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Giovedì 18 Gennaio 2018, Santa Prisca
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Visitare Gubbio - guida breve

 

Basilica di Sant'Ubaldo

La Basilica di Sant’Ubaldo sorge sulle pendici del Monte Ingino e domina dall’alto Gubbio e la sua vallata. Essa risale al XII secolo e fu restaurata nel Cinquecento dai Canonici Regolari Lateranensi: in occasione del restauro, fu anche costruito l’annesso convento. Verso la fine del Settecento, il complesso fu affidato ai Padri Passionisti e, nel 1816, ai Frati Minori. Il tempio, dedicato al santo patrono di Gubbio, rappresenta il cuore religioso, storico e folcloristico della città. La Basilica conserva i ceri con cui si corre – il 15 maggio di ogni anno – la famosa "Corsa dei Ceri". Questa grandiosa manifestazione cittadina, folcloristica e religiosa insieme, si svolge in onore del santo patrono e si conclude alla Basilica stessa.
L’esterno della Basilica è semplice e allo stesso tempo suggestivo, privo di particolari ornamenti, ma arricchito da un bel chiostro, sulle cui pareti s’intravedono ancora frammenti di affreschi cinquecenteschi, e da uno stupendo portale finemente scolpito.
L'interno è diviso in 5 navate. Opera preziosa in stile Rinascimento è il marmoreo altare miniato: un’urna di cristallo sopra l’altare conserva le reliquie di Sant’Ubaldo, qui trasportate nel 1194. Tra i dipinti spiccano: un Battesimo di Cristo di F. Damiani; una Trasfigurazione e Santi di G.M. Baldassini (1585); una Madonna col Bambino tra i Santi Ubaldo e Giovanni Battista di Salvi Savini (1610); una Sant’Orsola dell’Allegrini. Notevoli sono anche i finestroni istoriati (1922), con Storie della vita di Sant’Ubaldo.
 

Cattedrale

Su progetto di Giovanni da Gubbio, la Cattedrale fu costruita nella seconda metà del XII secolo, sopra le rovine di una chiesa più antica. Si sa per certo che, intorno al 1190 i canonici di San Mariano ottennero il permesso di trasferire nella nuova chiesa le reliquie dei Santi Martiri eugubini: Giacomo e Mariano, cui la Cattedrale è dedicata. L’edificio subì nel tempo una lunga serie di modifiche e di ampliamenti.
La facciata, costruita nel 1241, fu restaurata nel Cinquecento, ma conserva ancora il carattere primitivo. Sopra il trecentesco portale a sesto acuto s’apre una magnifica, grande finestra circolare, decorata da un’elegante fascia a fogliame. Ai lati della finestra sono i simboli dei quattro evangelisti, mentre al centro del timpano si trova l’agnello, simbolo di Giovanni Battista.
L'interno è a forma di croce latina con un’unica navata, ed il tetto sorretto da dieci archi a sesto acuto. Esso conserva moltissime opere d’arte. L'altare è originario, di stile gotico, mentre la cappella del Battistero è rinascimentale, con affreschi deteriorati e non di ottima fattura dell'eugubino A. Beni; prerinascimentale è il pregevolissimo fonte battesimale. Sul primo altare della parete di sinistra è posto lo stemma cinquecentesco della Corporazione dei Fabbri; ai lati dell'altare si possono osservare due belle tele: Santa Lucia e Santa Barbara, protettrici dei fabbri. I dipinti sono di Benedetto Nucci, forse il migliore pittore eugubino del ‘500, che s'ispirò prevalentemente a Raffaellin del Colle e a Dono Doni. Sulla parete di destra sopra il primo altare è collocata una notevole opera attribuita al veronese Claudio Ridolfi ('500), raffigurante "San Carlo Borromeo". Di grande pregio è il Cristo ligneo, sopra l'altare, ritenuto di scuola umbra del XIII secolo; sotto l'organo è il seggio dei magistrati, decorato finemente, nel 1557, dal Nucci; nel coro poi si ammira la stupenda cattedra episcopale, lavoro meraviglioso ad intaglio e tarsia, eseguito intorno al 1557 da Girolamo Maffei; nella sala del Capitolo è conservato uno splendido piviale su lamina d'oro, con scene della Passione ricamate in seta; nell'archivio capitolare sono pregevoli pergamene risalenti fino al secolo XI e codici membranacei del XV secolo.
Nel Duomo si trovano le tombe di vari Vescovi, Beati e Santi: Pietro Gabrielli (1326-1345) e Gabriele Gabrielli (1377-1383); Beato Forte Gabrielli (970-1040), San Giovanni da Lodi (1040-1105), Beato Villano, vescovo di Gubbio dal 1206 al 1240, amico di San Francesco.
Nell'attiguo Palazzo dei Canonici della Cattedrale è ospitato il Museo del Duomo che in varie sale conserva numerose opere in pietra di epoca romana e medievale, ma anche una collezione di opere pittoriche del XIII, XIV e XV secolo. Al pianterreno è conservata la famosa "Botte dei Canonici" eccezionale opera del Cinquecento, costruita senza cerchi di ferro, che contiene 387 "barili" di vino (circa 200 ettolitri).
 

