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Domenica 25 Settembre 2016, Sant'Aurelia
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Palazzo Ducale

Gubbio / Italia
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Voluto da Federico da Montefeltro, il palazzo fu realizzato subito dopo il 1470. Stupendo modello della miglior arte del Rinascimento, l’edificio fu progettato probabilmente dall'architetto dalmata Luciano Laurana, ma fu sicuramente ultimato dal senese Francesco di Giorgio Martini. Presenta molte analogie con il corrispondente palazzo ducale di Urbino, del quale ricalca lo stile e lo scopo. Fu chiamato “La Corte” perché accolse fra le sue mura lo sfarzo della corte urbinate, celebre per la vivace vita intellettuale ed artistica, per la Potenza militare, per lo splendore e lo sfarzo di cui volle contornarsi il Duca.
Il Palazzo è composto di due corpi di fabbrica raccordati da un bel cortile. L'interno, provvisto di opere di grandi artisti, aveva le pareti ricoperte di tappezzerie preziose, armadi ripieni di vasellami e piatti dorati. Le grandi sale ospitavano feste favolose e personaggi illustri, oltre ad uno stuolo di letterati, di artisti, di maestri del pennello e del colore. Purtroppo, quando le famiglie dei Montefeltro e dei Della Rovere (loro successori in linea femminile) si estinsero, il palazzo fu venduto a privati che – specialmente i Balducci – vendettero tutto quello che poterono. Così, porte, finestre, camini e persino mattoni dei pavimenti, sono sparsi in tutti i musei del mondo. Il famoso e bellissimo studio del Duca Federico, intarsiato e intagliato dai migliori artisti dell'epoca, oggi si trova nel Metropolitan Museum di New York: la lussuosa toilette della duchessa Battista Sforza (sua seconda moglie) sembra si trovi in una villa romana.
L’edificio si ridusse in uno stato miserando, divenne una larva di ciò che fu in passato. Ma qualcosa è rimasto. Ben restaurato è il cortile, con le porte e le finestre dalle ricche ornamentazioni, e abbastanza conservati sono il grandioso arco del portone, l'ingresso della scala principale e qualche pavimento e soffitto, miracolosamente risparmiati nella generale rovina. L’edificio, oggi di proprietà della Sovrintendenza dei beni culturali, è stato restaurato. Ospita il Museo omonimo, e varie manifestazioni e mostre d’arte.
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