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Martedì 27 Settembre 2016, San Vincenzo de' Paoli
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Palazzo dei Diamanti

Ferrara / Italia
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Il Palazzo fu innalzato a partire dal 1493, per Sigismondo d'Este, fratello del duca, e rappresenta sicuramente il capolavoro dell'architetto e urbanista di corte, Biagio Rossetti. Agli inizi del Cinquecento i lavori si interruppero per essere ripresi sessant'anni dopo dal cardinale Luigi d'Este. Passato poi sotto proprietà della famiglia Villa, il palazzo subì alcuni ritocchi. La stupenda facciata è composta da pietre sbozzate a diamante inclinate verso il basso nella zona inferiore, verso il centro nella zona mediana e verso l'alto nella parte superiore, creando così un effetto di luce particolare. Naturalmente, il Palazzo prende il nome dagli 8.500 "diamanti" che compongono il bugnato marmoreo dell'originale rivestimento.
Posto all'incrocio delle due arterie principali della c.d. “'addizione erculea”, l'edificio simboleggia il prestigio e la gloria degli Estensi, ma è anche inteso a sottolineare l'importanza dell'incrocio stesso. Esso fu progettato per una visione diagonale ed il suo punto focale è quindi l'angolo, impreziosito dalle splendide candelabre scolpite da Gabriele Frisoni e dal grazioso balconcino, di poco posteriore. Il Palazzo dei Diamanti è ubicato in modo da accentuare la direttrice visiva verso Piazza Ariostea. Quest’effetto è potenziato dalla presenza del Palazzo Turchi-Di Bagno e del Palazzo Prosperi-Sacrati: le cui masse imponenti si oppongono al "vuoto" dell'angolo nord-est, sul quale il Palazzo insiste in posizione arretrata. Il motivo angolare del pilastro decorativo è presente in tutti e tre i palazzi: nel Palazzo dei Diamanti e in quello Prosperi-Sacrati è interrotto da un balconcino d'angolo, costituendo così un arresto visuale, mentre nel Palazzo Turchi-Di Bagno l'assenza del balcone è il segno di un invito a procedere.
Dopo la mostra avvenuta nel 1933, che vide esposte le opere di Cosmè Tura, Ercole de' Roberti e Francesco del Cossa, il palazzo divenne sede della Pinacoteca Nazionale , che è ospitata al piano nobile. Al pianterreno, il Palazzo ospita la Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea, sede di prestigiose esposizioni. E’ presente anche un laboratorio per le operazioni di restauro.
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