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Giovedì 8 Dicembre 2016, Immacolata concezione
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Chiesa del Carmine

Forlì / Italia
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La Chiesa del Carmine sorge in Corso Mazzini e risale al Trecento. Committenti furono i coniugi Peppe di Oroboni e Catterina, di cui poco altro si conosce. Nulla si sa del progettista. Affidata ai Carmelitani, la Chiesa fu ampliata nel 1482-1490, con l’aggiunta della cappella della Santissima Annunziata. L’edificio subì un completo restauro nella prima metà del Settecento, su progetto di Giuseppe Merenda.
La facciata, incompiuta, presenta un bel portale in marmo d'Istria del 1461-1465, che fino al 1841 decorava l'ingresso del Duomo. Le sculture mostrano San Valeriano a cavallo, circondato dai quattro Santi protettori della città. Nella parte superiore della lunetta è lo stemma degli Ordelaffi, che commissionarono l'opera a Marino di Marco Cedrini nel 1464-1465. Sul lato sinistro della facciata si trova il campanile, iniziato nel 1498.
L'interno, barocco, è ad unica navata, con cinque cappelle per lato. Gli affreschi della volta, raffigurano le virtù: furono iniziati da Gaetano Alemanni, che affrescò le pareti dell'abside nel 1779, e terminati da Giuseppe Marchetti e Giuseppe Alberi nel 1783. Le virtù rappresentate sono la Temperanza, la Prudenza, la Carità, la Fortezza, la Speranza, la Giustizia e la Fede.
Molto interessante è il coro in noce: la parte inferiore, quattrocentesca, è coeva all'antica chiesa, mentre le altre parti risalgono al 1743. All'interno del coro è custodita una copia dell'Annunciazione del Palmezzano (l'originale è custodito nella Pinacoteca Civica). Sulla parete d'ingresso una spettacolare struttura lignea accoglie un organo della metà del Settecento. La bussola, la cantoria e la cassa organaria costituiscono un elegante ed armonico insieme barocco che sorprende per la ricchezza delle dorature, l'estro degli intagli e delle decorazioni pittoriche. L'opera fu realizzata nel 1752 dal maestro falegname Marco Antonio Mirri, autore anche dei quattro confessionali e degli armadi della sacrestia.
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