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Sabato 19 Agosto 2017, San Giovanni Eudes
Paolo Groppo - Copyright
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Visitare Firenze - guida breve

 

Battistero

Il Battistero sta di fronte al Duomo ed è la costruzione più antica di Firenze, di cui fu cattedrale fino al 1128. Dedicato a San Giovanni Battista, sorge sui resti di un monumento paleocristiano (forse del V secolo d.C.), a sua volta elevato su una costruzione romana. Il Battistero è un notevole esempio d’architettura romanico-Toscana, a pianta ottagonale: in esso fu battezzato Dante, che lo ricorda come “il mio bel San Giovanni".
L’esterno è rivestito di marmi bianchi e verdi su cui sono incastonate le meravigliose tre porte in bronzo, disposte secondo i punti cardinali. La più antica, quella a sud, è opera del Pisano (Andrea da Pontedera) e presenta 28 scomparti con le storie del Battista. La porta a nord è opera del Ghiberti, ma pare abbiano collaborato anche Donatello e Paolo Uccello. Vi sono rappresentate storie del Nuovo Testamento e figure degli Evangelisti e di Dottori della Chiesa. La stupenda porta ad est, detta “porta del Paradiso”, è divisa in 10 pannelli con scene della Bibbia. Al 1220 risale la piccola tribuna quadrangolare. L’interno è rivestito di marmi bianchi e verdi come l’esterno; la cupola, che risale al XII secolo, è uno splendore di mosaici veneziani: vi han messo mano altri artisti fiorentini, fors’anche Cimabue.
 

Campanile di Giotto

A fianco del Duomo, svetta il magnifico Campanile, edificio elegante e pieno di grazia alto circa più di 80 metri. Su richiesta della Signoria, Giotto ne presentò il disegno nel 1334 e i lavori iniziarono subito, ma l’opera fu conclusa nel 1359 e da un altro architetto, Francesco Talenti. Il campanile, in stile gotico-fiorentino, è rivestito di marmi policromi e adornato di bassorilievi ritenuti unici. L'architettura del campanile ha pianta quadrata ed è retta agli angoli da contrafforti a forma di piloni che raggiungono la cima. Le due serie di formelle a bassorilievo del primo piano (che rappresentano le allegorie del lavoro, le figure simboliche dei corpi celesti, delle Virtù, delle arti liberali e dei Sacramenti), e le sedici statue del secondo piano sono state sostituite da copie. Le opere originali sono conservate nel Museo dell'Opera del Duomo; fra queste si trovano le magnifiche statue di Donatello e di Nanni di Bartolo.
Nei tre piani terminali del campanile spiccano ampie finestre verticali a doppia bifora, nel terzo e quarto piano, e di una sola trifora, nel quinto, che conferiscono alla costruzione grande raffinatezza, senza l’appesantimento tipico del gotico. Sopra la trifora finale sporge il cornicione con la balaustra, dalla quale si gode il panorama di Firenze.
 

Chiesa di Ognissanti

Fu fondata alla metà del secolo XIII dai frati Umiliati, ordine religioso dedito alla lavorazione e al commercio delle stoffe. Nel Cinquecento Cosimo I de' Medici assegna il complesso religioso prima agli Scopetini, poi ai Frati Minori Osservanti e prendono avvio importanti lavori di ristrutturazione della chiesa. L'interno conserva l'impianto architettonico gotico ad una sola navata e con transetto rialzato, ma presenta una decorazione sobriamente barocca, così come barocca è la facciata, realizzata dal Rigetti nel 1637.
Di particolare interesse il Refettorio dell’attiguo convento, a cui si accede dal chiostro. Sulle pareti spiccano due affreschi rappresentanti due santi "intellettuali": un bellissimo Sant'Agostino nel suo studio di Botticelli e un San Girolamo del Ghirlandaio. Il cenacolo ospita anche una splendida Ultima Cena: l’affresco - eseguito dal Ghirlandaio nel 1480 - richiama vivacemente la natura e gli elementi della vita quotidiana.
 

