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Lunedì 26 Settembre 2016, SS. Cosma e Damiano
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Castello Svevo

Cosenza / Italia
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Il Castello domina Cosenza dall’alto del Colle Pancrazio e ha origini molto incerte. Innalzato dai Bizantini o dai Saraceni, forse sulle rovine dell’antica Rocca Bretica, dopo il 1000 fu rimaneggiato dal califfo arabo Saati Cayti che ne fece la sua dimora. Cacciati i Saraceni, intorno al 1130 la struttura fu rafforzata dal duca dei Normanni Ruggero II, ma fu distrutta dal terremoto del 1184. Federico II di Svevia ne curò la ricostruzione verso il 1240, secondo un progetto dei suoi architetti militari. Con l’intervento svevo, l'architettura della rocca rimase tanto condizionata che, in seguito, la fortezza fu chiamata Castello Svevo. Il maniero presenta, infatti, pianta rettangolare, un cortile centrale e una torre angolare residua a pianta ottagonale, tipica delle costruzioni sveve.
Sotto gli Angioini il fortilizio divenne dimora Reale: nel 1433 vi dimorarono Luigi III d'Angiò e Margherita di Savoia, giunti a governare la provincia calabrese. Nel 1459 vi dimorò anche re Alfonso d'Aragona. Negli anni del conflitto angioino-aragonese, il Castello fu adibito a zecca per monete d’argento e di rame. Nonostante i vari utilizzi, il Castello, agli inizi del Cinquecento era uno dei fortilizi militari più importanti della Calabria settentrionale.
Nel corso del Cinquecento, gli Spagnoli riportarono il Castello alla sua funzione originaria di fortezza militare. Verso il 1540 divenne deposito di armi e munizioni e sede carceraria. Dopo il 1630, iniziò la lenta decadenza del Castello, variamente smantellato dai terremoti: quello del 1638 ne rovinò i piani superiori, i baluardi e le torri, quello del 1659 abbatte le rimanenti murature. Nella seconda metà del Settecento, la rocca fu adibita a seminario e, sotto i Borboni, ridivenne carcere politico: dopo l’insurrezione del 1844, vi furono incarcerati numerosi patrioti. Il Castello fu danneggiato dai terremoti del 1835, del 1852 e del 1854, e dopo l’unità d’Italia, entrò nelle proprietà del Demanio; nel 1883 fu ceduto al Comune di Cosenza. Danneggiato ancora dal terremoto del 1905, fu sottoposto nel Novecento a vari restauri parziali, uno assai recente.
Oggi il Castello presenta ben conservati: la torre ottagonale di epoca sveva, gli stemmi di età angioma e le segrete. Dal Castello si gode un bellissimo panorama che comprende la sottostante città, la valle del Crati e le pendici della Sila.
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