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Lunedì 11 Dicembre 2017, San Damaso I
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Markus Schweiss - CC by-sa
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Visitare Cuneo - guida breve

 

Cattedrale di Cuneo

Dedicata a Nostra Signora del Bosco, la Cattedrale sorge dove si trovava l’antica chiesetta omonima, che dipendeva dall’abbazia di Borgo San Dalmazzo. Il nome del tempio è rimasto inalterato nei secoli, ancorché l’edificio sia stato più volte rimaneggiato e riedificato. Crollato in parte nel 1656, l’edificio venne ricostruito in stile barocco intorno al 1660, su disegno dell’architetto Giovenale Boetto di Fossano. Comunque, l’aspetto attuale è il risultato dell’importante restauro eseguito verso la fine dell’Ottocento e rispecchia il gusto neoclassico dell’epoca.
Diversamente dalla grande maggioranza delle cattedrali, quella di Cuneo non è né grandiosa né austera: anche l’arte vi trova un posto minimo. La mancanza in Cuneo d'una degna cattedrale si deve ai molti episodi guerreschi, che la città visse nei secoli, ma anche al fatto che solo dal 1817, separata dalla diocesi di Mondovì, fu elevata alla dignità di sede vescovile.
La facciata neoclassica presenta quattro alte colonne corinzie che sorreggono un semplice architrave, ma è soffocata dalle costruzioni laterali. Il progetto relativo è dell'architetto Antonio Bono, a cui Cuneo dedicò una via; è di data recente, come si rileva dall'iscrizione che appare sull'architrave: M. Virgini civium pietas. A. 1865. Allo stesso periodo risalgono anche la cupola, affrescata dal pittore Giuseppe Toselli di Peveragno e la decorazione interna di Rodolfo Morgari.
L'interno del tempio è a croce latina e non presenta opere di grande valore. Al centro si eleva una graziosa cupola, innalzata nel 1835 e bene affrescata dal Toselli. Notevoli sono inoltre: l'icona dell'altar maggiore, che rappresenta la Vergine col Bambino tra santi, pregevole opera barocca del laico gesuita Trentino Andrea Pozzo; l'altare marmoreo della cappella del SS. Sacramento; la tela che raffigura il Transito di San Giuseppe del Nuvoloni, nella cappelletta di sinistra.
 

Chiesa di San Francesco (Ex)

Il complesso di San Francesco sorge in Via Santa Maria. Merita di essere ricordato per le antiche memorie legate alla sua esistenza e, per essere stato in passato il più importante centro religioso della città, che vi si radunava a concertare le difese e a rendere grazie per le vittorie riportate. L’edificio originario risale al Duecento: tradizione vuole che sia stato fondato da San Francesco. Nella prima metà del Quattrocento, su di esso viene eretta una nuova chiesa che manterrà il nome della precedente: la facciata è terminata nel 1523. La chiesa e l’annesso convento costituiscono una delle rare testimonianze architettoniche medievali di Cuneo.
La facciata, sovrastata da cinque piccoli pinnacoli e da una bella cornice in mattoni rossi, presenta un magnifico portale in marmo bianco, unica parte del tempio che, attraverso tante vicissitudini, è pervenuta intatta fino ai nostri giorni. Davvero notevole è anche il campanile.
L’interno è a tre navate, con absidi rettangolari. Nelle navate si aprono dodici cappelle a destra e dieci a sinistra. Particolare è la Cappella Vitali, la cui volta è interamente coperta da decorazioni a stucco, risalenti al Seicento e attribuite ai Rusca. Durante l'assedio 1744, la chiesa fu trasformata in ospedale ed il convento in stalla. La situazione si aggravò quando Napoleone sciolse molti ordini religiosi, confiscandone i beni. Nell’Ottocento la chiesa fu chiusa al culto ed il complesso diventò un deposito militare. Solo nel 1928 cominciarono i restaurare, a partire dalla facciata.
Nel 1970 la chiesa ed il convento vengono riportati agli antichi splendori. Nei locali conventuali è ora ospitato il Museo Civico.
 

Chiesa di Sant'Ambrogio

Nel Duecento i milanesi della Lega lombarda aiutarono i cuneesi a ricostruire la città, distrutta dal Marchese di Saluzzo. Nel 1230 le due popolazioni, in segno di amicizia, si scambiarono i loro santi patroni e a Cuneo fu eretta questa chiesa, dedicata appunto al patrono di Milano. Dopo alterne vicende, tra il 1703 e il 1743, in onore del santo venne edificata una nuova chiesa, quella attuale, disegnata dall’architetto monregalese Francesco Gallo e completata nell'Ottocento. Sant’Ambrogio è considerato il più bell'edificio architettonico di Cuneo, anche se la facciata e le pitture diminuiscono alquanto il valore artistico dell’opera nel suo complesso.
L’insieme della pianta è a croce greca, trattata dal Gallo con un’originalità di forma, che dà all'elevazione un'eleganza quale difficilmente si riscontra in altre chiese.
Ammirevole all’interno è la distribuzione della luce. Tutte le finestre sono poste nelle pareti al di sopra del cornicione, per cui la luce entra dall'alto e contribuisce a creare un’atmosfera raccolta. Quattro finestre poi, disposte nei muri curvilinei, al di sopra delle cappelle minori, servono ad illuminare meglio l'ambiente centrale. Ne risulta che in qualunque punto della chiesa ci si ponga, con un solo sguardo si può abbracciare tutta la costruzione, che si fa ammirare per la vastità della massa e per la vaghezza dei particolari. Le discusse decorazioni sono opera dei torinesi Milocco e Bianco.
 