Chiesa di San Lorenzo (e Cappelle Medicee)

Sorta su una chiesa consacrata nel 393 da Sant’Ambrogio, vescovo di Milano, la chiesa di San Lorenzo fu ricostruita in stile romanico verso il 1000. Fu poi rimaneggiata dal Brunelleschi nel 1421 su commissione di Giovanni Bicci de’ Medici ed ultimata nel 1460 da Antonio Manetti. Michelangelo disegnò la facciata interna, la sagrestia e la biblioteca.
La facciata della chiesa è rimasta senza rivestimento in marmo. L'interno rappresenta un puro e rigoroso esempio dello stile rinascimentale del Brunelleschi, con le trabeazioni parallele e le arcate a tutto sesto rette da colonne corinzie e pilastri rigati. Lo stile culmina nella Sagrestia Vecchia, in fondo al braccio sinistro del transetto, con le decorazioni scultorie di Donatello. Nella navata principale ci sono anche i due pulpiti in bronzo sempre di Donatello, esempi di grande virtuosismo e di forte drammaticità. Dalla navata sinistra si accede alla Biblioteca Medicea o Laurenziana, fondata da Cosimo il Vecchio e ingrandita da Lorenzo il Magnifico. Vi si accede attraverso lo straordinario scalone progettato da Michelangelo e portato a termine dall'Ammannati nel 1539.
Del complesso di San Lorenzo fanno parte anche le cosiddette Cappelle Medicee: la Cappella dei Principi, che contiene i monumenti funebri della famiglia Medici, e la Sagrestia Nuova, prima opera architettonica del Buonarroti, con i monumenti funebri di Giuliano e Lorenzo dei Medici (rispettivamente figlio e nipote del Magnifico). Questi monumenti sono decorati da quattro famosissime statue allegoriche: il Giorno, la Notte, il Crepuscolo e l'Aurora.
 

Chiesa di Santa Croce

Santa Croce è una delle più antiche chiese di Firenze. Fu costruita dai Francescani a partire dal 1294 e completata nella seconda metà del Trecento. Intorno al centro religioso si organizzò ben presto la vita spirituale, sociale, produttiva e culturale del quartiere. Santa Croce divenne una straordinaria fucina nella quale lavorarono artisti come Giotto, Donatello e Brunelleschi.
L'esterno presenta decorazioni scultorie di Benedetto da Maiano, Desiderio di Settignano, Luca della Robbia e alcuni allievi di Donatello. La facciata attuale e il campanile furono realizzati nell’Ottocento, in stile neogotico. All'ingresso si trova un portico classicheggiante con elegante combinazione di linee quadrate ed arco a tutto sesto.
All’interno si trovano le tombe di alcune tra le più illustri personalità dell'arte e della cultura italiane: Michelangelo, Ghiberti, Leonardo Bruni, Galileo Galilei, Alfieri, Canova, Rossini; e i monumenti funebri dedicati a Dante e a Machiavelli. La presenza di queste tombe e monumenti fa di Santa Croce il "pantheon degli italiani", celebrato da Ugo Foscolo nei Sepolcri. Vi si trovano inoltre opere di Rossellino, bassorilievi di Donatello, affreschi di Taddeo Gaddi e d’altri pittori giotteschi, sculture di Benedetto da Maiano e Desiderio di Settignano. Nella armoniosa Cappella Medici costruita da Michelozzo c’è un magnifico dossale di Andrea della Robbia. Nel coro, rivestito di affreschi di Agnolo Gaddi, la prima cappella a destra dell'altare ospita importanti affreschi di Giotto sulla vita di San Francesco. Nel braccio sinistro del transetto si trova il famoso crocefisso di Donatello.
Nel chiostro si trova uno dei capolavori del Brunelleschi, la Cappella dei Pazzi, terminata da Michelozzo. L'interno rappresenta forse l'esempio più alto e coerente dell’architettura rinascimentale fiorentina, in cui la perfezione rigorosa delle linee è interrotta solo dai medaglioni colorati di Luca della Robbia, che danno una nota di vivacità all'austero e sobrio ambiente. Infine, nel Museo dell'Opera di Santa Croce, troviamo il prezioso e famoso crocefisso di Cimabue, restaurato dopo l'alluvione che colpì Firenze nel 1966.
 

