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Sabato 3 Dicembre 2016, San Francesco Saverio
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Palazzo Arnone

Cosenza / Italia
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Sede della Galleria Nazionale, Palazzo Arnone sorge sul colle Triglio, in Via Gian Vincenzo Gravina. Conosciuto anche come Palazzo dei Presidi, l’edificio fu costruito, a partire dai primi del Cinquecento, da Bartolo e Ascanio Arnone. Nel 1558, il Palazzo – non ancora completato – fu ceduto al Fisco e divenne sede del Tribunale e della Regia Udienza (in precedenza, le udienze giudiziarie si tenevano nel Palazzo Sersale in piazza Archi di Ciaccio). Il piano superiore fu adibito ad abitazione dei Presidi di Calabria Citeriore e come Grande Archivio Generale di Giustizia. Dopo che nel 1734, sotto gli Austriaci, fu bruciato l'Archivio con i documenti dei processi penali e civili in un tumulto popolare, il Palazzo fu utilizzato anche come carcere.
Nel 1747, sotto il dominio borbonico, le carceri furono incendiate dalle donne che vi erano detenute. L'edificio fu allora restaurato e nel 1758 fu munito agli angoli di quattro bastioni. La piazza antistante al Palazzo - denominata allora “Largo di Palazzo” - fu uno dei tre posti della città in cui nel 1799 venne eretto l'albero della libertà, durante la Repubblica Partenopea. Dopo la reazione filo-borbonica dello stesso anno, l'edificio fu nuovamente adibito a prigione. Sotto i Borboni, nel 1818 e nel 1848, fu utilizzato ancora come carcere, in cui finirono diversi patrioti.
Come sede di udienze giudiziarie, vi si svolsero alcuni celebri processi politici, tra cui quelli contro gli insorti del marzo del 1844, seguito a distanza di mesi da quello contro la spedizione Bandiera.
Nel 1854, sotto i colpi del terremoto, crollò il piano superiore, che non venne più ricostruito. Successivamente, il primo piano venne stabilmente usato come sede delle carceri giudiziarie e il secondo piano come sede del Tribunale di Cosenza. Entrato nel 1977 in funzione il nuovo Tribunale, il Palazzo resta come sede delle carceri fino alla costruzione di del nuovo carcere nel rione di via Popilia.
L'ex Palazzo dei Presidi presenta, a un lato del portale principale , una lapide, consumata dal tempo, dettata nel 1899 da Bonaventura Zumbini, in occasione del centenario della Rivoluzione Partenopea del 1799 e in memoria dei Martiri cosentini del 1844. Nell'interno, vi è un vasto androne d'ingresso con volta a botte e un grande affresco con lo stemma spagnolo del Reame di Napoli datato 1755.
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