Musei di Cuneo

CASA MUSEO GALIMBERTI
Piazza Galimberti, 6
Allestito nella casa dei Galimberti, il Museo ospita una ricca pinacoteca di pittori piemontesi e vari oggetti d’arte. Il fondo più importante è l’Archivio di Duccio Galimberti. Le opere d’arte, la biblioteca e gli arredi ricreano l’atmosfera della casa di un’importante famiglia borghese vissuta a cavallo tra Otto e Novecento. Il padre Tancredi “senior” fu avvocato e uomo politico; la madre Alice studiosa e scrittrice; il figlio Tancredi “junior” (chiamato Duccio), fu comandante partigiano ed eroe della Resistenza. Le proprietà di famiglia furono donate al Comune di Cuneo dal fratello, Carlo Enrico Galimberti.

FONDAZIONE PEANO
Corso Francia, 47
La Fondazione, creata nel 1993, si propone di promuovere la scultura e l'inserimento dell'arte nell'ambiente urbano. Essa indice annualmente un concorso internazionale denominato “Scultura da vivere”, fra gli allievi dei Licei Artistici e degli Istituti d’Arte e agli studenti delle Accademie di Belle Arti, che dimostra di essere sempre un’interessante vetrina della creatività giovanile in Italia e all’estero. Inoltre, dal 2000 la Fondazione promuove la mostra “Scultori piemontesi a Cuneo”. Lo spazio d'arte, che comprende il giardino e la sala mostre, ospita attualmente 56 sculture di arte contemporanea.

MUSEO CIVICO
ex Chiostro San Francesco
Via Santa Maria, 10/A

Il percorso museale si snoda attraverso cinque Sezioni, che presentano le testimonianze della vita del territorio, dalla preistoria ai tempi moderni.
  • La Sezione di Pre-Protostoria espone reperti archeologici provenienti prevalentemente dal Cuneese, riferibili al periodo compreso tra Paleolitico ed età del Ferro. Resti di antiche faune e manufatti testimoniano l'evoluzione del popolamento.
  • La Sezione della Romanità presenta materiali ceramici, metallici e lapidei che restituiscono lo stile di vita di una società composita, formatasi nel territorio cuneese in seguito al processo di romanizzazione, in cui gli usi e i costumi dei conquistatori romani si integrano con quelli dei conquistati di origine ligure.
  • La Sezione dell’Alto Medioevo e del Medioevo comprende la sepoltura del longobardo Baldissero d’Alba (VII sec.), con il suo corredo costituito da spada, punte di lance e di frecce, umbone e tirante per scudo: ed una notevole raccolta di ceramiche medievali provenienti dal Convento di San Francesco che illustrano la vita quotidiana della comunità di frati qui vissuta per più di cinque secoli.
  • La Collezione di Arte Sacra raccoglie opere del Sei-Settecento che testimoniano la devozione religiosa popolare e la cultura degli ordini religiosi presenti in città.
  • La Sezione Etnografica documenta lo stile di vita tradizionale della città e delle valli. Ad una prima parte dedicata ad oggetti d’uso comune presso le classi più abbienti (gioielli e oggetti d’ornamento femminili, effetti personali maschili in uso tra XVII e XIX secolo) segue una preziosa e quasi unica collezione d’insegne di bottega in ferro battuto e dipinto, testimonianza delle attività e dei mestieri di un tempo.


MUSEO FERROVIARIO
c/o Stazione Ferroviaria
Piazzale della Libertà, 10

La stazione di Cuneo ospita un piccolo Museo di cimeli ferroviari che permette di trascorrere in modo piacevole il tempo di attesa tra un treno e l’altro. Dall’atrio della stazione si può visitare la Sala Reale, riservata un tempo alle attese della famiglia reale, quindi si passa ai binari lungo i quali una collezione di lampade e segnali ferroviari, porta alla palazzina del personale viaggiante che conserva l’enorme sirena d’allarme usata in tempo di guerra. Una sala allinea piccole, ma preziose attrattive: divise ferroviarie, una carrozza per riparazioni sulla linea ed una locomotiva degli anni ’30 del Novecento. Divertente osservare che in questa stazione i binari tra una pensilina e l’altra sono tre e non due: il binario di mezzo, infatti, era di uso esclusivo del treno reale.
 

