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Domenica 25 Settembre 2016, Sant'Aurelia
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Basilica di Sant'Abbondio

Como / Italia
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La Basilica sorge ai piedi del colle di Baradello, ossia al margine meridionale del Parco Spina Verde, ed è un notevole esempio di architettura tardo-romanica. Il complesso, basilica e chiostro, è stato edificato nell’XI secolo per opera dei Benedettini, sul luogo dove sorgeva la basilica paleocristiana dei Santi Pietro e Paolo, probabilmente del V secolo, che nell’818 fu dedicata a Sant’Abbondio, quarto vescovo di Como.
Il tempio, consacrato da papa Urbano II nel 1095, fu più volte restaurato nel corso dei secoli e rivela, accanto a moduli stilistici tipicamente comacini, numerose influenze esterne: normanne, borgognone e tedesche.
La facciata, severa e disadorna, è scandita da robuste lesene che posano su quattro colonne, già appartenute al quadriportico a due piani, aggiunto tra il XII e il XIV secolo e poi eliminato. Le due torri campanarie, alleggerite da bifore e trifore, rivelano una struttura di derivazione normanna. Notevole la parte absidale a semicilindro, percorsa in verticale da colonne coronate da archetti e decorata con motivi zoomorfi, floreali e geometrizzanti. L’interno, a pianta basilicale, ha cinque navate e si caratterizza per un nartece retto da pilastroni, imponenti colonne a conci (navata centrale) con capitelli cubici e a monoliti (navatelle), copertura a capriate. Fra le opere pittoriche conservate nella Basilica, spiccano: l’Assunta, opera del Cerano; il quadro secentesco, probabilmente di G.B. Recchi, che sta presso il grande altare e rappresenta il miracolo di Sant’Abbondio che, con la resurrezione di un bambino, avrebbe indotto molti pagani alla conversione. Sull’abside si ammira inoltre una serie di importanti e meravigliosi affreschi trecenteschi, con episodi della vita di Cristo che si susseguono, lasciando spazio ai dettagli tipici di una descrizione tutta lombarda, in cui si fondono evidenti influssi umbro-senesi: il catino presenta Cristo affiancato da Maria e Giovanni, mentre nel coro tra lesene sono ritratti i Re della stirpe davidica, profeti e santi. Gli autori, anonimi, sono probabilmente gli stessi degli affreschi di Santa Margherita, ora esposti alla Pinacoteca in Palazzo Volpi. Sotto l’altar maggiore si conservano le reliquie di Sant’Abbondio.
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