Duomo (Santa Maria del Fiore)

Duomo di Firenze Il Duomo è una delle più grandi chiese esistenti. Fu iniziato da Arnolfo di Cambio intorno al 1296 nel luogo ove sorgeva la cattedrale romanica di Santa Reparata, cattedrale di Firenze. Dopo la morte di Arnolfo (1301), i lavori furono diretti da Giotto, da Andrea Pisano e quindi da Francesco Talenti, che completò l’opera nel 1369. La cupola fu realizzata dal Brunelleschi e finalmente, nel 1436, papa Eugenio IV consacrò il tempio, dedicandolo a Santa Maria del Fiore. La sua impostazione è in stile gotico, ma con una forte caratterizzazione del gusto fiorentino, amante dei volumi ampi, delle linee rette e delle decorazioni geometriche.
L’attuale facciata in stile neogotico fu realizzata alla fine del XIX secolo; la facciata originaria di Arnolfo di Cambio, mai definitivamente completata, fu invece demolita nel corso del Cinquecento. La parte più originale ed importante dell'intero complesso è la gigantesca cupola in muratura, alta 91 metri e con una base di 50 metri di diametro, opera dell'architetto Filippo Brunelleschi, che affascinò i suoi contemporanei con l'ardita idea di costruire questa cupola senza ricorrere alle tradizionali e costose impalcature in legno.
L’interno, sobrio e lineare, è diviso in tre navate, con pilastri eleganti che sorreggono le volte ogivali. E’ lungo 150 metri. La cupola, all’incrocio delle navate, è ornata da un affresco del Vasari e di Zuccari, che rappresenta il Giudizio Universale. Le bellissime vetrate a colori sono state disegnate dal Ghiberti, dal Gaddi e da Ambrogio da Pisa. Il pavimento è in marmi policromi; gli angeli musicanti, nelle sei arcate, sono affrescati da Santi di Tito, mentre le teste dei profeti, nell’orologio, sono di Paolo Uccello. Il coro di marmo è stato disegnato da Giuliano di Baccio d’Agnolo: ha nel centro l’altare disegnato dallo stesso con figure e bassorilievi di Baccio Bandinelli.
Nella prima cappella del transetto si trova La Pietà di Michelangelo, composizione marmorea rimasta incompiuta, che costituisce il più importante monumento custodito nella chiesa. Nella navata di sinistra, la tavola con Dante, la Divina Commedia e il panorama di Firenze, è di Domenico di Michelino; la statua del David e i due affreschi con la statua equestre del generale Giovanni Acuto e il condottiero Niccolò Marrucai, sono di Andrea Castagno (1456).
 

Forte di Belvedere

Il Forte di San Giorgio, chiamato anche Forte di Belvedere, fu costruito alla fine del XVI secolo, sotto il granducato di Ferdinando I, e realizzato su disegni di Bernardo Buontalenti e di don Giovanni de’ Medici. La Fortezza fu costruita sul bastione situato accanto alla Porta San Giorgio, e - insieme alla Fortezza da Basso - serviva non solo per difendere la città da attacchi esterni, ma costituiva anche un rifugio per la famiglia granducale, che in caso di pericolo poteva raggiungerlo da Palazzo Pitti passando attraverso il Giardino di Boboli.
Il Forte è a pianta poligonale e al suo centro sorge la palazzina di Belvedere probabilmente progettata da Bartolomeo Ammannati intorno al 1570. Il Forte di Belvedere è stato edificio militare fino al 1951, quando l’Esercito lo ha ceduto al Comune di Firenze. Dopo i restauri, dal 1955 è stato aperto al pubblico, fino al 1998.
Negli spazi del Forte il dialogo con l’arte contemporanea ha avuto inizio nel 1972 con le indimenticabili esposizioni di Henry Moore con le sue incisive sculture che naturalmente incorniciavano i monumenti di Firenze; di Fausto Melotti con l’intrigante leggerezza dei "teatrini"; di Michelangelo Pistoletto con figure umane che sembrano "voler mettere in crisi il concetto di statua e di scultura"; di Mario Ceroli con le grandi, spettacolari, drammatiche sagome piatte; e ancora di Arnaldo Pomodoro, Mastroianni, Paladino ed altri.
 

