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Sabato 10 Dicembre 2016, Madonna di Loreto
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Musei di Forlì

Forlì / Italia
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MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO “ANTONIO SANTARELLI”
c/o Palazzo Merenda
Corso della Repubblica, 72
Fu aperto nel 1875, dopo il riordino di una raccolta antiquaria costituita da monete, epigrafi e altro materiale. La raccolta fu poi arricchita da reperti trovati dal Santarelli durante gli scavi condotti nel forlivese. Il Museo conserva i reperti dell'industria litica rinvenuti a Monte Poggiolo nel 1983 e datati a 800mila anni da oggi, nonché i frammenti neolitici e quelli della Media Età del Bronzo provenienti dagli scavi di Coriano. Notevoli sono la Stele etrusca di San Varano in pietra arenaria (VII-VI secolo a.C.) e i coevi elmo e pettorale di bronzo provenienti da Carpena, e il nucleo di elmi, schinieri e vasellame bronzeo rinvenuti nella necropoli di Dovadola. D’epoca romana sono ceramiche, pesi da telaio, lucerne, suppellettili in bronzo, ma soprattutto la testa di divinità femminile del I secolo d.C., copia di originale greco. Infine, sono presenti pregiati pezzi di epoca teodoriciana (VI secolo d.C.).
Completano il Museo il cosiddetto Monetiere Santarelli, con più di 7000 monete romane e medievali provenienti dal territorio, e una bella sezione dedicata alle ceramiche antiche.

MUSEO DEL RISORGIMENTO “AURELIO SAFFI”
c/o Palazzo Gaddi
Corso Garibaldi, 96
Conserva materiali che vanno dal periodo napoleonico fino alla Seconda Guerra Mondiale, con una sezione dedicata a protagonisti del Risorgimento nazionale (Piero Maroncelli, Achille Cantoni, Aurelio Saffi) e un'altra al periodo storico successivo. Notevole è il ricco repertorio di testimonianze sulla "vocazione" volontaria e garibaldina dei forlivesi.

MUSEO DELLA MUSICA E DEL TEATRO “ANGELO MASINI”
c/o Palazzo Gaddi
Corso Garibaldi, 96
Con un nucleo originario costituito dalla donazione degli eredi di Angelo Masini, celebre tenore forlivese, Angelo Masini, il museo è articolato su diverse sale: accanto a quella dedicata al Masini, una sala espone strumenti appartenuti a concertisti usciti da botteghe di liutai romagnoli. Un'altra è dedicata a Maria Farneti, soprano del primo Novecento, e a Lidelba, la forlivese Ines Fronticelli Baldelli, divenuta celebre per le sue interpretazioni operettistiche. Altra sezione del Museo è quella che riguarda il Teatro di Forlì, distrutto nel 1944, e ricordato da una collezione di vecchie foto, documenti, manifesti e locandine.

MUSEO ETNOGRAFICO ROMAGNOLO “BENEDETTO PERGOLI”
c/o Palazzo Merenda
Corso della Repubblica, 72
c/o Palazzo Gaddi
Corso Garibaldi, 96 Il museo risale al 1921 e – articolato in due sedi – è dedicato alla ricostruzione tematica della vita contadina in Romagna, fino al tempo della prima industrializzazione e del rinnovamento dei processi di lavorazione e degli strumenti. Nella sede di Palazzo Merenda, si trovano l'osteria, la cantina, gli ambienti domestici, la saletta dei tessuti romagnoli, con numerosi copriletto tessuti a mano, e le botteghe artigianali di ciabattino, cappellaio, sarto, stampatore a ruggine, vasaio, liutaio, fabbro, orafo. Nella sede di Palazzo Gaddi è invece conservata una ricca scelta di materiali legati al lavoro contadino; varie botteghe, alcune salette dedicate alla marineria, ai mezzi di locomozione e trasporto e una raccolta di attrezzi legati all'attività dei salinari.

MUSEO ORNITOLOGICO “FERRANTE FOSCHI”
c/o Palazzo Numai
Via Pedriali, 12
Opera dal 1983 come centro di aggregazione per la cultura naturalistica romagnola. Posto al piano terra di Palazzo Numai, il Museo raccoglie ed espone oltre 4000 esemplari imbalsamati di volatili stanziali e migratori (comprese specie ormai estinte, come il francolino e I'avvoltoio monaco); comprende anche una biblioteca specializzata e una banca dati. La collezione costituisce il più significativo insieme di reperti naturalistici del territorio forlivese: la conservazione ed il periodico controllo degli esemplari sono realizzati da ST.E.R.N.A. (Studi Ecologici Ricerca Natura Ambiente) sotto il controllo della direzione del Museo.

PINACOTECA CIVICA “MELOZZO DEGLI AMBROGI”
c/o Palazzo Merenda
Corso della Repubblica, 72
La Pinacoteca si apre su un grande salone, dominato dalla statua di Ebe, capolavoro del Canova. Alle pareti spiccano tele di Guido Cagnacci, del Guercino, di Carlo e Felice Cignani, di Andrea Sacchi. Le ali laterali contengono il lascito dell’umanista Carlo Piancastelli (1867-1938), con opere di Ramenghi, Longhi, Bertucci, Innocenzo da Imola; e la Collezione Pedriali, con pitture che testimoniano il gusto d’Europa tra la fine dell'800 e gli inizi del 900. Di Fattori è la tela dei "Buoi al carro"; del Palmezzano "L'Annunciazione"; di Francesco Francia la "Natività"; notevole è la tela del "Pestapepe", già attribuita a Melozzo e ora a un Maestro Romagnolo; e due tavolette di Beato Angelico. Di grande interesse anche il Lascito Righini, con gli oli di Giorgio Morandi, e la Collezione Verzocchi, che annovera settanta quadri dedicati al tema del lavoro, fra cui opere di De Chirico, Depero, Guttuso, Vedova, Campigli, Sironi.
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