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Accademia Cosentina

Cosenza / Italia
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L’Accademia Cosentina sorge sulla Piazza XV Marzo ed è la più antica d’Italia. Fu fondata nel 1511 da Giano Aulo Parrasio, col nome di "Accademia dei Costanzi". In seguito fu denominata dei "Cratilidi" e, finalmente, assunse nel 1811 il nome di Istituto Cosentino. Attualmente disciplinata da uno Statuto del 1971, l’Accademia si prefigge si diffondere la cultura con ogni mezzo e verso ogni direzione; di valorizzare artisti e scienziati; di difendere i grandi valori umani, artistici, scientifici, culturali della società nazionale; di essere presente nei dibattiti culturali della città; di incoraggiare i giovani sulla via dello sviluppo e della riforma culturale.
Morto il Parrasio nel 1532, l’Istituzione venne meno, ma fu ben presto rianimata dal grande filosofo Bernardino Telesio, considerato il precursore di Cartesio e di Galileo Galilei. L’importanza di Telesio è enorme:ai suoi principi di filosofia sperimentale si ispira tutto il pensiero moderno. Le adunanze parrasiane erano imperniate sullo studio e l’analisi della letteratura classica; le adunanze telesiane erano invece orientate dagli studi filosofici e scientifici. La fama dell’Accademia si sparse presto in tutta Europa e gli intelletti più insigni ebbero a vanto di esserne soci. A Telesio successe il Quattromani, che ne continuò l'opera.
Verso la metà del Seicento, l’Accademia cominciava a dar segni di declino, ma ebbe nuova vita e nuovo vigore da Pirro Schettini che - coi suoi scritti - combatteva la superficialità, le esagerazioni e il cattivo gusto del Marinismo. Così, alternando splendori e decadenza, l’Accademia si mantenne fino al 1792, e qui si spense. Pochi anni dopo (1810) l'intendente Galdi la fece rinascere, ne dettò gli statuti, e fissò a ventiquattro il numero dei soci ordinari. Nel 1818 l’istituzione fu riconosciuta dal Governo e dotata di un sussidio sul bilancio della provincia: l’Accademia tornò all’antico splendore e al fervore di opere, per merito soprattutto di Vincenzo, Pietro e Saverio Greco, che ne furono via via segretari.
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