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Martedì 27 Settembre 2016, San Vincenzo de' Paoli
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Ponte Alarico

Cosenza / Italia
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Anche la nobile Cosenza custodisce una leggenda, legata al passaggio dei Goti nel remoto 410. Parla di un re-condottiero, Alarico, realmente esistito e morto di malaria alle porte della città, e del suo inestimabile tesoro di cui si favoleggia da secoli e che mai nessuno è riuscito a trovare. L'uno e l'altro sarebbero sepolti nel letto del Busento, fatto deviare dai barbari per non lasciare la tomba del loro re in balia delle orde di miserabili assetati di vendetta che seguivano l'esercito a distanza. A ricordo dell'episodio, a metà tra storia e leggenda, resta il ponte di Alarico, tutto in ferro, sospeso sul fiume tra le chiese di San Domenico e di San Francesco da Paola, nel punto esatto, si dice, in cui giacerebbe il tesoro, ma finora ogni ricerca è stata inutile.
Qui il poeta tedesco August von Platen immagina che i Goti piangano "il gran morto di lor gente", affranti dal dolore e ossessionati dall'idea che la tomba del re possa essere profanata. Il carme s’intitola “La tomba nel Busento” e – nella bella traduzione in italiano che ne fece il nostro Carducci – così recita:

Cupi a notte canti suonano
Da Cosenza su 'l Busento,
Cupo il fiume gli rimormora
Dal suo gorgo sonnolento.
Su e giù pe 'l fiume passano
E ripassano ombre lente:
Alarico i Goti piangono,
Il gran morto di lor gente.
...

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