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Venerdì 30 Settembre 2016, San Girolamo
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Basilica di San Carpoforo

Como / Italia
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La Basilica di San Carpoforo sorge sulla falda orientale del colle Baradello e risale ai primi decenni dopo il Mille, ma ha origini lontane. Tradizione vuole che nel IV secolo San Felice, primo vescovo di Como, abbia trasformato in chiesa cristiana un preesistente tempio dedicato a Mercurio. Nella chiesa sarebbero state collocate le spoglie mortali del soldato romano Carpoforo e di cinque suoi compagni (Esanto, Cassio, Licinio, Severo e Secondo), tutti convertiti al cristianesimo e martirizzati sotto Diocleziano. Intorno a questa chiesa sorse la prima comunità cristiana comasca. Verso il 724, il re longobardo Liutprando decise di restaurare ed ampliare la chiesetta, assai degradata. La chiesa fu ulteriormente ristrutturata a cavallo del millennio e prese il suo aspetto definitivo nella prima metà del secolo XI: fu consacrata nel 1040. A quest’epoca risalgono le parti che arrivano fino al coro e all’attiguo monastero, mentre abside e cripta sarebbero state costruite più tardi.
L’edificio si caratterizza per la povertà del materiale impiegato, per l'assenza assoluta di decorazione, per l’irregolare spartizione degli appoggi e per la pesantezza degli archi, tipici delle chiese coeve.
La facciata non presenta ingressi: è addossata alla collina e seminterrata per gli smottamenti. Le entrate originarie furono collocate, con accesso alle navi minori, sul fianco occidentale. La torre risale al XII secolo, ed è costruita in conci regolari di Sasso di Moltrasio. Il campanile presenta quattro specchiature, delimitate da lesene angolari e cornici di archetti ciechi romanici.
L’interno, a tre navate, è diviso in cinque campate irregolari. E’ dominato da un ampio presbiterio sopraelevato, in cui si inseriscono un semplice coro e l’ambone della seconda metà del Cinquecento. L’abside maggiore è costruita con una tecnica accurata, in cui si alternano pietre bianche e nere che decorano l’ambiente. La cripta, sotto il presbiterio, è un ambiente ripartito in tre navatelle terminanti in absidiole, con tre monofore e piccoli oculi rivolti a oriente; le volte sono a crociera con archi acuti sorretti da sei colonnine monolitiche di granito, con capitelli scolpiti a fogliami. Dietro il piccolo altare, rivestito in epoca barocca con marmi policromi, si trova l’urna che per secoli conservò le reliquie di San Felice. La rinascimentale cappella dell’Assunta, unico ambiente decorato, è della seconda metà del Cinquecento ed è completamente affrescata con una Madonna in trono fra angeli, San Gerolamo e un Vescovo, rappresentati sullo sfondo prospettico di una città. Altri affreschi coevi ritraggono San Gerolamo Eremita e, nelle lunette della volta, scene dell’Annunciazione, della Visitazione e della Circoncisione. In fondo alla chiesa c’è un affresco settecentesco che raffigura il Battesimo di Cristo.
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