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Domenica 25 Settembre 2016, Sant'Aurelia
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Mura Medievali e Medicee

Grosseto / Italia
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MURA MEDIEVALI. Non sappiamo quando Grosseto sia stata per la prima volta munita di cinta muraria; nel 1224 e nel 1336, le mura esistenti furono abbattute dai Senesi. Sembra che la cinta sia stata riedificata dal 1343 al 1346. Certo, nel 1468 Grosseto era nuovamente murata: lo attesta un tal messere Pietro dell’Abbadia, che il 4 aprile di quell’anno ne misurò la circonferenza di un miglio preciso. All'epoca sulle mura esistevano cinque porte: Santa Lucia, San Michele, San Pietro, del Cassero e Cittadina. Questa cinta fu più volte restaurata nel successivo secolo ed anche solo venti anni prima che si cominciassero i lavori di costruzione dell'attuale.
La porta Cittadina, così chiamata dal nome di colui che la edificò, esisteva anche nel 1355 e sembra esser quella oggi denominata Porta Vecchia, che fu - con qualche modificazione - conservata nelle mura attuali. Anche la torre della porta del Cassero che fu costruita nel 1334 e che ha un'architettura simile alla prima, fu conservata non all'uso cui prima serviva, ma bensì trasformata in batteria della Fortezza Medicea eretta nel 1593.

MURA MEDICEE. Il maggiore monumento cittadino è la cinta muraria costruita dai Medici, interamente conservata. Quando Grosseto, con tutto lo Stato senese, fu assorbita nel Granducato (1557), Cosimo I de’ Medici affidò (1565) a Baldassarre Lanci la costruzione di nuove mura, che fossero adeguate alle Potenza delle armi da fuoco e alle tecniche di assedio del tempo. La nuova cinta esagonale, con sei bastioni a forma di freccia agli spigoli, era circondata da un fosso navigabile in comunicazione con altri canali che permettevano il trasporto di merci e di materiali da costruzione. Parte delle mura senesi fu riutilizzata: in primo luogo l’unica porta aperta nella cinta, l’attuale Porta Vecchia. La costruzione delle mura andò a rilento: a partire da Porta Vecchia, in senso orario, il bastione dell'Oriuolo (oggi della Cavallerizza) fu completato nel 1575; il successivo (di San Michele, oggi del Mulino a Vento) nel 1571; poi il bastione delle Monache (oggi Garibaldi) e quello di San Francesco (Parco della Rimembranza) nel 1577; la Fortezza fu conclusa solo nel 1593; e infine il Bastione delle Palle (oggi del Maiano) nel 1566. Nel 1754 fu aperta Porta Nuova; all'inizio dell'800 le mura furono smilitarizzate e destinate a uso pubblico. In seguito, nel ‘900, furono aperti tre nuovi varchi nelle mura.
Questa magnifica opera di fortificazione mantenne fino ai nostri giorni quell’aspetto di solidissima fortezza, capace di sfidare i cannoni nemici. Fu soltanto dal 1833 al 1835 che, abbattute le spesse torricelle che ne coronavano la sommità, piante e fiori sostituirono sugli spalti e nelle trinciere i mortai e le colubrine; le mura stesse furono trasformate in pubblico delizioso passeggio.
Nelle mura grossetane sono ammirevoli i sotterranei, i cui aditi, ridotti, feritoie per cannoni e fucili, postierle per soccorsi o sortite, danno un'idea precisa dei mezzi e del sistema di guerra in uso all’epoca della loro costruzione. Nel circuito esagonale di queste solidissime mura, le quali, misurandole alla sommità, sono poco meno che tre chilometri, esistono sei baluardi o bastioni, una fortezza e due porte: la Nuova e la Vecchia.
La Porta Nuova, di elegante costruzione, era stata restaurata e ampliata nel 1823 dal granduca Ferdinando III di casa lorenese, e fu abbattuta insieme al ponte per cui vi si accedeva nel 1866, per sostituirvi la non bella ma più comoda barriera. La Porta Vecchia fu modificata: nel 1875 le venne mozzata la sovrastante torre merlata, la cui base si vede tuttora. Dei sei baluardi, uno ospita la Fortezza Medicea, mentre gli altri cinque furono – in tempi diversi – trasformati in giardini.
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