Fortezza da Basso

La Fortezza di San Giovanni Battista, detta comunemente Fortezza di Basso, è stata ideata e progettata da Antonio da Sangallo il Giovane e da Pier Francesco da Viterbo, per ordine del duca di Firenze Alessandro de’ Medici. Si tratta di struttura mastodontica edificata al limitare della città medievale. Alessandro voleva creare una sorta di “cittadella del potere”, poiché, nel progetto iniziale della Fortezza, all'interno era previsto il suo palazzo, il palazzo del Principe. Poi, considerazioni d’ordine politico, consigliarono al Medici di rimanere nel palazzo di famiglia, situato in via Larga. La struttura monumentale con pianta pentagonale, splendido esempio d’architettura rinascimentale, si caratterizza per gli imponenti bastioni in cui sono disseminate torrette, anguste gallerie, camminamenti e passaggi nascosti. La fortezza ha nella facciata del mastio bugne sfaccettate a punta di diamante con pietre sferiche, che potrebbero esser ricollegate alle insegne della famiglia committente. Attualmente la Fortezza è sede di prestigiose esposizioni.
 

Galleria degli Uffizi

Galleria degli Uffizi Il Palazzo degli Uffizi è stato costruito dal Vasari nel 1560. In origine, esso era destinato ad ospitare gli uffici pubblici di Firenze: oggi è uno dei musei di pittura più importanti del mondo: la Galleria degli Uffizi. Non è possibile descrivere qui tutti i capolavori contenuti nella Galleria. Basterà dire che - oltre a sarcofaghi, sculture romane e arazzi del 500 -essa raccoglie tutti i dipinti della ricca collezione medicea, integrata dalle aggiunte dei Granduchi di Toscana, e fornisce un panorama completo della pittura italiana dal Duecento al Seicento. Vi sono esposte opere di: Cimabue, Giotto, Beato Angelico, Duccio di Buoninsegna, Simone Martini, Paolo Uccello, Filippo Lippi, Botticelli, Perugino, Bellini, Giorgione, Correggio, Tiziano, Caravaggio.
Gioiello del Museo è la Sala del Botticelli, dove sono riuniti i più importanti capolavori di questo artista, dalla Nascita di Venere alla Primavera. Altre opere capitali presenti sono: il Tondo Doni di Michelangelo, l'Adorazione dei Magi e l'Annunciazione di Leonardo da Vinci.
Il Palazzo degli Uffizi è collegato al Palazzo Pitti, nuova sede della Signoria medicea, dal lungo e suggestivo Corridoio costruito dal Vasari nel 1565: esso contiene al suo interno una ricca collezione di quadri, tra cui spiccano gli autoritratti di Tiziano, Veronese, Correggio.
 

Giardino di Boboli

Sulla collina dietro Palazzo Pitti si estende il vasto Giardino di Boboli, voluto da Cosimo I dei Medici intorno al 1549 su progetto originario di Niccolò Pericoli detto Il Tribolo, a cui successero. Il giardino doveva costituire una degna scenografia ai ricevimenti della corte medicea ed è costituito da un ricco insieme di vegetazione e opere architettoniche. Vi si accede dal cortile interno di Palazzo Pitti, attraverso uno scalone che conduce al piazzale con la Fontana del Carciofo. Al centro del parco si eleva l'anfiteatro, dove venivano inizialmente eseguite le rappresentazioni teatrali. Nel corso dell'Ottocento, persa la sua funzione scenica, il Giardino aumentò la sua funzione scenografica con l'installazione al suo centro di una fontana in granito d’epoca romana e di un obelisco egiziano.
Alla fine del maestoso viale del Viottolone, si trova il Piazzale dell'Isolotto: vasto slargo con un laghetto artificiale al cui centro si trova un isolotto ricco di piante che decorano la Fontana di Oceano, realizzata dal Giambologna nel 1576. Da qui partono due vialetti: uno porta al Forte del Belvedere, l'altro porta al Casino del Cavaliere, che oggi ospita il Museo delle Porcellane. Riscendendo a Palazzo Pitti dall'altro lato, il sentiero porta alla Grotta Grande, un ricco e imponente complesso di statue e fontane, per lo più opera del Buontalenti.
 

