verso altre torri come quella di Torrazza. Analogamente al Torrione di Vallecrosia, la Torre di Prarola era una struttura circolare da combattimento, munita dell’artiglieria tipica del XVI secolo.
 

Villa Faravelli

Villa Faravelli sorge in Viale Matteotti. Essa fu edificata negli anni ’40 del secolo scorso, dall’industriale Umberto Faravelli, e aperta al pubblico nel 2005, dopo lunghi e accurati lavori di restauro, volti a recuperare in pieno il senso dell’edificio, tipica dimora di notabili.
L’edificio è una bella palazzina a due piani, in stile rinascimentale, immersa in un parco di oltre 5.000 metri quadrati, che si affaccia sul mare. Esso presenta un’architettura tipica dei tardi anni ’30, riconoscibile soprattutto nel corpo semicircolare che si protrae sul giardino e che ospita il grande soggiorno: sono peraltro presenti alcuni spunti di gusto neo-rinascimentale razionalizzante, di grande interesse.
La Villa è utilizzata per mostre, prevalentemente d’arte contemporanea, e per varie manifestazioni culturali.
 

Villa Grock

Conosciuta anche come Villa Bianca, Villa Grock sorge all’estrema periferia della città, in zona Cascine. Fu fatta costruire negli anni Venti, dallo svizzero Adrien Wettach (1880-1959) – in arte Grock – il più famoso clown della prima metà del Novecento. Grock fu un artista straordinario: giocoliere, equilibrista, acrobata, capace di suonare vari strumenti musicali, ammaliò il pubblico di tutto il mondo, diventando un’autentica leggenda.
La Villa è costruita in stile Liberty, rigoroso all’interno, ma ben riconoscibile anche all’esterno. Fu lo stesso Grock a guidare il progetto, firmato dal tecnico Armando Brignole. L’edificio è davvero originale e difficilmente definibile. Della Villa è stato scritto che: “Più che tentare di ricondurla a uno stile, è opportuno considerarla una sorta di autoritratto, espressione di una personalità straordinaria, giocosa e creativa”.
Dopo il restauro concluso nel 2006, la bellezza, il fascino e il mistero di questo “luogo incantato” della Riviera di Ponente sono completamente rifioriti. Il recupero del giardino, sia dal punto di vista della flora sia per il consolidamento delle strutture, consente di ritrovare l’atmosfera pensata dallo stesso Wettach, del quale si racconta una grande passione per le piante. Nell’insieme, il parco riflette il patrimonio vegetale tipico dei giardini storici della Riviera. I camminamenti ben delimitati invitano alle passeggiate, mentre tutto intorno le colonne a fuso, gli archi arditi, le decorazioni assolutamente uniche, le fontane e il laghetto col suo ponticello d’ispirazione orientale, costituiscono il completamento di una scenografia spettacolare e fiabesca.
Acquisita dalla Provincia di Imperia nel 2002, la Villa è stata aperta al pubblico il 17 gennaio 2010. E’ destinata a ospitare il Museo del Clown.