Chiesa di San Francesco

Si trova in Piazza Quaranta Martiri, proprio dove – nel Medioevo – sorgeva la residenza degli Spadalonga; questa famiglia accolse amichevolmente ed ospitò Francesco d’Assisi, quando il Poverello lasciò la casa paterna. L’edificio fu costruito nella seconda metà del Duecento ed è opera del celebre architetto Fra’ Bevignate. La facciata è rivolta a nord-est, secondo i canoni francescani; essa presenta un bel portale gotico e un piccolo rosone incorniciato di archetti. Notevole è anche il campanile a pianta ottagonale.
La chiesa è l’unica in città ad avere una navata centrale e due navate laterali. La volta, sostenuta da pilastri ottagonali, si trova alla stessa altezza nelle tre navate. Le volte e i capitelli derivano dal restauro del Settecento.
Particolarmente interessanti sono; gli affreschi della cappella sul lato sinistro, con le Storie della Vergine di Ottaviano Nelli (intorno al 1400; una Madonna con Bambino, San Cristoforo, Sant’Antonio Abate ed altri dipinti del XV secolo nella cappella di destra. Inoltre si possono ammirare: una Immacolata Concezione di A. Gherardi ed una Deposizione del Nucci.
Annessi alla chiesa sono il Convento e il Chiostro attraverso il quale si giunge alla Sala Capitolare che custodisce un affresco del XIV secolo raffigurante il Trasporto della Casa di Loreto. Il convento ospita una interessante Raccolta d’arte, che riguarda la storia del francescanesimo locale. La raccolta è formata da antichi tessuti e paramenti liturgici, oggetti in metallo prezioso, una quadreria con opere della scuola del Perugino, del Magnasco, dello Spagnoletto ecc. Inoltre contiene una collezione di vasi apuli e reperti archeologici.
 

Chiesa di San Pietro

Non si sa quando fu costruita l’imponente chiesa di San Pietro, ma è certo che – nell’Alto Medioevo – essa era il principale edificio religioso di Gubbio, dopo la Cattedrale. Secondo alcuni documenti conservati nell'Archivio della Cattedrale, già nel secolo XI esisteva l'attigua abbazia fondata dai Benedettini Cassinesi. Si presume quindi che la chiesa risalga almeno al 1000. All’inizio del secolo XIII, l’edificio fu ampliato e trasformato in stile gotico. Ai Benedettini Cassinesi nel 1519 si sostituirono i Benedettini Olivetani, che trasformarono la chiesa e l'abbazia in stile rinascimentale.
La facciata presenta tracce di tre epoche diverse: alla prima epoca appartengono le colonne del portico che un tempo ornava la facciata (VIII - IX sec.), ma che ora sono inglobate nel muro; la parte superiore della facciata è del 1200, mentre le due finestre rettangolari sono della fine del 1500.
L'interno è a navata unica, con il tetto sorretto da sette archi, sul tipo delle altre chiese eugubine di quel tempo. Fra le opere d’arte contenute in San Pietro, spicca il maestoso organo maggiore, opera di V. Beltrami, con ornamento di Antonio e Giambattista Maffei. L’altar maggiore è opera di Domenico Valli (1668-1738), mentre il coro fu realizzato da Giuseppe De' Santi e da Carlo Magistretti; in sacrestia i grandiosi ed interessanti armadi per arredi sacri e le tre porte di noce intagliate sono di Giuseppe Belli. Notevoli sono anche le opere pittoriche, fra cui: Morte di San Romualdo, di A. Tofanelli; un Presepio, di Raffaellin del Colle; un Sant’Ubaldo di Bernardino Brozzi ed un San Michele Arcangelo, di Francesco Allegrini.
 

