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Martedì 27 Settembre 2016, San Vincenzo de' Paoli
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Torre Ottagona

Enna / Italia
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La Torre Ottagona (detta Torre di Federico, o Castello Nuovo), sorge all’estremità occidentale della città, su una collina completamente isolata, le cui pendici sono ricoperte di vegetazione. La sua paternità è incerta: essa è attribuita alternativamente a Federico II di Svevia, a Federico III d’Aragona e a Federico IV d’Aragona.
Varie esigenze giustificano l’erezione della Torre: la cittadella, nel suo sviluppo costruttivo, era un grande organismo che rispondeva ad esigenze militari; era dunque logico che il sovrano facesse costruire, vicino al castrum, un palatium o una domus. Nelle intenzioni di Federico, come anche nelle abitudini dei suoi successori, la torre continuò ad essere considerata come la dimora regale, regia domus, nettamente distinta dalla cittadella che viene invece indicata con la denominazione di castrum o regium castrum. Nel 1457 la Torre, trovandosi in un avanzato stato di degrado, veniva assegnata al cittadino ennese Pietro Matrona, a condizione che questi concorresse economicamente alla riparazione della fortezza.
La Torre presenta peculiari caratteristiche riscontrabili anche in altre fortezze siciliane. Essa si presenta come un perfetto prisma ottagonale alto 24 metri, è suddivisa nel suo interno in due ambienti sovrapposti, entrambi coperti da volte ad ombrello e da un terzo piano tronco, collegati da una scala a chiocciola ricavata nello spessore murario. L’accesso al suo interno è ora consentito da una porticina a sesto acuto, ma originariamente l’ingresso era collocato in prossimità della scaletta esterna. Il locale inferiore, di forma ottagonale, si presenta con il tetto coperto da una volta ad ombrello e con una cisterna idrica, visibile al centro del pavimento. Nel centro di quest’ultimo è scavata un’apertura circolare che segna, forse, l’accesso ad un’antica prigione sotterranea. Il piano superiore si presenta nello stile della struttura, molto simile a quello inferiore; l’unica differenza consiste nella presenza in questo, di semicolonne ioniche poggianti su capitelli a foglia. Il secondo piano della fortezza appare decapitato; i resti lasciano intendere che l’architetto che progettò tale struttura, abbia intenzionalmente adottato una volta depressa per garantirne una maggiore stabilità. Nel lato della torre, dove si svolge la scala, tra il piano terra e il primo piano, si apre, verso l’interno una stretta porta ogivale che doveva svolgere una funzione di collegamento con l’esterno.
Ad aumentare la grandiosità della fortezza contribuì la costruzione di una cortina ottagonale che, circondando l’edificio, lo isolava sulla sommità della collina.
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