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Domenica 20 Agosto 2017, San Bernardo
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Visitare Foligno - guida breve

 

Abbazia di Sassovivo

Poco distante da Foligno, arroccata alle pendici del Monte Aguzzo, la suggestiva Abbazia di Sassovivo s’innalza temeraria sul cupo bosco di lecci che veste i fianchi dei monti limitrofi. Immerso in uno stupendo contesto naturale, il vasto complesso abbaziale fu fondato dai monaci benedettini nella seconda metà dell'XI secolo sui resti di una costruzione preesistente: la residenza dei Monaldi. Il primo edificio del complesso fu edificato nel 1082 dall'eremita Mainardo e ingrandito - agli inizi del Duecento - dall'abate Niccolò. La struttura è una delle più antiche testimonianze della presenza benedettina nella Valle Spoletina e rappresenta uno dei rarissimi esempi di scultura e architettura romanica di un chiostro a monte.
Cuore del complesso è, infatti, il prezioso chiostro romanico, opera della bottega romana di Pietro de Maria (1229). Il chiostro è tutto di finissimo marmo. Intorno ai quattro grandi lati, sorgono sopra doppio ordine di delicate colonne, svelti ed eleganti archi a tutto sesto, che reggono dopo larga fascia un vago cornicione. A compierne la decorazione girano intorno alla fascia due graziose liste d'intarsiatura e smalto dorato, e a brillanti colori; dal lato dirimpetto alla chiesa portano le mensole di un fino mosaico alessandrino. L'architettura è corretta e gentile: l'esecuzione quanto mai delicata. Gli archi del chiostro sono 56 e le colonne 112; sopra una delle due porticine d’accesso alla chiesa, si legge in versi il nome del committente: Angelo dell'illustre casato dei conti d'Oppello, diciassettesimo abate di questo celebre monastero dal 1222 al 1260. Sulle pareti del chiostro sono impronte d’intonaco dipinto che fanno pensare allo sviluppo di una decorazione su tutta la superficie. In un locale attiguo al chiostro, detto il Paradiso, si notano ancora affreschi monocromi del Quattrocento. Dal chiostro si accede al Monastero e al vasto refettorio, con la parete di fondo ornata da un affresco del 1595 che raffigura l'Ultima cena.
All'inizio del Quattrocento iniziò il declino dell'Abbazia, che fu soppressa nel 1814. Nel 1834 i diritti sul complesso furono ceduti dai monaci ai vescovi di Foligno. Nel 1979 presero possesso della struttura i Piccoli Fratelli e le Piccole Sorelle della Comunità Jesus Caritas.
 

Basilica di Santa Maria Infraportas

Documentata come pieve dal 1138, la Chiesa è in stile romanico e sorge in Piazza San Domenico. Essa è la costruzione sacra più antica di Foligno e fu costruita nel luogo ove esisteva una cappella dell’VIII secolo dedicata all’Assunta, a San Pietro e a San Paolo, a sua volta costruita sulle rovine di un tempietto pagano dedicato a Diana. Deve il suo nome al fatto di essere ubicata tra le vecchie e le nuove mura cittadine, ed è legata alla tradizione che vuole la presenza degli apostoli Pietro e Paolo (o del solo Pietro) a Foligno e a Cancelli.
L’esterno è ornato da un portichetto più volte rimaneggiato e con evidenti influenze romane, medioevali e rinascimentali. La facciata presenta un timpano e una grande bifora, costruita nel secolo scorso con il materiale del rosone preesistente, con pietre di vario colore. Sulla parte destra, si trova un'edicola con un affresco raffigurante Sant’Anna con le mani giunte, mentre due Angeli le pongono sul capo una corona. Sempre all’esterno, si trova un affresco di un'artista della scuola folignate. Un’edicola, innalzata nel 1480, servì come altare, specie in tempo di peste, quando le funzioni si celebravano all'aperto. La massiccia torre campanaria senza cuspide fu costruita nel XII secolo. Le attuali campane furono installate alla fine dei Settecento.
L'interno, assai manomesso, è a tre navate divise da pilastri: la mediana con volta a botte, le laterali, aggiunte nel secolo XV, con volte a crociera. L’interno stesso è molto suggestivo e ricco di affreschi e sculture insigni. Notevole è la Cappella dell'Assunta, che avrebbe ospitato San Pietro. Essa contiene un affresco bizantino, che rappresenta Cristo benedicente tra San Pietro e San Paolo. Lungo le pareti della basilica si ammirano alcune Crocifissioni e alcune rappresentazioni di San Rocco veramente stupende, opera dell'Alunno, di suo figlio Lattanzio, di Pierantonio Mezastris, di Ugolino di Gisberto e di altri artisti della scuola folignate, umbra e senese. Nel Seicento l'interno della Chiesa subì l'influenza del tempo, ma le sovrastrutture barocche furono tolte nel Novecento. A sinistra dell'altare maggiore, in stile Rinascimentale, si trova la Cappella della Sacra Famiglia affrescata dal folignate Ugo Scaramucci e inaugurata nel 1924. In sagrestia si conservano preziosi reliquiari.
 