Loggia del Bigallo

La Loggia si trova in Piazza San Giovanni e fa parte di un edificio medievale nato in origine per ospitare l'Arciconfraternita della Misericordia. Il palazzo fu costruito nel 1352-58 da Alberto Arnoldi, scultore e architetto che lavorò anche alla costruzione del Duomo. Le due arcate della loggia sono ornate di bassorilievi con Profeti, Angeli, Virtù e Cristo benedicente. Nel 1697 furono murate per ampliare l'oratorio e furono ripristinate solo nel 1889. Si notano al primo piano finestre trilobate e, sulla facciata, tre tabernacoli di Filippo di Cristofano (1412) con le statue della Madonna col bambino, di Santa Lucia e di San Pietro Martire. Alcune sale del palazzo e l'oratorio ospitano oggi un Museo - il Museo del Bigello - costituito dalle opere d'arte di proprietà della Compagnia del Bigallo, disperse e poi riunificate nel 1904.
 

Loggia della Signoria (o dei Lanzi)

L’elegante loggia si trova alla destra del Palazzo della Signoria ed è considerata un raro esempio di gotico con elementi decorativi che anticipano l’arte rinascimentale. Essa è detta anche “Loggia dei Lanzi”, da quando il duca Alessandro I de' Medici la fece diventare luogo per l'accampamento dei Lanzichenecchi, ed anche “Loggia dell’Orcagna”. La Signoria n’affidò la progettazione all’Orcagna, ma la Loggia fu realizzata e conclusa solo nel 1392 da Benci di Cione e Francesco Talenti.
Ai lati della scalinata e a delimitarne l’accesso, vi sono due leoni in marmo, uno di epoca romana e uno del 1600, scolpito da Flaminio Vacca. Sotto la loggia ci sono sculture romane e opere di scultori fiorentini del ‘500; fra queste il Perseo, capolavoro in bronzo di Benvenuto Cellini (1553) e il Ratto delle Sabine, del Giambologna del 1583; sempre del Giambologna, si ammirano Ercole con il Centauro Nesso. D’epoca romana è il gruppo di Menelao e Patroclo. È invece un'opera ottocentesca il Ratto di Polissena dello scultore Pio Fedi (1865).
 

Museo del Bargello

Il palazzo del Bargello fu costruito su commissione (1255) della Fazione del Popolo, come fortezza e arsenale per resistere ai nobili; divenne, in seguito, dimora per i Capitani del Popolo (Podestà) alla guida della Fazione. Dal 1574 la struttura fu affidata al Capitano di Giustizia o Bargello, che la trasformò in prigione. Il museo nasce nel 1865.
Nel centro del cortile, oggi occupato da un pozzo, un tempo aveva sede il patibolo. Dal cortile si accede alla prima sala dedicata ai capolavori realizzati dai maestri fiorentini come l'esempio del Tondo Pitti o del Bacco di Michelangelo o il Mercurio e la Firenze vittoriosa su Pisa del Giambologna.
Al primo piano la Sala degli Avori accoglie i pezzi in avorio della collezione Carrand: 265 pezzi databili tra il V e il XVII sec. tra dittici, formelle, cofanetti e valve in tema sacro e pagano. Nella seconda sala c’è una raccolta di lavorati preziosi provenienti dalla collezione Carrand. Sul lato destro si trova l'ingresso alla Cappella di Maria Maddalena e Sagrestia, ambiente destinato ai condannati a morte in attesa di supplizio. Di grande valore gli affreschi della scuola di Giotto che impreziosiscono la sala. Poi c’è la Sala Islamica che ospita una raccolta di tappeti ed oggetti orientali. La successiva è la sala del Consiglio: fulcro dell'attività municipale della città per circa quarant'anni dopo che vi s’insediò il Consiglio della Repubblica, oggi ospita le sculture degli artisti che popolarono la Firenze quattrocentesca. Infine, troviamo la Sala delle Maioliche che ospita esemplari delle botteghe di Urbino, Siena, Orvieto e Firenze.
Al secondo piano, la prima sala è dedicata a Giovanni della Robbia: ospita sculture in terracotta e una preziosa collezione di medaglie donate dai Duchi di Firenze. Si passa poi alla Sala delle Armi, una ricca selezione d’armi medievali. Seguono la Sala intitolata ad Andrea della Robbia, la Sala dei Bronzetti, la Sala del Verrocchio e, infine, il famosissimo Medagliere di Firenze, ricca collezione di medaglie che nell'epoca rinascimentale furono monete commemorative d’edifici, accadimenti e personaggi dell'epoca rinascimentale.
 