Chiesa di Santa Maria della Vittorina

Tradizione vuole che la chiesetta francescana di Santa Maria della Vittorina sia stata costruita nell’anno 853, a ricordo di una vittoria sui Saraceni. Situata poco fuori Gubbio, la chiesa è famosa perché sorge dove, verso il 1220, Francesco avrebbe incontrato ed ammansito il feroce lupo di Gubbio, come narra il XXI racconto dei Fioretti. Nel 1213 Francesco ottenne in uso la chiesa dal vescovo, Beato Villano, per realizzarvi il primo insediamento francescano. Pochi anni dopo, nel 1241, i frati si trasferirono nel Convento di San Francesco.
L’edificio attuale è della fine del Duecento, ma di originale sono rimaste solo l'abside e la piccola finestra romanica. Verso la metà del Cinquecento, esso fu trasformato. Oggi – dopo i restauri del 1984 e del 1999 – la chiesa si presenta con una semplice struttura a capanna, realizzata in pietra con inserti in cotto, e circondata da un parco, creato nei primi anni '90.
L’interno ha pianta rettangolare e navata unica, priva di transetto e coperta da una volta ogivale. L’abside ha una struttura lineare e prende luce da una sola finestra. Le pareti sono decorate con affreschi che risalgono al Cinquecento e rappresentano Storie della vita della Vergine: sono opera di Virgilio Nucci e di Felice Damiani, ma vi posero mano anche altri pittori della loro cerchia.
Un monumento a bassorilievo in bronzo che illustra l'incontro tra San Francesco e il lupo è stato collocato davanti la chiesa nel 1973. L'opera è dello scultore Farpi Vignoli di Bologna. Dal 1988, per ricordare che San Francesco è stato l'inventore del presepe, si realizza qui l’annuale Presepe della Vittorina: viene così festeggiata la Natività del Signore, come il Santo aveva insegnato.
 

Mausoleo Romano

Nei pressi del Teatro Romano, sorge un rudere d’epoca umbro-romana: il cosiddetto “Mausoleo”. Per lo storico latino Tito Livio, l'edificio è la tomba di Genzio, re dell'Illiria, parte occidentale della penisola balcanica: fatto prigioniero dai romani nel 168 a.C., Genzio fu tenuto prigioniero a Gubbio e qui morì e fu sepolto. Secondo altri, sarebbe la tomba di un certo Lucio Pomponio Grecino, figlio di un console o di un prefetto romano.
Il manufatto è alto nove metri. L'esterno doveva essere rivestito di pietre, ma queste, in epoca medievale, furono asportate e probabilmente utilizzate per la costruzione di qualche edificio. L'interno è ben conservato, anche se ha perduto le lastre di marmo; la camera sepolcrale è di raffinata fattura e presenta una volta a botte, illuminata da una piccola finestra situata sopra la porta.
 

Musei di Gubbio

MUSEO CIVICO E PINACOTECA COMUNALE
c/o Palazzo dei Consoli Piazza Grande

Ospitato dal 1909 nel Palazzo dei Consoli, il Museo si suddivide in varie sezioni:
  • La SEZIONE ARCHEOLOGICA comprende materiale lapideo di epoca romana, cippi funerari di pietra, due splendidi sarcofagi, iscrizioni e lapidi di età romana e medievale. Nella saletta antistante all'ex cappella palatina si trovano le famose Tavole Eugubine (ritrovate nel 1444): sette tavole di bronzo in antico umbro, che rappresentano il documento rituale più importante dell'antichità classica.
  • La PINACOTECA COMUNALE espone opere che vanno dal XIII al XIX secolo: si tratta di dipinti, ceramiche, incisioni, sculture e arredi. Di particolare interesse sono i dipinti di Guiduccio Palmerucci, Timoteo Viti, Benedetto Nucci, Francesco Signorelli e Simon Vuet. Notevoli anche le croci astili del XIV secolo, un reliquiario miniato del XIII-XIV secolo e due piatti di Mastro Giorgio.
  • La SEZIONE CERAMICA, riallestita recentemente, consente di ammirare una significativa selezione degli oltre 300 pezzi di proprietà comunale, relativi ad un arco di tempo che va dal XIV al XX secolo. La prima parte riguarda la maiolica eugubina e raccoglie frammenti, opere a lustro di Mastro Giorgio Andreoli e del suo entourage, nonché corredi farmaceutici. La seconda parte è invece costituita da ceramiche prodotte in altri centri italiani (Deruta, Venezia, Urbania) e stranieri (tedeschi, cinesi, giapponesi).
  • La COLLEZIONE NUMISMATICA, frutto di un paziente fervore collezionistico promosso dalla municipalità. Un primo gruppo di reperti monetali fu depositato da Giacomo Ranghiasci-Brancaleoni, eugubino, vescovo di San Severino Marche. La raccolta supera i 1600 pezzi e documenta, in particolare, le emissioni della zecca eugubina antica, medievale e moderna.


