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Lunedì 5 Dicembre 2016, San Saba
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Guida Forlì

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Quali sono i posti da visitare a Forlì? Qui puoi trovare una guida di Forlì e molte informazioni utili: ristoranti, hotel, attrazioni, interessanti monumenti da visitare a Forlì.
“Forlì non assomiglia affatto a tutte le altre città del mondo. Ha un suo cuore, una sua particolare intelligenza, un suo modo inconfondibile di vedere le cose”. Così Antonio Beltramelli, giornalista e scrittore, descriveva la sua città natale, centrandone alcuni aspetti del “genius loci”.

Nel 1956, scrivendo di Forlì nel suo “Viaggio in Italia”, un altro scrittore italiano, Guido Piovene, annotava: “Forlì e la sua provincia sono il cuore della Romagna. Se si eccettuano alcune influenze toscane nella zona montuosa, che confina con le province di Firenze e di Arezzo, il carattere romagnolo qui si presenta più integrale”. E proseguiva: “Nonostante i settori critici, Forlì è una città danarosa, espansiva, ospitale. L'ospitalità è un punto d'onore dei romagnoli, e ha un monumento a Bertinoro, la «colonna dell'ospitalità» commemorante quella analoga del Medio Evo … Nella vita forlivese d'oggi le note dominanti sono ancora l'ingenita passione per la bizzarria, i residui di un’erudizione locale classicheggiante, l'autodidattismo, che è proprio dell'Emilia e in modo speciale della Romagna, l'amore per il cibo succulento e copioso. Si vogliono oggi rianimare le tradizioni di cultura, negli ultimi tempi languenti; cultura tipica della provincia italiana, umanistica, con un briciolo di bizzarria. Il suo maggiore e più tipico esempio è la raccolta Piancastelli. Questo patrizio, oggi defunto, accumulò un’immensa congerie di materiale erudito e di varietà: tutte le pubblicazioni che parlano della Romagna e dei romagnoli, comprese le cartoline illustrate, con libri, incunaboli e preziosi autografi delle cronache locali, edite e inedite, cominciando dal Medio Evo, di cui Forlì è ricca …”.

La città conta circa 117.000 abitanti ed è il capoluogo della provincia di Forlì-Cesena. Situata nella Pianura Padana lungo la Via Emilia, a pochi chilometri dalle prime colline del preappennino Tosco-Romagnolo e non lontana dalla Riviera Adriatica, la città fu fondata dai Romani nel II secolo a.C. con il nome di Forum Livii come nodo di traffici, all'incrocio della via consolare con la strada che portava in Toscana. Il centro è lambito dal fiume Montone, e attraversato dal fiume Ronco. Forlì gode di un clima abbastanza gradevole, con inverni freddi ed estati calde ma senza picchi eccessivi di gelo o di afa. Le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di 1°C a una massima di 6°C, mentre in luglio-agosto si passa dai 20°C ai 29°C. Le precipitazioni si concentrano soprattutto in autunno.
Per altro verso, Forlì conta molti luoghi, scorci urbanistici, paesaggi architettonici, attraverso i quali è possibile leggere le tracce della storia e trovare testimonianze di rilevante interesse artistico, tali da giustificare la sua qualificazione come Città d'arte. La maggiore concentrazione di opere monumentali è individuabile nel centro storico, all'interno del quale è delimitata l'area più idonea per una visita esauriente e articolata.
Il percorso-itinerario può prendere le mosse dal quartiere di Schiavonia, il più antico della città. Qui, lungo Corso Garibaldi, si staglia la sagoma della Chiesa della Santissima Trinità, forse la prima chiesa forlivese che conserva tra le altre cose un pregevole marmo del Canova. Proseguendo verso il centro, tra palazzi e vicoli settecenteschi, si giunge allo slargo sul quale si affaccia Il Duomo, la cui facciata ottocentesca introduce ad ambienti ricchi di testimonianze artistiche, non ultima una bellissima cupola affrescata dal Cignani. Sulla sinistra del Duomo si può imboccare Via delle Torri e, svoltato per via Mentana, passare di fronte al più antico cinematografo di Forlì, l'Apollo, che conserva ancora all'interno ambienti originali del primo Novecento.
Seguendo la stradina ci si trova ai piedi di una torre che fu nel medioevo della famiglia Numai. Proprio di fronte, l'ingresso del Museo Ornitologico Ferrante Foschi, ospitato dall'omonimo palazzo.
Qualche passo lungo Corso Mazzini ed ecco la Chiesa del Carmine, col magnifico portale che nel Quattrocento era posto sulla facciata del Duomo. Di qui, a poche centinaia di metri verso sud, si entra nella grande Piazza Saffi dominata dal campanile della Basilica di San Mercuriale, scrigno di testimonianze dei periodi romanico e gotico. Orientandosi verso Est, ci si può dirigere verso la Chiesa di San Pellegrino col suo portale trecentesco e magnifiche opere medioevali all'interno e poi, prendendo la direzione opposta, fiancheggiato il poderoso edificio del Teatro Diego Fabbri e quindi il gioiello quattrocentesco dell'ex Oratorio di San Sebastiano, puntare diritti verso il complesso monumentale di San Domenico, i cui lavori di ristrutturazione sono a buon punto e che ospiterà Pinacoteca e Musei cittadini. A due passi: l’ingresso pedonale del grande Parco Urbano da un lato, l'imponente Rocca di Ravaldino dall'altro. Fuori porta, lungo la via Firenze, sorge la casa-museo risorgimentale di Villa Saffi.
Una visita a Forlì è da ritenersi incompleta per chi, immerso nelle bellezze dell’arte e nella passione per le vicende storiche, scordasse che il Forlivese è patria d’origine di Pellegrino Artusi, che nel 1891 scrisse un libro famoso che ancor oggi si consulta: La scienza in cucina o l’arte del mangiar bene... In sintesi, la cucina di Forlì non si scosta da quella tradizionale romagnola, caratterizzata da prodotti genuini e saporiti a un tempo. Oltre alla pasta fatta in casa, piatti tipici romagnoli sono la piadina, nelle sue infinite varietà, i cappelletti, le lasagne al forno e il cosiddetto “pasticcio alla romagnola”; fra i secondi piatti, primeggiano specialità di pesce e carni d’ogni tipo, ma anche il cosiddetto “salame gentile”, a base di carne magra con lardelli e pepe nero, insaccato nel budello “gentile” dell’animale. Vini tipici “di Romagna”, dal sapore deciso, sono, fra i bianchi, l’Albana, il Pagadebit e il Trebbiano; fra i rossi, il Cagnina e il Sangiovese.

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