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Venerdì 30 Settembre 2016, San Girolamo
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Castello di Lombardia

Enna / Italia
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Il possente Castello di Lombardia sorge al termine di Via Roma, nella parte più alta della città. Nato in antico come piccolo insediamento dei Siculi, subisce varie modifiche e rifacimenti nel corso dei secoli (uno dei più importanti fu effettuato durante la dominazione araba), che lo trasformarono in un'autentica fortezza. Il Castello deve il suo attuale aspetto specialmente agli interventi degli Svevi e degli Aragonesi. Prende il nome di "Castello di Lombardia" perché vi s’insediarono per qualche tempo genti lombarde, in epoca normanna. Centro del sistema difensivo di Enna, assieme alla Torre di Federico, il Castello cominciò a decadere nel Quattrocento, quando, pacificata la Sicilia sotto la dinastia dei Trastamara, furono sopratutto i castelli e le fortificazioni costiere a mantenere importanza militare. Nel Settecento il maniero è già parzialmente in rovina; nel 1837 Ferdinando II di Borbone lo giudicò militarmente inservibile. Utilizzato in seguito come carcere, alla fine dell’Ottocento il Castello è descritto in pieno sfacelo. Negli anni '30 del Novecento il primo cortile fu trasformato in teatro all'aperto, il cosiddetto “teatro più vicino alle stelle”, inaugurato nel 1938 con l'Aida di Verdi; inoltre, vaste cisterne idriche furono ricavate sotto il "cortile delle Vettovaglie". Durante la seconda guerra mondiale vi furono acquartierati contingenti militari.
La costruzione si estende su circa 27.000 metri quadrati e si presenta in forma quasi quadrata, con una fascia alla base elevata dal terreno in tutti i suoi punti su pietra massiccia, alta 9 metri. All’interno, la rocca è divisa in tre cortili, la cui indipendenza, unita alla sobrietà della struttura, la resero inespugnabile per secoli. I tre grandi cortili erano difesi da venti torri delle quali ne rimangono solo sei. Tra queste spicca la cosiddetta "Torre della Campana" nel cortile “degli Armamenti", così chiamata perché custodiva una campana, che veniva suonata ogni qualvolta un prigioniero tentava di fuggire, oppure quando vi era pericolo d'invasione. Dal cortile “degli Armamenti”, passando per la porta "della Catena", si giunge al cortile "delle Vettovaglie", il più grande del castello. Il terzo cortile chiamato "di San Martino" è quello meglio conservato; in esso si trova la "torre Pisana", la maggiore del castello, merlata alla ghibellina, che dagli Arabi fu chiamata "delle Aquile", per gli avvoltoi che -venuti dai monti circostanti - vi si posavano; dai Normanni, fu chiamata "Pisana", perché la custodia e la difesa furono affidate ai drappelli di lance pisane dell'esercito del conte Ruggero.
Dalla sua sommità si può ammirare un bellissimo panorama.
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