Santuario della Madonna della Riva

Il Santuario della Madonna della Riva sorge a poca distanza da Cuneo, sulla strada che conduce a Saluzzo e a Torino, e sulla sponda sinistra della Stura. Una breve passeggiata lungo il fiume porta dalla città al santuario, che si nota da lontano per le sue cinque cupolette, sormontate da statue. Lo stile del tempio, innalzato nell’Ottocento dal cittadino cuneese Cornelio, è semplice, sobrio e particolarmente adatto al raccoglimento e alla preghiera.
L’edificio è in stile neoclassico. L’esterno è caratterizzato da un piccolo frontone e da un’alta cornice, su cui si innestano le cupole. I numerosissimi ex-voto conservati nell’interno del Santuario testimoniano una devozione molto antica. Dietro l’altar maggiore campeggia una bella immagine della Madonna con Bambino e santi, oggetto di particolare venerazione.
 

Santuario della Madonna dell’Olmo

Il Santuario della Madonna dell’Olmo sorge dove si congiungono le strade provenienti da Saluzzo, da Savigliano e da Fossano, poco lontano dal Santuario della Madonna della Riva. Sotto il profilo dei ricordi storici, la Madonna dell’Olmo è la chiesa più ragguardevole di Cuneo, poiché nei suoi dintorni avvenne la terribile battaglia del 30 settembre 1744, che opponeva il re di Sardegna, Carlo Emanuele III, all’esercito alleato di Francia e Spagna.
Nel Quattrocento esisteva qui una cappella dedicata alla Madonna. A partire dal 1593 – dopo l’apparizione della Vergine ad un sordomuto – la cappella fu ampliata, e sorse l’attuale santuario. Artefice fu l’architetto E. Negro di Sanfront, che terminò i lavori nel 1609: il campanile è del 1621, la cupola del 1648. Nel 1799 la chiesa fu saccheggiata dai Francesi. Dopo varie vicende, fu riaperta al culto e, nel 1825, divenne parrocchia.
L’edificio fu più volte restaurato, nell’Ottocento e nel Novecento. La facciata è assai sobria e presenta linee rinascimentali: sopra le lesene si notano un cornicione semplice con timpano. Sovrasta il portale un affresco della Madonna con Bambino tra Sant’Agostino e San Nicola da Tolentino, con l’olmo sullo sfondo. Il campanile è a torre quadrata, non molto alta, abbellita da quattro aperture serliane sulla parte più alta.
L’interno – a croce greca, con unica navata e cupola bassa – conserva varie opere d’arte, fra cui spiccano: una tela dell’Assunta, una dell’Immacolata, attribuita a V.A. Rapous; una con l’Adorazione dei Magi, di autore ignoto; una statua dell’Immacolata; una tela di San Magno con la Sacra Famiglia; vari affreschi nel presbiterio; una statua lignea della Madonna del Rosario; una tela di San Ugo tra due vescovi; una tela della Presentazione di Maria Vergine al tempio; una tela di Santa Teresa d'Avila, attribuita all’Aliberti.
 

Villa Oldofredi Tadini

La villa Oldofredi Tadini risale al Tre-Quattrocento. Sorse come insediamento agricolo attorno ad una torre di difesa della città, tuttora esistente. In seguito, divenne casa di villeggiatura dei conti Mocchia di San Michele e fu ampliata ed arricchita a più riprese: nel 1764 fu realizzata la cappella che conserva, tra le reliquie, il saio del Beato Angelico Carletti e alcuni ricordi della Sindone di Torino.
Nell’Ottocento la villa divenne residenza della nobile famiglia Oldofredi Tadini, che ancor oggi la possiede. La villa è circondata da un bellissimo parco, in cui vivono varie specie di piante, molte esotiche. Le sue sale stupende hanno mantenuto le decorazioni e gli arredi originali del Sette-Ottocento e svolgono, sostanzialmente, la funzione di un piccolo museo. In esse furono scritte pagine importanti della storia del nostro Risorgimento, anche perché – in quel periodo – la villa ebbe molti visitatori illustri; fra questi vi fu anche Camillo Benso conte di Cavour.
 

Villa Tornaforte

Villa Tornaforte si trova a poca distanza da Cuneo, in frazione Madonna dell’Olmo, ove la Strada Reale per Torino e la strada che porta a Saluzzo si biforcano. Originariamente era convento agostiniano, sorto nel Quattrocento, che a causa della sua posizione – ritenuta strategica – fu direttamente coinvolto nei vari assedi subiti dalla città. In particolare, fu gravemente danneggiato dall’assedio del 1744. Dopo l’occupazione francese e l’esproprio dei beni della Chiesa, la proprietà passò al conte Bruno di Tornaforte e di San Giorgio Scarampi: il complesso conventuale fu quindi trasformato in villa patrizia, ossia in una residenza di villeggiatura. La villa, fra le più belle della zona, ha un salone stupendo, ancora arredato con mobili d’epoca, e varie camere da letto intitolate a Napoleone Bonaparte e a Casa Savoia. La residenza è circondata da un grande parco all’inglese, ricco di piante pregiate e maestose, che costituisce una vera e propria oasi ecologica. Il parco comprende anche un laghetto, in cui vivono specie rare di pesci.