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Lunedì 5 Dicembre 2016, San Saba
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Storia di Imperia

Imperia nasce dalla fusione di due città, Oneglia e Porto Maurizio, e di due territori distinti. L'unificazione fu realizzata nel 1923, anche se non era desiderata da tutti. Secolare era, infatti, la rivalità tra i "ciantafurche" (così i Portorini chiamavano in tono dispregiativo gli Onegliesi) e i "caccellotti" (soprannome che gli Onegliesi davano ai Portorini). La rivalità si è trasformata via via in un vivace campanilismo.

Storia di Porto Maurizio
Porto Mauro, divenuto poi Porto Maurizio, fu un tempo degli Ingauni, popolo di razza ligure. Quando la Liguria fu conquistata da Roma, Albenga restò capitale degli Ingauni e divenne una cospicua città italica, nella quale ebbe poi sede un vescovo con giurisdizione su Oneglia e Porto Maurizio. Nel secolo XI, Olderico Manfredi, signore della marca di Torino, comandava quasi tutto il Piemonte. Nel 1028, in Caramagna Piemonte, egli eresse una basilica in monastero di suore benedettine, donando in feudo metà del territorio di Porto Maurizio. La figlia Adelaide fondò nel 1064 un nuovo monastero di benedettini in Pinerolo, donandogli in feudo l'altra metà. Sicché, nel secolo XI, Porto Maurizio apparteneva in parti eguali ai monaci e alle monache di San Benedetto. Le due badie estesero la propria giurisdizione e favorirono il traffico marittimo, nonché il sorgere dei borghi che ancora oggi prosperano e formano Imperia. Nel 1091, gli eredi di Adelaide, marchesi di Clavesana - investiti dai vescovi di Albenga del diritto di riscuotere le decime in buona parte del territorio - pretesero il dominio su Porto Maurizio: nel conflitto d’interessi fra le badie e i Clavesana, s’intromise la potente Compagnia dei Mercanti, che assunse la tutela del territorio e proclamò la repubblica.
Approfittando della calata del Barbarossa in Italia (1162) Genova fece infeudare tutta la Liguria al suo dominio. Nel 1184 Porto Maurizio vide l'esercito genovese accampato ai suoi confini per obbligarla a entrare in confederazione con Genova, cosa alla quale essa si era sempre rifiutata. Dopo una prima sconfitta, Genova allestì un grosso esercito per inviarlo a soggiogare i Portorini, ma questi, spaventati dalla Potenza dei Genovesi, firmarono nel 1200 speciali convenzioni, pattuendo alleanza e promettendo protezione in caso di guerra. Simili convenzioni erano state già firmate da Ventimiglia nel 1140, da Savona nel 1152 e da Albenga nel 1199, cosicché a poco a poco Genova estese il suo dominio su tutte e due le Riviere. Nello stesso anno 1200, si accese la guerra tra Porto Maurizio e Oneglia per la contesa dei confini territoriali: intervenne Genova, fissando i confini al torrente Impero, che appartenne a Porto Maurizio. Ben presto Genova, forte delle discordie che agitavano la vita cittadina, volle intromettersi nelle faccende interne di Porto Maurizio; affacciò la pretesa di avere parte nell’elezione del Podestà esigendo che il medesimo fosse un cittadino genovese. A ciò si opposero fortemente i Portorini, gelosi della loro autonomia, i quali si prepararono a difendere i loro diritti e la loro libertà con le armi, venendo però nel 1234 vinti dal podestà di Genova. Questi, entrato in Porto Maurizio, fece dimettere il podestà che vi sedeva eletto in Parlamento, insediandovi in sua vece un genovese. Non trascorse molto tempo, che gli animi concitati si levarono alla rivolta, e nel 1237 fu scacciato il podestà genovese e dichiarata sciolta l'alleanza con Genova. Si procedette all'elezione di un nuovo podestà cittadino; si formarono gli Statuti del Comune e il popolo si preparò alla difesa della riacquistata libertà. Questo periodo, glorioso per Porto Maurizio, durò poco. Sul finire del 1239 comparve, inaspettata, innanzi al Castello di Porto Maurizio, la flotta genovese comandata dall'ammiraglio, Fulcone Guercio. Dopo un vano tentativo di trattare la resa, il Guercio sbarcò a terra e iniziò l'assalto, conquistando la città. Fu rimesso in carica il podestà genovese. Furono quindi stabiliti nuovi accordi fra Genova e Porto Maurizio: i soldati genovesi lasciarono libero il territorio e il governo in mano agli Anziani eletti dal Parlamento.
Genova resse le sorti di Porto Maurizio fino all'arrivo di Bonaparte. Questi sciolse la Repubblica marinara e fondò la Repubblica Ligure (1797), di cui Porto Maurizio divenne capoluogo della Giurisdizione degli ulivi. Dopo il Congresso di Vienna la zona tornò ai Savoia.

Storia di Oneglia
Oneglia, come Porto Maurizio, manca di notizie certe avanti il 1000. Appartenne pur essa agli Ingauni e, dopo il passaggio della Liguria sotto il dominio dei Romani e l'avvento del Cristianesimo, fu sotto la giurisdizione del vescovo di Albenga. Genova, i Conti di Ventimiglia e gli ultimi successori dei Marchesi Clavesana accampavano però continuamente dei diritti, sicché il vescovo di Albenga, nel 1298, decise di vendere tutto quel territorio a Nicolò e Federico Doria, cittadini genovesi.
Il passaggio ai Doria segnò l'origine di Oneglia marittima, poiché Nicolò e Federico Doria, allo scopo di attendere ai loro traffici, cominciarono a fabbricare il loro palazzo in riva al mare, trasportandovi poi la sede del podestà. Sorse così, poco a poco, un agglomeramento di abitazioni attorno al Palazzo Doria che prese il nome di «Ripa di Oneglia» e da cui si sviluppò poi l’Oneglia marittima. La città rimase in possesso dei Doria fino al 1576, nel quale anno fu ceduta al duca Emanuele Filiberto. I Savoia ressero le sorti di Oneglia per circa due secoli fino all'arrivo di Napoleone in Italia, il quale portò il borgo nella Repubblica Ligure (1797).
Dopo il Congresso di Vienna (1815), Oneglia passò al Regno di Sardegna (1815) e divenne capoluogo di provincia della Divisione di Nizza (1818). Durante il periodo che precedette l'Unificazione d'Italia (1861) fu costruito un penitenziario (1846) che rese Oneglia famosa in tutto il regno durante i moti insurrezionali del 1848 e del 1860. In sostanza, la città restò definitivamente ai Savoia, di cui fu tanto devota e sottomessa da meritarsi il titolo di «Fidelissima».
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