Chiesa dell'Annunziata (Ex)

La chiesa monasteriale della Santissima Trinità in Annunziata sorge all’angolo tra Via Garibaldi e Via dei Molini. Essa fu eretta - tra il 1760 e il 1775 - per opera dei maestri muratori Pietro e Giuseppe Buccolini, su disegno dell'architetto Carlo Murena, sul sito della preesistente chiesa di Santa Cecilia. La scelta delle decorazioni in stucco sarebbe poi avvenuta da parte delle monache del monastero. In realtà, dopo dodici anni l'edificio era ancora al rustico e Murena era morto. Le suore decisero allora di sospendere i lavori per e di riprenderli in tempi migliori. Soppressa nel 1860, la Chiesa incompiuta rimase per decenni in stato di abbandono e di degrado, “una sorta di limbo che solo il terremoto del 1997 ha consentito di interrompere, grazie al passaggio della proprietà dal Demanio dello Stato al Comune di Foligno”.
Dopo un lungo e completo restauro, l’edificio dell’ex chiesa è stato trasformato, nel 2011, in spazio espositivo d’arte contemporanea e ospita la grande scultura di Gino de Dominicis, Calamita cosmica, realizzata nel 1988. La scultura consiste in uno scheletro supino, di grandi dimensioni - ventiquattro metri di lunghezza per quattro metri di larghezza - che rappresenta una delle testimonianze più alte e significative dell’arte italiana. “Un’opera inarginabile - spiega il critico d'arte Italo Tomassoni - un essere giunto da altre galassie con fattezze umane, salvo le proporzioni a dismisura e un naso a punta che potrebbe essere di uccello“. Per Foligno e l’Umbria il recupero della chiesa opera del Murena e l’abbinamento con “Calamita Cosmica” costituisce un’operazione di grande rilievo.
 

Chiesa di Santa Maria in Campis

Detta anche Santa Maria Maggiore, la Chiesa di Santa Maria in Campis sorge fuori le mura cittadine, sulla vecchia Flaminia, adiacente al cimitero. E’ questa una delle quattro chiese che, distanti circa un miglio romano dal luogo ove fu sepolto San Feliciano, delimitano ai punti cardinali la città e la pongono simbolicamente sotto la protezione della Vergine.
Edificata quasi certamente come basilica paleo-cristiana nei pressi del luogo del martirio dei Santi Carpoforo e Abbondio, nel secolo XII divenne Pieve dedicata alla Vergine Annunziata e fu affidata ai monaci Benedettini Cistercensi della Congregazione del Corpo di Cristo e, in seguito, ai Benedettini Olivetani. Per tutto il Medioevo fu meta continua di pellegrinaggi; nella ricorrenza della Festa dell'Annunziata, il 25 Marzo, vi si organizzava anche una grande fiera detta fiera di Marzo, che successivamente si svolse all'interno della città.
L’interno, a tre navate, presenta una preziosa decorazione ad affresco. Oltre ai molti affreschi votivi, la chiesa presenta alcune cappelle di famiglia: la prima cappella a sinistra, appartenuta a Cola delle Casse, è interamente ornata di dipinti murali (Crocifissione, Annunciazione, Santi, Nave di San Pietro) eseguiti tra il 1456 e il 1460 dalla bottega di Pier Antonio Mezzastris. La cappella seguente è opera della bottega di Giovanni di Corraduccio mentre nella testata della navata sinistra si apre la Cappella Trinci con Crocifissione e Storie di San Tommaso, opera di Niccolò di Liberatore detto l’Alunno (1456).
 