Museo dell'Opera del Duomo

Il museo conserva i resti d’architetture romaniche, statue e decorazioni che erano in precedenza collocate sulla facciata del Duomo, sul Campanile e nel Battistero. Nella prima saletta si conservano stemmi e frammenti. Poi c’è la sala con le statue che si trovavano sulla facciata della cattedrale: notevoli il San Giovanni, di Donatello; il San Luca, di Nanni di Banco; il San Matteo, di Bernardo Ciuffigni. Al piano superiore si arriva alla Sala delle Cantorie: a sinistra la cantoria di Luca con dieci altorilievi di fanciulli che cantano; di fronte, la cantoria di Donatello con putti alati che danzano. Nella sala c’è il Mosè, il Geremia e l’Abacucco detto “lo Zuccone”, sempre di Donatello, opere tolte dalle nicchie del Campanile di Giotto.
 

Museo della Storia della Scienza

Il Museo della Storia della Scienza si trova in Piazza Giudici e testimonia che Firenze - oltre all’arte e alle lettere - ha sempre coltivato la scienza. Vi sono, infatti, conservati molti strumenti scientifici “primitivi”, risalenti fino al XIII secolo. E’ noto che i Medici e i Lorena hanno sempre dimostrato grande interesse per la fisica, la matematica e le scienze naturali; e questo interesse è dimostrato dalla ricca collezione di strumenti presenti nel Museo. In particolare, il Museo conserva gli strumenti scientifici originali usati da Galileo.
 

Museo di San Marco

Museo e convento si trovano in Piazza San Marco. L’edificio fu costruito su progetto del Brunelleschi e si presenta come una struttura semplice e ordinata, funzionale alle esigenze e alle attività tipiche di un convento cinquecentesco. Il Museo contiene affreschi e pannelli del Beato Angelico, monaco fervente che operò appunto nel convento. Un altro affresco, rappresentativo del XV secolo e conservata nel Museo, è L’ultima cena del Ghirlandaio. Per altro verso, sono interessanti anche i manoscritti che si trovano nella libreria del convento. Questa fu la prima libreria pubblica aperta nel Rinascimento.
 

Orsanmichele

Da Piazza Duomo verso Piazza della Signoria, s’incontra Orsanmichele. E’ questo il nome che i Fiorentini danno alla chiesa di San Michele in Orto, costruzione magnifica che si erge ove anticamente esisteva un oratorio dedicato all'arcangelo omonimo. Orsanmichele è considerato il monumento più tipico di Firenze, perché riuscì ad unire la vita civile con quella religiosa della città, trasformandosi da granaio in luogo di culto. Dell’antico oratorio fu ricostruito un loggiato e - verso la metà del XIV secolo - sopra il loggiato fu innalzata l'attuale struttura a due piani, per conservare il grano da distribuire in tempi di carestia. Nel 1380, per la devozione manifestata dai Fiorentini all’immagine della Madonna che si trovava su di un pilastro del loggiato, l’edificio fu trasformato in una chiesa a due navate. Alle Corporazioni d’Arti e Mestieri della città fu affidato l’incarico di abbellire l’oratorio con affreschi e sculture.
L’interno contiene uno splendido tabernacolo marmoreo in stile gotico: inoltre, i pilastri, le volte e le pareti furono dipinte con le immagini dei Patroni d’ogni corporazione. All’esterno furono poste notevoli nicchie-tabernacoli, tra cui spiccano quelle bronzee del Ghiberti (San Matteo e Santo Stefano). Quelle di Donatello (San Giorgio) e del Verrocchio (gruppo con l'Incredulità di San Tommaso) sono sostituite da copie. Sui cantoni dell’edificio sono ancora evidenti i simboli delle quattro stagioni.
 