MUSEO DELLA MAIOLICA A LUSTRO “TORRE DI PORTA ROMANA”
Via Dante

Inaugurato nel 1993, si trova all'interno della porta civica medioevale di Sant'Agostino, detta anche Porta Romana. Realizzato da un collezionista locale, ospita una pregevole raccolta di maioliche a lustro, comprendente opere del Cinquecento e un vasto assortimento di ceramiche “storicistiche” eugubino-gualdesi, ma anche di altri centri italiani fra l’Ottocento ed il Novecento.

MUSEO DI Palazzo Ducale
c/o Palazzo Ducale
Via Federico da Montefeltro

Il museo ha sede nel quattrocentesco palazzo di Federico da Montefeltro, costruito dal Laurana. ll patrimonio artistico è formato soprattutto da affreschi staccati e dipinti di artisti eugubini dei secoli XIV-XV, tra cui spiccano Palmerino di Guido e Mello da Gubbio. Sono temporaneamente presenti alcune opere, provenienti da edifici civili e religiosi della diocesi, restaurate dopo il terremoto del 1984 e in attesa di tornare nelle sedi originarie. Al piano nobile è ospitata la collezione Panza di Biumo, che comprende opere di artisti di fine Novecento: Ross Rudel, Ford Beckman, Stuart Arends, Lawrence Carroll, Phil Sims, Ruth Ann Fredenthal e l'unico italiano presente, Ettore Spalletti. Sotto il palazzo, si estende un’area archeologica, che comprende strutture edilizie e viarie stratificate, risalenti al X-XIII secolo.

MUSEO DIOCESANO
c/o Palazzo dei Canonici
Via Federico da Montefeltro

La raccolta d'arte ripercorre la storia bimillenaria della Diocesi eugubina. Il piano terra ospita la c.d. "Botte dei Canonici", enorme contenitore quattrocentesco, autentica rarità per tutti gli appassionati di storia dell’enologia. La sezione archeologica offre testimonianze di epoca romana ed altomedievale, mentre nelle sale attigue sono ospitati esempi di pittura e scultura del ‘200 e ’300, tra cui le splendide tavole del Mello. Il Quattrocento è presente con opere della bottega di Ottaviano Nelli, di Taddeo di Bartolo e con uno splendido ciclo di affreschi con scene della Passione di Cristo. Fra i paramenti sacri spicca il piviale fiammingo, detto di Marcello II, finemente ricamato in broccato d'oro ed in puro stile rinascimentale: esso raffigura la Passione di Cristo, ed è probabilmente opera di Giusto di Gand. Completano la visita di questo interessantissimo museo le opere di B. Nucci, del Pomarancio, e del Sassoferrato.
 