Duomo di Foligno

La costruzione della Cattedrale di San Feliciano, ossia del Duomo di Foligno, risale alla prima metà del XII secolo. L’edificio sorge in Piazza della Repubblica, sul luogo in cui fu sepolto il Santo patrono ed è opera del Maestro Atto, come documenta un’iscrizione posta sulla facciata principale. Nel 1201 il Duomo fu ampliato con la costruzione di una facciata secondaria e nei secoli XVI e XVII fu oggetto di numerosi restauri e aggiunte.
Nel 1904 la facciata anteriore è stata liberamente restaurata e presenta un mosaico raffigurante Cristo in Trono fra i Santi Feliciano e Messalina con papa Leone XIII. La facciata sinistra, quella su piazza della Repubblica è caratterizzata da un portale romanico decorato con bassorilievi raffiguranti l'imperatore Ottone IV di Brunswick, Innocenzo III, i Simboli degli Evangelisti, i Segni Zodiacali - opera dei maestri Rodolfo e Binello (1201) - nonché i due grifoni che simboleggiano la vittoria di Foligno su Perugia La porta lignea intagliata è del 1620. La cupola è un'aggiunta cinquecentesca, opera di Giuliano di Baccio d'Agnolo.
L'interno, a unica navata, risente fortemente del rifacimento Neoclassico operato nella seconda metà dell'Ottocento dall'architetto folignate Giuseppe Piermarini (1734-1808), su progetto iniziale del Vanvitelli, dopo modificazioni avvenute in epoche diverse. Vi spicca il baldacchino dell'altare maggiore, fedele riproduzione di quello del Bernini, presente nella Basilica di San Pietro a Roma. Al suo interno, il Duomo custodisce una statua del XIX secolo e la cappella del Sacramento, opera del 1527 di Antonio da Sangallo il Giovane, con affreschi di Vespasiano Strada e Baldassare Croce. Contiene inoltre importanti opere affrescate del Corraduccio e del Mannini. Stupendi sono i busti dei coniugi Roscioli, conservati nella sacrestia: si tratta di opere realizzate dal Canova. Incastonato tra la navata e il transetto è il cosiddetto Palazzo dei Canonici, documentato dall’XI secolo, che però deve il suo aspetto odierno ai rimaneggiamenti dei secoli XVI e XVIII e alla ristrutturazione avvenuta nel primo Ottocento. Esso ospita il Museo Capitolare Diocesano che comprende opere che vanno dal XV al XVIII secolo, e una sezione di archeologia cristiana.
Sotto l’edificio si estende la cripta, che ha origini romaniche ed è quindi più antica della chiesa stessa.
 

Musei di Foligno

MUSEO ARCHEOLOGICO
c/o Palazzo Trinci
Piazza della Repubblica
Riallestito nel 2000, il Museo è oggi diviso in due sezioni:
• La prima conserva i reperti più antichi, soprattutto utensili in ceramica e bronzo e frammenti di strutture architettoniche, provenienti dalle zone limitrofe alla città – specialmente dagli scavi di Santa Maria in Campis e di Colfiorito. I reperti appartengono a un periodo che va dal VII-VI secolo a.C. al II-I secolo a.C.;
• La seconda raccoglie reperti del periodo compreso tra il I e il III secolo d.C., come urne e frammenti di oggetti di uso comune. Notevoli sono un rilievo con scene del Circo Massimo di Roma e un ritratto dell'imperatore Adriano.

