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Giovedì 29 Settembre 2016, SS. Michele, Gabriele e Raffaele
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Cattedrale di San Lorenzo

Genova / Italia
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La maestosa cattedrale di Genova è dedicata al martire San Lorenzo e domina la piazza omonima. Sulla sua fondazione, i pareri sono discordi: secondo studi recenti, la chiesa doveva essere già cattedrale dal VI secolo, ma è salda tradizione che prima cattedrale di Genova fino al IX secolo sia stata la Chiesa di San Siro. In ogni caso, la chiesa di San Lorenzo fu riedificata in forme romaniche nel XII secolo, quando Genova divenne una grande Potenza economica. Già nel 1118 Papa Gelasio ne consacrò una prima parte. Dopo l'incendio del 1296, causato dalle lotte tra Guelfi e Ghibellini, l'edificio fu in parte restaurato e in parte ricostruito, operando una radicale trasformazione in edificio gotico: maestranze francesi, sul modello delle chiese della Francia settentrionale, lavorarono alla facciata e all'atrio interno. Tra il 1307 e il 1312 proseguì il completamento della facciata e si rifecero i colonnati interni coi capitelli e i falsi matronei, mantenendo le strutture romaniche ancora in buono stato ed affreschi a soggetto religioso. Diversi altari e cappelle furono eretti tra il XIV ed il XV secolo. Al 1455 risale la loggetta sulla torre nord-est di facciata e al 1522 quella opposta in stile manierista. Nel 1550 l'architetto perugino Galeazzo Alessi, su commissione delle magistrature cittadine, elaborò la ricostruzione dell'intero edificio, riuscendo però ad attuare solo la copertura delle navate, il pavimento la cupola e la zona absidale, cui si diede compimento nel corso del XVII secolo. I restauri dell'Ottocento e del primo Novecento riproposero con molta cautela l'aspetto medievale senza ricreare, però, un'unità stilistica peraltro mai esistita.
Dell'edificio più antico rimangono solo alcune tracce attualmente non visibili, mentre più facilmente riconoscibili sono le parti della chiesa romanica, come i fianchi con i portali laterali di San Giovanni e di San Gottardo. Della chiesa gotica, invece, è la fascia inferiore della facciata principale con una ricca decorazione scultorea: le scene di significato allegorico e morale sono ispirate ai testi sacri, alla letteratura medievale e ai bestiari. Nella lunetta del portale maggiore sono rappresentati Cristo in maestà tra i simboli degli evangelisti e il Martirio di San Lorenzo. Agli angoli della facciata si trovano la statua del Santo con meridiana, detta "dell'arrotino" e due leoni stilofori. Dell'Ottocento sono, invece, i leoni di Carlo Rubatto posti in cima alla scalinata, anch'essa opera moderna. La parte superiore della facciata principale, che continua la decorazione a fasce bianche e nere, venne edificata nelle epoche successive, come il rosone quattrocentesco.
L'interno della chiesa è il risultato dei restauri che riportarono in luce buona parte delle strutture medievali. Vennero conservate, però, le quattrocentesche cappelle della navata sinistra e le absidi e il transetto del Cinquecento. Innumerevoli sono i capolavori d’arte conservati nella cattedrale. Gli affreschi e i dipinti si devono ad ignoti pittori bizantini del 1300 circa, al Cambiaso, al Barocci, a Gio. Ansaldo, al Tavarone e al Previati. Le opere scultoree, ai Gaggini, al Civitali, al Sansovino, ai fratelli Della Porta, al Barabino e al Peschiera. Belle le sculture romaniche di influsso com’asco e di influsso pisano dei portali esterni, e le sculture gotiche nei portali maggiori di facciata. Notevoli le cappelle dei De Marini e dei Senarega.
I suggestivi ambienti sotterranei in pietra grigia ospitano il Museo del Tesoro di San Lorenzo. Qui il valore storico e la qualità artistica degli oggetti esposti, provenienti addirittura dalle Crociate, sono amplificati grazie all’originale allestimento e al sistema di illuminazione, che aumentano la suggestione del complesso. Gli oggetti, una cinquantina, sono infatti disposti in piccole salette circolari che richiamano le antiche tombe a Tholos. Tra i più importanti: la Croce di Zaccaria, bizantina, con cui anticamente veniva benedetto il doge e il sacro catino, un piatto in vetro verde, che - secondo la tradizione - Gesù avrebbe usato nell’ultima cena.
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