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Mercoledì 28 Settembre 2016, San Venceslao
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Chiesa di Santa Croce

Firenze / Italia
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Santa Croce è una delle più antiche chiese di Firenze. Fu costruita dai Francescani a partire dal 1294 e completata nella seconda metà del Trecento. Intorno al centro religioso si organizzò ben presto la vita spirituale, sociale, produttiva e culturale del quartiere. Santa Croce divenne una straordinaria fucina nella quale lavorarono artisti come Giotto, Donatello e Brunelleschi.
L'esterno presenta decorazioni scultorie di Benedetto da Maiano, Desiderio di Settignano, Luca della Robbia e alcuni allievi di Donatello. La facciata attuale e il campanile furono realizzati nell’Ottocento, in stile neogotico. All'ingresso si trova un portico classicheggiante con elegante combinazione di linee quadrate ed arco a tutto sesto.
All’interno si trovano le tombe di alcune tra le più illustri personalità dell'arte e della cultura italiane: Michelangelo, Ghiberti, Leonardo Bruni, Galileo Galilei, Alfieri, Canova, Rossini; e i monumenti funebri dedicati a Dante e a Machiavelli. La presenza di queste tombe e monumenti fa di Santa Croce il "pantheon degli italiani", celebrato da Ugo Foscolo nei Sepolcri. Vi si trovano inoltre opere di Rossellino, bassorilievi di Donatello, affreschi di Taddeo Gaddi e d’altri pittori giotteschi, sculture di Benedetto da Maiano e Desiderio di Settignano. Nella armoniosa Cappella Medici costruita da Michelozzo c’è un magnifico dossale di Andrea della Robbia. Nel coro, rivestito di affreschi di Agnolo Gaddi, la prima cappella a destra dell'altare ospita importanti affreschi di Giotto sulla vita di San Francesco. Nel braccio sinistro del transetto si trova il famoso crocefisso di Donatello.
Nel chiostro si trova uno dei capolavori del Brunelleschi, la Cappella dei Pazzi, terminata da Michelozzo. L'interno rappresenta forse l'esempio più alto e coerente dell’architettura rinascimentale fiorentina, in cui la perfezione rigorosa delle linee è interrotta solo dai medaglioni colorati di Luca della Robbia, che danno una nota di vivacità all'austero e sobrio ambiente. Infine, nel Museo dell'Opera di Santa Croce, troviamo il prezioso e famoso crocefisso di Cimabue, restaurato dopo l'alluvione che colpì Firenze nel 1966.
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