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Martedì 6 Dicembre 2016, San Nicola
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Palazzo Comunale

Forlì / Italia
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Sede del Municipio, il Palazzo Comunale prospetta su Piazza Saffi, occupandone tutto il lato di nord-ovest. Edificato nell’XI secolo, il nucleo originario del Palazzo era costituito da una struttura fortificata, posta a controllo della strada maestra. Nel Medioevo fu sede degli uffici del dazio, di una segreteria, di un corpo di guardia e di una stanza per il sale. Dopo l'ampliamento dell'abitato verso il campo dell'Abate, al primitivo nucleo si sovrappose il Palatium Communis. Sconfitti gli Ordelaffi, nel 1360 il cardinale Albornoz s'insediò a Forlì e ricostruì il Palazzo con una cancelleria, servizi e stalle al piano terra, residenza e sala consiliare al piano nobile. Nel 1412 divenne nuovamente residenza degli Ordelaffi e fu oggetto di diversi rimaneggiamenti e ampliamenti nel corso dei secoli. Verso la fine del Quattrocento, l’edificio fu trasformato in residenza signorile da Girolamo Riario e Caterina Sforza, e ospitò papi e reali. Nel 1504, sotto lo Stato Pontificio, il Palazzo divenne sede della Magistratura. Dal 1757 al 1765 Antonio Galli Bibiena progettò e realizzò lo scalone principale, la sala di rappresentanza (Sala del Bibiena) e la Sala del Consiglio Comunale (Sala dei Fasti). Alle pareti si notano sei affreschi dello stesso Bibiena, realizzati in parte dai suoi allievi.
Il disegno dell'attuale facciata neoclassica, opera degli ingegneri Gottardo Perseguiti e Giovanni Bertoni, risale al periodo in cui fu Legato Pontificio il Cardinale Sanseverino (1812-1826): in particolare, fu completato il secondo piano con l'attico e il fastigio di bronzo. Al termine dello scalone uno stretto ballatoio conduce alla Sala degli Angeli, già affrescata da Francesco e Pier Paolo Menzocchi, che ora esibisce due grandi tele: Le Supplici Argive di Girolamo Reggiani e Leena si morde la lingua di Paolo Agelli. Di Francesco Menzocchi sono le belle decorazioni pittoriche, purtroppo deteriorate, della Camera delle Ninfe. Gli attuali uffici del Sindaco, che furono appartamento del Podestà nel periodo napoleonico, conservano tempere di Felice Giani.
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