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Complesso di San Francesco di Paola

Cosenza / Italia
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Posta su Corso Plebiscito, l’ex Caserma “Domenico Moro”, oggi sede dell’Archivio di Stato, è un complesso monumentale di origine conventuale, eretto nel 1510 dai Paolotti (i Padri Minimi di San Francesco di Paola). I Padri, giunti da Paola, furono temporaneamente ospitati nell’antica chiesetta di Santa Maria di Loreto. Poco dopo iniziò la costruzione della sontuosa Chiesa e del magnifico Convento, su un terreno ceduto dai nobili De Matera; questo fu il primo Convento dell’Ordine dei Minimi costruito dopo la morte del Santo.
Il Monastero, soppresso nel 1809, passò dapprima al seminario Diocesano, poi alla Provincia e infine al Comune, che lo utilizzò come Padiglione militare e lo affittò all'Intendenza e al Ministero degli Esteri come sede di uffici finanziari. Nel 1854 un terremoto distrusse la cupola, che fu poi ricostruita. Gli sconvolgimenti tellurici del secolo lo avevano semidistrutto, unendosi all'incuria dei molti possessori successivi. Il sisma dei primi anni del Novecento costrinse al rifacimento di parte della volta e del finestrone che abbellisce la facciata rinascimentale. I Padri Minimi tornarono a Cosenza nel 1929, riprendendo a officiare la loro Chiesa, mentre il Convento era adibito a caserma militare. Nel recente dopoguerra fu utilizzato dagli sfollati, finché non ritornò in possesso dei Paolotti che attualmente ne abitano le fatiscenti strutture.
La Chiesa è affiancata da un campanile secentesco a torre quadrata con cuspide. Notevole è la porta di accesso con pannelli bronzei raffiguranti la vita del Santo calabrese.
L'interno è a unica navata. Nel 1720 fu decorato con stucchi barocchi, opera di Giovanni Calì. Appena entrati, si notano l'imponente sarcofago marmoreo del 1593 dedicato a don Ottavio Caieta e il sarcofago e un mezzo busto di don Muzio Caieta, con lapide del 1655. Nell'ultimo altare a destra vi è la statua di "San Francesco di Paola", sobria scultura lignea di elegante disegno, opera secentesca di buona scuola napoletana. Sull'altare maggiore, in marmo, eseguito da scultori napoletani nel 1797, è un trittico dorato della Madonna di Loreto tra Santa Caterina e San Sebastiano opera di Cristofaro Faffeo. Accanto all'altare, una lapide del 1663 ricopre la tomba di Matteo Ripa, Vescovo di Eboli, fondatore a Napoli del Collegio dei Cinesi, divenuto poi l'Istituto Linguistico Orientale. Il coro ligneo, risalente al 1679, è intagliato con decorazioni floreali, a cura di maestranze roglianesi, su disegno del Maestro Domenico Costanzo. La Cappella di San Luca contiene una tela del 1551, firmata dal calabrese Pietro Negroni e raffigurante la Madonna con Bambino in gloria fra i Santi Paolo e Luca. Nella sagrestia, sulle pareti, sono visibili parti di affreschi della fine del 1500 con episodi della vita di San Francesco di Paola.
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