Palazzo della Signoria (Palazzo Vecchio)

In antico era chiamato Palazzo dei Priori, perché sede dei magistrati che governavano Firenze. La costruzione del possente edificio a forma di quadrilatero, ebbe inizio nel 1298 - su progetto di Arnolfo di Cambio - e si concluse nel 1314. Il palazzo è costituito da un blocco unico con poche finestre bifore in stile gotico, sormontato da merlature e da una torre difensiva. Sopra il portone d’ingresso sta un ornato marmoreo cosparso di gigli d’oro in campo azzurro, al centro del quale è posto il monogramma I H S (Iesus Hominum Salvator). Il cortile interno è in stile rinascimentale: fu rifatto alla fine del Quattrocento dal Michelozzo e decorato poi dal Vasari. Al centro del cortile campeggia la bella fontana di Andrea del Verrocchio.
All'interno si ammirano il Salone del Cinquecento, riccamente affrescato; lo Studiolo di Francesco dei Medici; la Sala dei Gigli (i fiori simbolo di Firenze) e la Sala delle Carte Geografiche. Il Palazzo è sede del Comune di Firenze.
 

Palazzo Pitti

Il progetto fu commissionato dal mercante Luca Pitti al Brunelleschi. I lavori iniziarono intorno al 1457, ma furono interrotti nel 1465, per la decadenza della famiglia Pitti: a completar l’opera fu infine chiamato l’architetto Ammannati. L’edificio è in stile rinascimentale ed è considerato una delle massime espressioni del bugnato fiorentino. All’iniziale palazzo di tre piani l’Ammannati aggiunse un ampio cortile. Il celebre Corridoio Vasariano che unisce Palazzo Pitti con gli Uffizi, attraversando l’Arno a Ponte Vecchio, fu realizzato un secolo dopo, quando iniziò la sistemazione del Giardino di Boboli.
Le decorazioni dell’interno, in sfarzoso stile barocco, risalgono ai secoli XVII e XVIII e sono opera soprattutto di Pietro da Cortona. Nel 1737 Anna Maria Luisa de’ Medici ottenne che l'intera collezione d'arte della famiglia restasse di proprietà della città di Firenze: furono così gettate le basi per convertire in museo sia Palazzo Pitti, sia gli Uffizi. Attualmente Palazzo Pitti comprende la Galleria Palatina, la Galleria d’Arte Moderna, la Galleria del Costume, il Museo degli Argenti, il Museo delle Porcellane.
 

Palazzo Rucellai

Su disegno dell’Alberti, il palazzo fu costruito a metà del Quattrocento da Bernardo Rossellino per Giovanni il Magnifico, dell'illustre e ricca famiglia dei Rucellai. L’edificio riflette fedelmente le idee dell'Alberti e traduce la sua continua ricerca del bello assoluto. L'esterno è armonioso ed elegante. La facciata è decorata da tre trabeazioni e da tre ordini di lesene e presenta un bugnato uniforme e piatto. Molto interessanti sono il cortile e la cappella che conserva un altro capolavoro dell’Alberti: il Tempio del Santo Sepolcro, realizzato nel 1467. Palazzo Rucellai ospita l’importante Museo di Storia della Fotografia Fratelli Alinari.
 

