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Venerdì 30 Settembre 2016, San Girolamo
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Storia di Firenze

Si ritiene che - verso il 1000 a.C. - alcune popolazioni italiche d’origine villanoviana si siano stabilite nella zona dell’attuale Borgo SS. Apostoli. Tuttavia, la storia di Firenze inizia con gli Etruschi, popolazione non indoeuropea originaria dell'Asia Minore. Gli Etruschi si stabilirono nell’Italia centrale, e fondarono diverse città nelle regioni ora note come Toscana, Lazio ed Umbria. Numerose sono le testimonianze della civiltà etrusca: le più antiche si fanno risalire al IX-VIII sec. a.C.: si tratta soprattutto di manufatti funerari, ma non mancano tavolette e statue. Firenze conserva preziose collezioni d’arte etrusca, nel Museo Archeologico Nazionale.
L’ascesa di Roma, che espugnò Veio nel 396 a.C.,Vulci nel 280 e Volsinii nel 265, segnò la decadenza degli Etruschi: essi furono definitivamente assimilati nella civiltà romana e perdettero via via la cultura che li aveva contraddistinti. All’epoca di Silla (inizio del I sec. a.C.), fu fondato a Firenze il municipio romano Florentia, destinato inizialmente a rifugio ed al riposo dei legionari veterani. Ma ben presto, per la sua posizione strategica, e la vicinanza di facili vie di comunicazione (Via Cassia e fiume Arno), Florentia divenne uno dei maggiori centri di comunicazione e commerciali del nord Italia, soprattutto per i prodotti agricoli della regione.
Dal IV al IX secolo d.C. Firenze subì le invasioni barbariche. Nel 405, ci fu l’invasione dei Goti, che devastarono il contado, ma non riuscirono ad espugnare la città. Nel 570 iniziò l’occupazione longobarda, che si protrasse per due secoli, assicurando alla città autonomia e stabilità. Come in altre città dominate dai Longobardi, in questo periodo a Firenze furono erette magnifiche chiese.
Sotto la successiva dominazione carolingia, furono unificati i territori di Firenze e Fiesole, così creando la contea di Toscana: alla fine del Millennio la capitale portata da Lucca a Firenze. Con il declino dei Carolingi, la città visse momenti difficili, ma intorno al Mille cominciava nuovamente ad espandersi e già lottava per conquistare nuova autonomia rispetto all'impero. In breve, Firenze acquistava ricchezza e Potenza: le mura furono rafforzate, furono costruiti nuovi ponti sull’Arno e furono eretti nuovi edifici civili e religiosi.
Firenze ottenne l'autonomia comunale dalla contessa Matilde di Canossa, a fianco della quale si era schierata la città all'epoca delle lotte per le investiture. In seguito alla morte di Matilda di Canossa, a partire dal 1138, Firenze fu retta da un regime consolare. Sostituito il regime consolare con quello podestarile, Firenze fu teatro dei violenti scontri tra guelfi, legati al Papa, e ghibellini, legati all’Imperatore, a partire dal 1215, allorché Oddo Arrighi fu ucciso da Buondelmonte dei Buondelmonti.
L'appoggio dell'imperatore Federico II ai ghibellini portò alla cacciata dei guelfi dalla città (1248). Il riscatto della parte guelfa, dopo la morte di Federico II e l'appoggio di Carlo d'Angiò, portò a divisioni interne ai guelfi (i Bianchi guidati dalla famiglia dei Cerchi) e i Neri (sotto la guida dei Donati). La vittoria dei Neri, appoggiati da Carlo di Valois, portò all'esilio di Dante Alighieri. Nel 1378 la tensione in città produsse anche scontri sociali con la rivolta dei Ciompi.
La famiglia Medici detenne il potere in Firenze dal 1434 a11737. Partendo dal governo di Cosimo il Vecchio, i Medici si succedettero alla guida della città controllando la vita politica e sostenendo il patrimonio culturale e artistico. Tra i Medici vi furono anche due papi (Giulio, ovvero Clemente VII e Alessandro, ovvero Leone X) e una regina di Francia (Caterina, sposa di Enrico II). Il loro dominio fu avversato dalla congiura dei Pazzi (1478) e interrotto per pochi anni dalla prima (1494-1512) e dalla seconda (1527-1530) repubblica fiorentina. Tra i Medici, spicca la figura di Lorenzo il Magnifico, letterato, sotto il cui governo Firenze conobbe un periodo di pace e prosperità, all'insegna dell'equilibrio della cultura rinascimentale. AlI'estinzione della dinastia dei Medici (l'ultima esponente fu Anna Maria Luisa), il granducato di Toscana (che era nato nel 1570 con Cosimo I) fu ereditato dai duchi di Lorena (Asburgo). Leopoldo I, futuro imperatore d'Austria, nel 1765 avviò alcune riforme sociali, tra le quali l'abolizione della pena di morte.
Unita al regno di Sardegna, Firenze divenne cinque anni dopo capitale d'Italia. Solo con la riunificazione completa della penisola, nel 1871, Firenze perse il ruolo di capitale, destinato a Roma.
L'alluvione avvenuta il 4 novembre 1966 è ricordata ancora oggi come una delle calamità che più colpirono la città. I ponti di Firenze avevano già subito la distruzione durante la seconda guerra mondiale (crollarono tutti tranne il Ponte Vecchio); in occasione della piena che investì Firenze nel 1966, l'acqua salì di più di sei metri sulle strade cittadine e i danni al patrimonio artistico furono incalcolabili.
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