Palazzo dei Consoli

Il più importante edificio di Gubbio è senza dubbio lo storico Palazzo dei Consoli. Vero gioiello di architettura, dalle nobili purissime linee, maestoso ed imponente nella proporzione mirabile di ogni sua parte, il Palazzo prospetta su Piazza Grande, è fra i meglio conservati in Italia ed è stato considerato l’unico che possa competere con il palazzo della Signoria di Firenze. Un’iscrizione indica che la i lavori iniziarono nel 1332. L’opera terminò nel 1346 e il Palazzo fu subito la residenza della suprema Magistratura cittadina. Architetto del palazzo e ideatore del concetto unico architettonico che comprende anche il vicino Palazzo Pretorio e le grandiose costruzioni di tutta la Piazza, fu quasi certamente l'eugubino Matteo di Giovannello, detto Gattapone. L’Angelo da Orvieto, menzionato nell’iscrizione, pare sia stato l'architetto del solo grande arco d’ingresso.
Il superbo edificio ha la forma di un parallelepipedo. Tutta la mole è sorretta da grandi e robuste arcate e da volte. Le mura sono di pietra calcare, bruna, lavorata con grande maestria. La facciata volge ad oriente ed è aperta dal portale, che si trova alla sommità di una scalinata, e da una serie di finestre disposte nella parte più alta; essa mostra in prevalenza pareti lisce e soltanto sottolineate da semipilastri. Le finestre sono ad arco, e quelle del primo piano basano su eleganti e solide colonne. Il palazzo è terminato in alto da un ballatoio scoperto, sorretto da piccoli archi acuti, poggianti su mensole e coronate da una bella merlatura guelfa. Sull'angolo sinistro della facciata s'innalza la torre della campana. Nella facciata meridionale vi è un bel portico a piano inclinato; l'edificio, da questo lato, misura ben 98 metri di altezza.
L'interno è interessante, ma non ha confronti con la bellezza esterna: tutto il primo piano è occupato dal grande salone che serviva alle adunanze popolari. Un’arditissima scala conduce alle sale superiori. Nel primo gran salone sono raccolte alcune antiche epigrafi, fra cui spicca quella relativa ai restauri fatti al teatro iguvino, in epoca augustea. Qua e là, al primo piano, al piano superiore e nella cappella, si scorgono ancora, quantunque un po' rovinati dal tempo, affreschi sacri del Palmerucci, di Bernardino di Nanni, della scuola del Nelli e della scuola del Damiani.
Dai primi anni del Novecento, il Palazzo dei Consoli ospita il Museo Civico e la Pinacoteca Comunale.
 

Palazzo del Bargello

Risale ai primi anni del Trecento ed è una costruzione solida ed elegante, ben conservata. L’edificio è un gioiello architettonico e rappresenta uno dei più completi e importanti monumenti di Gubbio, perché ha mantenuto tutte le caratteristiche della tipica casa eugubina medievale: costruzione su tre piani, delimitati da sottili cornici marcapiano, presenza di due porte al pianterreno, una più grande per accedere alle botteghe e cantine, l'altra minore, usata per salire ai piani superiori, e chiamata impropriamente “Porta del Morto”. Tradizione vuole che questo palazzo sia stato l’antica residenza del Bargello, il magistrato cittadino preposto al servizio di polizia. Attualmente il Palazzo è sede della Società Balestrieri e della Società Sbandieratori. v Sulla piazzetta antistante, denominata Largo del Bargello, sorge la cinquecentesca Fontana dei Matti, molto visitata dai turisti. La fontana ha questo nome perché, secondo un’antica tradizione (che potrebbe risalire al rito pre-cristiano della lustrazione delle case), chi compie tre giri attorno alla fontana a vasca riceve simbolicamente, e simpaticamente, il diploma di “Matto" e la cittadinanza onoraria di Gubbio.
 

Teatro Romano

Il Teatro Romano di Gubbio si trova alla periferia della città, presso le antiche terme. Fu costruito nell'ultimo periodo della Roma repubblicana, forse al tempo della guerra civile, tra Cesare e Pompeo, quindi a metà del primo secolo a.C. Fu poi restaurato ed ampliato dal quadrumviro Gneo Satrio Rufo, governatore di Gubbio in epoca augustea.
Era uno dei maggiori teatri dell’impero romano, secondo solo al Teatro Marcello di Roma. Col suo diametro di 70 metri, la parte riservata al pubblico, cioè la "cavea", poteva ospitare più di seimila spettatori. La "cavea" originaria era molto più alta dell'attuale, in quanto era appoggiata a due file di archi, ma praticamente nulla resta della parte superiore. Della costruzione iniziale rimangono arcate, pilastri e 22 gradinate della cavea.
Il Teatro fu gravemente danneggiato nell’VIII secolo, durante l'occupazione longobarda. Maggiore rovina si ebbe nell'alto Medioevo, quando il teatro fu considerato una cava da cui trarre le pietre per ricostruire la città dopo le distruzioni barbariche, specie quella operata dagli Ungari nel 917.
D’estate, in quello che resta dell'antico teatro vengono rappresentate grandi opere classiche.