Parco delle Cascine

Delimitato dall’Arno, dal torrente Mugnone e dal canale delle Macinate, il parco delle Cascine si estende su 118 ettari ed è il più ampio parco pubblico di Firenze. Esso faceva parte delle proprietà, che Alessandro e Cosimo I dei Medici acquistarono per la caccia e per l'allevamento dei bovini. Le piantagioni e le colture del parco furono sempre assai curate: vi furono piantate molte specie rare d’alberi da frutto. Nel 1786, cinquant’anni dopo il passaggio delle Cascine dai Medici al Granducato di Lorena, Giuseppe Manetti inizia i lavori di sistemazione delle Cascine per farne un grande parco, arricchito da arredi e architetture secondo un percorso simbolico e allusivo. Le Cascine diventarono parco pubblico in epoca napoleonica e ben presto superarono le altre mete tipiche dei fiorentini: Fiesole e il Pian dei Giullari. Nel 1869 il parco diventa di proprietà del Comune di Firenze, e viene restaurato dall'architetto Francolini. Nel XX secolo si svolgono alle Cascine attività sportive e spettacoli, si apre la Facoltà di Agraria e la Scuola di Guerra Aerea. Negli ultimi decenni, il parco ha subito trasformazioni e molti danni, ma non ha perso il primitivo splendore. All’interno delle Cascine - delimitati da un bosco di piante d’alto fusto - si aprono vasti prati. Tra questi ricordiamo il Prato di Via delle Cascine, il Prato della Tinaia, il prato del Quercione, il prato delle Cornacchie.
 

Piazza della Signoria

Ebbe origine con l’abbattimento di case e torri d’antiche famiglie ghibelline quando, nel luglio 1258, su di esse la parte guelfa prese il sopravvento. La Piazza è stata testimone dei più importanti avvenimenti politici e storici di Firenze: è il centro politico della città ed è ricca d’importanti monumenti.
  • La Fontana del Nettuno, eseguita su progetto di Baccio Bandinelli. La vasca, costruita dal 1560 al 1575, vede al centro la gigantesca statua marmorea scolpita da Bartolomeo Ammannati, riproducente la divinità pagana del mare.
  • Del Giambologna è il Monumento equestre a Cosimo I de’ Medici, eretto per volontà del figlio di questi Francesco I, fuso nel 1594 dal celebre scultore fiammingo naturalizzato fiorentino. Sulla base marmorea, tre bassorilievi in bronzo raffigurano altrettanti episodi che esaltano la vita del primo granduca di Toscana.
  • Sul lastrico della piazza, si trova una lapide marmorea che segna e ricorda il punto dove il 23 maggio 1498 fu impiccato ed arso fra’ Girolamo Savonarola, ispiratore di un rinnovamento religioso e sociale, accusato di intemperanza religiosa e indisciplina ecclesiastica.
  • Sull’arengario di Palazzo Vecchio, si trovano: il Marzocco (leone accosciato che sorregge con una zampa lo scudo gigliato), una copia del bronzo donatelliano di Giuditta e Oloferne (1460), la statua del David di Michelangelo (1503) e il gruppo marmoreo di Ercole che abbatte Caco, opera di Duccio Bandinelli (1533).
  • A destra dell’ingresso di Palazzo Vecchio quasi in cantonata, è inciso un profilo di testa d’uomo: il cosiddetto “Importuno”, opera di Michelangelo che, si racconta, volle così eternare un personaggio curioso.
 

Ponte Vecchio

Ponte Vecchio Uno dei simboli di Firenze è sicuramente Ponte Vecchio, il ponte più antico della città. La struttura attuale risale al Trecento, ma il primo ponte - quello romano - fu costruito nel I secolo a.C. nel punto in cui l'Arno era più stretto: appare certo che attorno a Ponte Vecchio si sia sviluppata la colonia romana di Florentia. Nel corso dei secoli, Ponte Vecchio ospitò dapprima le botteghe dei conciatori, poi quelle dei macellai e verdurai. Intorno al 1495 - per volere dei Medici - le botteghe furono occupate da orafi e gioiellieri e così è ancor oggi. Al centro del ponte si aprono suggestive panoramiche sull’Arno, su entrambi i lati delle arcate. Sopra il ponte corre il Corridoio Vasariano che collega Palazzo Pitti alla Galleria degli Uffizi. Forse per pura fortuna, Ponte Vecchio è l’unico ponte di Firenze che sia stato risparmiato dai tedeschi nella loro ritirata del 1944.