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Sabato 3 Dicembre 2016, San Francesco Saverio
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Ghetto Ebraico

Ferrara / Italia
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L’origine della comunità Ebraica ferrarese è molto antica e la città vanta una tradizione di convivenza fra le religioni. Molti gruppi di ebrei, cacciati dai paesi di origine, furono benevolmente accolti dagli Estensi: spagnoli (1492), portoghesi (1498), tedeschi (1530), si stabilirono a Ferrara e crearono una comunità forte ed organizzata. Il ghetto, ossia la zona che venne chiusa da cancelli e designata come unico spazio concesso agli ebrei residenti in città, fu istituito - tra il 1624 ed il 1627 - dal governo pontificio. Con tale provvedimento, anche Ferrara si allineava alla politica papale vigente, si poneva fine alla precedente politica liberale.
La zona prescelta comprendeva le attuali vie Mazzini, Vignatagliata e Vittoria, e Piazzetta Lampronti. Sulla Via Mazzini (al n° 95), esiste ancora l'edificio delle Sinagoghe, donato alla comunità ebraica nel 1485 da Ser Samuel Melli e riconoscibile dalle lapidi che ricordano le stragi della seconda guerra mondiale. La caratteristica principale degli edifici del ghetto è di avere avuto uno sviluppo irregolare nel corso dei secoli XVII-XIX, dovuto all'aumentata concentrazione delle abitazioni, il cui fronte interno e le aree cortilizie, si affastellavano le une sulle altre. Le case presentano decorazioni in cotto di portali, finestre e cornicioni e sono impreziosite da graziosi balconcini in ferro battuto. Attraverso Via Terranuova e Via Montebello si può raggiungere il suggestivo cimitero di via delle Vigne, l'antico "Orto degli Ebrei". I cancelli del ghetto furono definitivamente abbattuti nel 1848.
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