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Martedì 6 Dicembre 2016, San Nicola
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Palazzo Chiaramonte

Enna / Italia
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Nel Trecento ennese, le lotte intestine tra i baroni della fazione latina - con a capo la potente famiglia dei Chiaramonte - e della fazione catalana generano una situazione di crisi profonda e di immiserimento spirituale ed economico. Nel 1392, Martino, nipote del re d’Aragona, prende in mano la situazione politica dell’Isola e si autoproclama re di Sicilia. Enna, dapprima conferma la sua fedeltà alla Corona, ma subito dopo si rivolta contro Re Martino alleandosi con i Chiaramonte. La città tutta, per questo suo atteggiamento ribelle viene espugnata e saccheggiata. Tra i suoi primi atti di governo Martino punisce con la morte Andrea Chiaramonte che non ha voluto accettare la sua autorità. Decapitato a Palermo nella piazza antistante allo Stari, le sue proprietà ed i suoi feudi vengono confiscati e annessi alla Corona per "fellonia". Anche il Palazzo Chiaramonte, che sorge sull’attuale Piazza Vittorio Emanuele II, viene confiscato, annesso al Regio demanio e subito dopo concesso all’Ordine Mendicante dei frati Conventuali di san Francesco di Assisi che ne hanno fatto richiesta.
Nel 1866 tutti i beni della Chiesa vengono devoluti al demanio dello Stato e i fabbricati dei conventi e delle chiese soppresse vengono dati in concessione ai comuni a condizione che vengano utilizzati a fini di pubblica utilità destinandole a scuole, ospedali, uffici e ospizi. Palazzo Chiaramonte diventa sede di uffici comunali e data l’ampia disponibilità di grandi spazi, nel 1867 realizza un progetto culturale di ampio respiro con l’apertura della biblioteca comunale, che raccoglie un ricco patrimonio librario, comprendente anche i preziosi incunaboli e i manoscritti dei soppressi conventi.
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