MUSEO CAPITOLARE DIOCESANO
c/o Palazzo delle Canoniche
all’interno del Duomo
Piazza della Repubblica
Realizzato nel 2008, il Museo conserva ed espone rare sculture lignee dal XIII al XV secolo, tra cui l’immagine di San Feliciano, patrono di Foligno. Le opere provengono dalla Cattedrale e dalle piccole chiese del territorio. Le più importanti sono: due busti del Bernini; la copia della Madonna di Foligno di Raffaello; numerose pale d’altare di artisti che transitavano in Umbria a partire dalla fine del Cinquecento come V. Salimbeni, F. Fenzoni e Noël Quillerier. Molto interessanti sono La Bottega di San Giuseppe, (forse di Georges de La Tour); i capolavori di Bartolomeo di Tommaso; un tabernacolo ligneo (1463) di P. Mazzaforte e dell’Alunno; una pregevole stauroteca veneziana del Trecento, varie croci processionali in argento e rame dorati (secoli XIV-XVI) e suppellettili liturgiche di età barocca.

MUSEO DELLA STAMPA
c/o Palazzo Orfini
Piazza della Repubblica
Il Museo è stato inaugurato nel 2012, a 540 anni di distanza dalla stampa a Foligno della prima copia della Divina Commedia (1472). Nei vari piani, si può ripercorrere la storia della produzione della carta a Foligno, e la correlativa evoluzione della stampa: dalle filigrane, alle prestigiose produzioni dell’officina Orfini-Numeister. Interessante la sezione dedicata ai giornali di Foligno, e quella dei lunari e almanacchi del Barbanera. Particolare valore documentario hanno le locandine del Teatro Apollo (1827-1944).

MUSEO DELL’ISTITUZIONE COMUNALE
c/o Palazzo Trinci
Piazza della Repubblica
Raccoglie le testimonianze dell'Istituzione comunale a Foligno dal Quattrocento all'unità d'Italia attraverso l'esposizione di oggetti di uso istituzionale, documenti e costumi delle antiche magistrature, emblemi, arredi liturgici e d'uso quotidiano.
Gli oggetti esposti (tavoli, sgabelli, credenze, padelle, zimarre, cappe, mazze della magistratura, collane ecc.) consentono una lettura delle funzioni dell'Istituzione Comunale. Il Museo dell'Istituzione Comunale è stato recentemente inglobato dal Museo Multimediale.

MUSEO MULTIMEDIALE DEI TORNEI, DELLE GIOSTRE E DEI GIOCHI
c/o Palazzo Trinci
Piazza della Repubblica
Propone un viaggio tra antichi cavalieri, tornei, nobili, dame, giochi e feste, “valorizzando – in modo interattivo e virtuale – un patrimonio storico fatto d’avvenimenti, documenti, reperti, usanze che ancora oggi costituiscono un momento significativo nella vita sociale e comunicativa dell’intera Europa”.
Il museo accoglie poi un centro di documentazione con attività di ricerca, catalogazione e informatizzazione di materiali e documenti. I risultati di questo lavoro sono: un Repertorio delle rievocazioni storiche italiane ed europee; un catalogo bibliografico informatizzato con software specifico; un primo catalogo di film e audiovisivi tematici; un primo catalogo dei dipinti, delle stampe e delle immagini; un primo censimento delle arti e dei mestieri connessi alle rievocazioni storiche.

PINACOTECA CIVICA
c/o Palazzo Trinci
Piazza della Repubblica
La Pinacoteca è divisa in tre sezioni: il '300, il '400, il '500. Istituita nel 1870, comprende dipinti e affreschi staccati da edifici demaniali dopo l'Unità d'Italia e documenta la pittura umbra e folignate tra XIV e XVI secolo, con opere di Nicolò e Lattanzio Alunno, Pier Antonio Mezzastris, Bartolomeo di Tommaso e Giovanni di Corraduccio. A Ottaviano Nelli si devono gli affreschi nella cappella (Storie di Maria).
 

