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Giovedì 29 Settembre 2016, SS. Michele, Gabriele e Raffaele
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Duomo di Foggia

Foggia / Italia
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Situata in Piazza De Sanctis, la cattedrale di Foggia è la chiesa della Madonna dei Sette Veli. Nel 1080, per volere di Roberto D'Altavilla, detto "il Guiscardo", fu eretta una prima chiesa, detta Succorpo e dedicata a Santa Maria de Fovea, sullo stagno dove, nel 1062, era stato ritrovato il sacro tavolo dell'Iconavetere. Nel 1172, Guglielmo II di Sicilia, detto “il Buono”, ampliò l’edificio esistente e fece edificare il tempio attuale. La nuova chiesa era in stile romanico, con un impianto a croce latina, e con tre navate divise da colonne. Tutti i regnanti, dai normanni ai borboni, che ebbero Foggia nei loro territori, hanno amato questa chiesa, tant'è che molti di essi l'hanno scelta per il proprio matrimonio. Carlo I D'Angiò, morto a Foggia nel 1285, volle che in questa chiesa fosse sepolto il suo cuore.
La Cattedrale attuale, dedicata alla Beata Maria Vergine Assunta in Cielo, è il risultato di una serie d’interventi culminati nel Settecento, con la costruzione del campanile barocco. Nell'intervento ricostruttivo, dopo il terremoto del 1731, furono recuperati fregi e motivi decorativi in pietra medioevali, che ancora si ammirano sulla facciata. Delle antiche strutture restano la parte inferiore del tempio, riccamente decorata, la suggestiva cripta e, sul lato sinistro, il cosiddetto portale di San Martino.
La facciata si compone di cinque arcate cieche, sopra le quali uno splendido cornicione marcapiano è decorato da motivi classicheggianti e figure zoomorfe. Negli spazi delle due arcate che affiancano il portale, ricorrono motivi pisani, quali le bifore cieche, con davanzale sporgente. Molto interessante è anche il cornicione fortemente aggettante, forse opera di Bartolomeo da Foggia.
L'interno della Cattedrale, a croce latina e a unica, ampia navata, con due cappelle laterali, riflette l'impostazione barocca complessiva data al tempio, a partire dalla fine del Seicento. La copertura è a volta, e riceve luce dalla cupola centrale. L’altare maggiore è del Settecento: realizzato in marmi policromi, termina con due bellissime statue di ottone e rame poggiate volute, che raffigurano due angeli.
Fra le molte opere d’arte qui conservate, primeggiano: l’Iconavetere, ossia la tavola bizantina della Madonna dei Sette Veli; il grande telero La moltiplicazione dei pani di Francesco De Mura (1771); due grandi statue lignee, l’Immacolata e il San Giuseppe di Giacomo Colombo; l'altare della Pietà, con il dipinto del 1741 di Paolo De Maio; la tela San Pellegrino morente, attribuita a Giacinto Diano; un bel Crocefisso ligneo del Seicento, scolpito dal chierico Frasa; il coro ligneo e il magnifico organo.
La cripta che si apre sotto la Cattedrale è formata da due ambienti: uno medievale e uno del Settecento. L’abside centrale presenta un pregevole affresco del Quattrocento, il Cristo Pantocratore benedicente, fusione di arte bizantina e angioina. Per sorreggere la chiesa superiore, fu qui creato il nuovo Succorpo, in cui si conservano l'urna in legno dorato del Cristo morto, le statue della Passione e le tombe dei Vescovi di Foggia.
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