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Domenica 25 Settembre 2016, Sant'Aurelia
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Epitaffio

Foggia / Italia
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L’Epitaffio è uno dei rari monumenti di Foggia, sopravvissuti a terremoti e bombe. Si trova all’inizio di via Manzoni, ove confluivano i due tratturi, provenienti rispettivamente dall’Aquila e da Celano. Legato alla transumanza, il monumento indicava ai pastori d’Abruzzo, cantati dal D’Annunzio, la via del ritorno ai loro paesi. Ora i tratturi sono scomparsi, ma l’Epitaffio ricorda ancora la storica istituzione della “Dogana della mena delle pecore in Puglia” voluta da Alfonso d’Aragona nel 1447: in origine, esso fu posto a segnare il territorio, a indicare la sua appartenenza alla Corona. Contemporaneamente, esso simboleggiava il ruolo centrale di Foggia nell’amministrazione della Dogana.
“Epitaffio” significa epigrafe o iscrizione; e infatti, sul monumento sta una lapide con due iscrizioni. La prima indica che la costruzione risale al 1651 e fu voluta dal viceré Inigo Velez de Guevara e dal Governatore della Dogana Ettore Capecelatro. La seconda indica che il monumento fu riedificato nel 1697, sotto il governo del viceré Louis Francisco de la Cerda, e l’amministrazione doganale di Andrea Guerrero de Torres. Sulla sommità dell’Epitaffio è collocata una statua, che forse rappresenta il Filippo IV di Spagna, cui è dedicato il monumento.
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