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Giovedì 29 Settembre 2016, SS. Michele, Gabriele e Raffaele
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Palazzo Brunetti-Candiotti

Foligno / Italia
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Attuale sede dell’Ente Giostra della Quintana, il Palazzo sorge all’inizio di Via dei Mercanti e nelle vicinanze di Piazza Spada, ed è uno dei più importanti complessi architettonici privati della Foligno del Settecento. Il Palazzo fu realizzato tra il 1780 e il 1797 ristrutturando, su progetto di Filippo Neri, un preesistente edificio cinquecentesco appartenuto alla famiglia degli Scafali e acquistato dai Brunetti. Della precedente costruzione furono mantenuti alcuni locali sotterranei e alcune iscrizioni del Seicento, poste sugli architravi di due porte lungo l'attuale ingresso. Nel 1819, decaduti i Brunetti, il palazzo fu venduto alla famiglia dei Candiotti, passato poi ai Regazzoni, loro discendenti, diverrà nel 1918 proprietà Comunale.
L’impianto a U dell'edificio delimita una corte aperta su un vasto giardino, oggi ormai scomparso. Il palazzo si articola su tre piani, più un mezzanino, e quattro registri verticali: due simmetrici in cui si aprono i portali modanati sottolineati da due balconi balaustrati, e due disuguali esterni. Tredici le finestre per ogni piano, incorniciate in travertino, mentre sul fronte interno il portico ribassato, rivestito a bugnato, è circondato da arcate a tutto sesto disposte su due ordini.
Il piano nobile è interamente decorato in tutti i nove ambienti, e spesso non solo nelle volte ma anche nelle pareti. Qui sono presenti la prima, la seconda e la terza sala di Agar, la sala dell’Aurora e la sala di Erminia, il salone centrale, in cui si raggiunge il massimo sviluppo decorativo del palazzo, la sala del Trionfo di Amore e l’attigua sala di Orfeo. Nel complesso la decorazione realizza eleganti combinazioni di tempere su muro e di oli su tela, generalmente incastonati al centro delle volte. Tuttavia, il settore delle tempere e quello degli oli corrono su binari estetici dissimili, tardo-rococò il primo, decisamente neoclassico il secondo.
Nel portico alcune iscrizioni ricordano il soggiorno di Umberto I (1899) e di altri principi di casa Savoia e lo storico avvenimento della firma dell’armistizio (18 febbraio 1801) tra la Francia e il regno di Napoli.
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