Oratorio della Nunziatella

In pregevole stile rinascimentale, l’Oratorio della Nunziatella sorge in Via dell’Annunziata, nei pressi di Piazza della Repubblica e del Duomo. L'Oratorio è situato nel luogo in cui - nel 1489 - avvenne un evento prodigioso, in corrispondenza di un affresco raffigurante un'Annunciazione. Il Comune volle erigere il santuario per ricevere in cambio una particolare protezione da parte della Vergine Maria per la città di Foligno. L'edificio fu costruito nel 1494 su commissione appunto del Comune, probabilmente su disegno dell'architetto Francesco di Bartolomeo da Pietrasanta. Intitolato alla Vergine Annunziata, considerata a quei tempi patrona della città, fu restaurato nell'Ottocento.
L’interno è a pianta rettangolare, divisa da una transenna in ferro, e presenta una preziosa trabeazione in pietra scolpita. Sopra gli altari, le pareti sono decorate con motivi pittorici di varie epoche. Sulla parete di sinistra notiamo un affresco raffigurante, la Maddalena e San Giovanni; su quella di destra una tela con la figura della Madonna con il bambino. La chiesa presenta alcune parti in pietra, bianche e rosa, e altre in laterizio, con due grandi finestre rinascimentali della prima metà del Quattrocento. Sotto l'arco, a destra, San Rocco di Niccolò Alunno. Sulla navata centrale a sinistra, affresco di Pierantonio Mezzastris, che raffigura San Girolamo e San Rocco. Tra le decorazioni pittoriche, emerge il famoso affresco raffigurante il Battesimo di Gesù, pregevole opera dipinta tra il 1497 e il 1507 da Pietro Vannucci detto il Perugino. All’interno dell’Oratorio si conserva anche l’immagine della Vergine Annunziata, realizzata da Lattanzio, figlio di Niccolò Alunno. Nella navata destra, entro nicchia, crocifissioni con la Madonna e San Giovanni. A sinistra dell'altare maggiore: cappella della Famiglia con decorazione murate dei pittore folignate Ugo Scaramuzzi (1923).

 

Palazzo Brunetti-Candiotti

Attuale sede dell’Ente Giostra della Quintana, il Palazzo sorge all’inizio di Via dei Mercanti e nelle vicinanze di Piazza Spada, ed è uno dei più importanti complessi architettonici privati della Foligno del Settecento. Il Palazzo fu realizzato tra il 1780 e il 1797 ristrutturando, su progetto di Filippo Neri, un preesistente edificio cinquecentesco appartenuto alla famiglia degli Scafali e acquistato dai Brunetti. Della precedente costruzione furono mantenuti alcuni locali sotterranei e alcune iscrizioni del Seicento, poste sugli architravi di due porte lungo l'attuale ingresso. Nel 1819, decaduti i Brunetti, il palazzo fu venduto alla famiglia dei Candiotti, passato poi ai Regazzoni, loro discendenti, diverrà nel 1918 proprietà Comunale.
L’impianto a U dell'edificio delimita una corte aperta su un vasto giardino, oggi ormai scomparso. Il palazzo si articola su tre piani, più un mezzanino, e quattro registri verticali: due simmetrici in cui si aprono i portali modanati sottolineati da due balconi balaustrati, e due disuguali esterni. Tredici le finestre per ogni piano, incorniciate in travertino, mentre sul fronte interno il portico ribassato, rivestito a bugnato, è circondato da arcate a tutto sesto disposte su due ordini.
Il piano nobile è interamente decorato in tutti i nove ambienti, e spesso non solo nelle volte ma anche nelle pareti. Qui sono presenti la prima, la seconda e la terza sala di Agar, la sala dell’Aurora e la sala di Erminia, il salone centrale, in cui si raggiunge il massimo sviluppo decorativo del palazzo, la sala del Trionfo di Amore e l’attigua sala di Orfeo. Nel complesso la decorazione realizza eleganti combinazioni di tempere su muro e di oli su tela, generalmente incastonati al centro delle volte. Tuttavia, il settore delle tempere e quello degli oli corrono su binari estetici dissimili, tardo-rococò il primo, decisamente neoclassico il secondo.
Nel portico alcune iscrizioni ricordano il soggiorno di Umberto I (1899) e di altri principi di casa Savoia e lo storico avvenimento della firma dell’armistizio (18 febbraio 1801) tra la Francia e il regno di Napoli.
 

