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Martedì 27 Settembre 2016, San Vincenzo de' Paoli
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Duomo di Imperia (Basilica di San Maurizio)

Imperia / Italia
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La Basilica di San Maurizio (detta anche Collegiata) è il Duomo della città. Sorge sulla piazza omonima ed è la chiesa più grande della Liguria. Costruita secondo lo stile neoclassico, la Basilica fu progettata nel 1781 da Gaetano Cantoni, ma terminata soltanto nel 1838, per sostituire il vecchio Duomo ormai fatiscente, che sorgeva in cima al promontorio fortificato del Parasio. Si narra che proprio San Leonardo da Porto Maurizio, durante una delle sue prediche, abbia indicato il punto dove doveva sorgere il nuovo Duomo.
La facciata è costituita da un portico a otto colonne. Si noti l’utilizzo dei tre stili classici per le colonne: nella loggia inferiore troviamo il dorico, nel frontone e le semicolonne dei campanili lo stile ionico e, infine, il corinzio per i pilastri delle celle campanarie. Il pronao è fiancheggiato da due massicci campanili, decorati coi medesimi ordini della facciata, più il terzo corinzio. In alto, sul frontespizio, vi sono tre statue che rappresentano San Maurizio e due suoi compagni nella legione tebana, cioè San Etolo, forse nato a Porto Maurizio, e San Secondo, patrono di Ventimiglia. Sono lavori modesti del savonese Stefano Brilla; del Brilla sono pure i quattro profeti maggiori sottostanti: Ezechiele, Daniele, Isaia e Geremia. Sotto il pronao vi sono altre quattro statue in marmo, di alto pregio, raffiguranti i Santi Pietro, Paolo, Giovanni e Filippo. Furono scolpite nel 1686 e in passato adornavano l'abside della vecchia chiesa di San Maurizio.
L’interno è a pianta centrale suddiviso in tre navate. La cupola principale (con lanterna) è preceduta da una cupola secondaria (senza lanterna). Ci sono poi altre sei cupole più piccole a copertura della navate laterali, nella quali troviamo dieci altari minori. Le rifiniture con stucchi a imitazione del marmo bianco ricordano le chiese dell’antica Roma. L’altar maggiore è un insigne lavoro marmoreo decorato con artistici bassorilievi su disegno dell'architetto Marzano. Il coro, ammirabile lavoro d'intaglio in legno di noce, fu eseguito dall'intagliatore Giuseppe Guala di Torino, su disegno dell’architetto Cesare Parodi di Genova; il pergamo in marmo, lavoro semplice ma assai pregevole (appartenuto alla vecchia chiesa di san Maurizio: da questo pergamo annunziarono la divina parola San Leonardo da Porto Maurizio e il venerabile Paolo Segrieri); il grandioso Crocefisso, scolpito in legno dal Maragliano (1664); il nuovo e moderno organo, costruito nel 1925 dalla Ditta Berutti di Torino; il pavimento del tempio, in marmo di Carrara e giallo di Siena, ornato di grandi rosoni a colori, su disegno del Canale; la grandiosa cupola, la cui sommità tocca l’altezza di 70 metri, ornata di grandi rosoni e lavori in plastica dei fratelli Andrea e Giovanni Battista Adami e Carlo Cattaneo.
La Basilica conserva anche varie opere d’arte, pittoriche e statuarie, che risalgono alla prima metà dell’Ottocento. Ricordiamo in particolare: la statua di San Maurizio di Carlo Finelli, due dipinti di Cesare Viazzi, La cacciata dal Paradiso terrestre e Caino e Abele; le tele raffiguranti il Martirio di San Sebastiano di Francesco Podesti, anconetano (1800); Sant’Agostino, l'Ascensione e la Madonna del Carmine di Francesco Coghetti, bergamasco (1804); la Madonna del Rosario, San Leonardo da Porto Maurizio, San Giuseppe e San Giovanni Battista di Leonardo Massabò, porto-mauriziese (1812); San Francesco di Sales di Guglielmo De Sanctis (1829); San Luigi Gonzaga di Paolo Mei (1831); Sant’Antonio da Padova e Santa Teresa di Domenico Bruschi, perugino (1840), nonché L’assunzione della Vergine del senese Maccari (1840).
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