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Venerdì 30 Settembre 2016, San Girolamo
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Chiesa dei Santi Egidio e Omobono

Cremona / Italia
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La Chiesa dei Santi Egidio e Omobono prospetta su Piazza Sant’Omobono. Tradizione vuole che essa sia stata eretta – su un’area cimiteriale – intorno all’anno Mille, e subito dedicata a Sant’Egidio. Il tempio fu poi intitolata a Sant’Omobono, patrono della città, che qui morì durante la messa del 13 novembre 1197. Alla fine del Quattrocento, la Chiesa fu trasformata, su disegno degli architetti Guglielmo e Bernardino De Lera, che eressero il tiburio ottagonale e aggiunsero i contrafforti lungo le pareti laterali. La Chiesa fu nuovamente modificata intorno al 1602, dall’architetto Giuseppe Dattaro: in particolare, fu rifatta la facciata, con l'aggiunta di due statue duecentesche di marmo rosso che raffigurano Sant’Omobono e il vescovo di Cremona, Sicardo, che lo aveva canonizzato.
La facciata è ripartita entro lesene tuscaniche in cotto, che incorniciano le superfici rivestite da un bugnato semplice. Il corpo centrale è ravvivato dall'elegante portale sormontato da un frontone arcuato, con finestra a serliana nella parte superiore. Conclude il corpo un frontone triangolare sormontato da tre pinnacoli in pietra. Il corpo centrale si raccorda a quelle laterali mediante volute sormontate da pinnacoli piramidali in pietra. Sul fianco sinistro s'intravvedono parte dell'abside dell'antica chiesa romanica e i contrafforti quattrocenteschi. L'interno fu mirabilmente affrescato da Giovan Battista Zaist e Giovan Angelo Borroni. Quest'ultimo affrescò, nella cupola, quattro Storie della Vita di Sant’Omobono, disposte lungo le pareti del tiburio, e la Gloria del Santo nella calotta. Le quadrature che contornano gli affreschi sono opera dello Zaist. L'altare maggiore con la sua stupenda cromia di marmi preziosi e la transenna in ferro battuto completano l'insieme stilisticamente unitario, dal quale si distacca la pala raffigurante Sant’Omobono che discute con gli Eretici, opera cinquecentesca del Trotti. A sinistra è l’altare dedicato a Sant’Omobono, con una piccola tela raffigurante l'Adorazione dei Magi, inserita nella cimasa dell'Ancona, attribuita a Giulio Campi. Nella navata destra si trova una pala raffigurante Cristo che si accomiata da Maria, di Angelo Massarotti. Al terzo altare si può ammirare la pala con la Vergine ed i SS. Antonio Abate e Carlo Borromeo, opera del 1611 di G.B. Lodi. Nella navata sinistra, partendo dal presbiterio, si possono ammirare un'Annunciazione, opera del 1572 di Bernardino Campi, ed un Crocifisso romanico davanti al quale pregava e morì, secondo la tradizione, Sant’Omobono.
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