Palazzo Deli

Attiguo al Palazzo Trinci e attuale sede dell’Archivio di Stato, Palazzo Deli fu eretto nel 1510 dalla famiglia Nuti-Varini, ed è un classico esempio di residenza gentilizia folignate. Per il gusto fine e per l'esattezza dell'esecuzione, l’edificio è oggetto di generale ammirazione. Regolare la distribuzione dei vani, bellissime le decorazioni in pietra delle porte che mettono nei vani stessi. II grandioso camino, nel cui fregio sta scritto Volenti nihil difficile, può rivaleggiare coi camini del Palazzo Ducale di Urbino.
Dappertutto si scorge una finezza e uno slancio meraviglioso, tanto nei concetti architettonici, quanto nella esecuzione di essi. Notevole la decorazione del pezzo situato nel centro del cortile, ed elegante l’inferriata che si trova sopra di esso. Molto bella è una targa collocata sovra una parte del cortile, su cui è scolpito a bassorilievo lo stemma della famiglia Nuti. Notevolissima è anche la decorazione della porta d'ingresso. Ivi le sagome le più pure, i risvolti i più razionali, la graziosa collocazione di targhe e stemmi, la disinvoltura del taglio della pietra, danno un complesso armonico di primissimo ordine. Pregevole poi è la chiudenda in legno, magistralmente intagliata, forse su disegno di Baccio d’Agnolo. Gli interni sono sostanzialmente invariati, fedeli all’originale. Qualche modifica è stata apportata al loggiato del piano nobile e del secondo piano, che si affacciano sulla corte interna.
 

Palazzo Trinci

Prospetta su Piazza della Repubblica ed è il più insigne dei palazzi folignati. Fu edificato tra la fine del XIV e l'inizio del XV secolo per desiderio di Ugolino Trincio, con la ristrutturazione di vari edifici medievali già esistenti. Il Palazzo fu la dimora dei Trinci, che governarono la città dal 1305 al 1539. Con la fine della loro signoria e l'annessione di Foligno allo stato della Chiesa, il Palazzo divenne la sede dei governatori pontifici fino all'Unità d'Italia, dopo di che fu destinato a uffici.
Al primo piano si trova una bellissima scala gotica, un tempo a cielo aperto, completamente abbellita da motivi geometrici. Al secondo piano vi è un grande vestibolo, la Sala Sisto IV, ornata di affreschi e motivi decorativi, coperta da un soffitto ligneo con al centro lo stemma del pontefice. In fondo alla sala vi è la cappella affrescata da Ottaviano Nelli con Storie della vita della Vergine. Nella loggia a fianco sono le Storie della fondazione di Roma e quella di Foligno. Dalla loggia si accede alla sala delle Arti Liberali e dei Pianeti, dove sono raffigurate le Arti del trivio e del quadrivio, la filosofia e i Sette pianeti, cui sono legate le Età dell'uomo e le Ore del giorno. Queste figure si riferiscono all'articolato concetto allegorico secondo cui la vita si frammenta in sette periodi, ciascuno dei quali è influenzato da un pianeta.
Anche il corridoio-cavalcavia che congiunge il palazzo con il duomo illustra il tema delle Età dell'uomo. La parete posta di fronte è invece abbellita con gli Eroi dell'Antichità e i Prodi della tradizione medievale. La Sala dei Giganti, cui si accede tramite un ambiente che si trova accanto alla sala delle Arti Liberali e dei Pianeti, è affrescata con enormi figure di Eroi della storia di Roma, da Romolo a Traiano, vestiti secondo le usanze della moda rinascimentale. Sotto le figure sono visibili i rispettivi nomi e versetti latini dettati dall'umanista Francesco da Fiano.
Palazzo Trinci è il principale polo museale di Foligno: ospita, infatti, il Museo Archeologico, il Museo dell'Istituzione Comunale, il Museo Multimediale dei Tornei, la Pinacoteca Civica.