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Vini delle Cinque Terre

Cinque Terre / Italia
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Non si sa quando la coltura della vite fu introdotta nelle Cinque Terre, ma è probabile che gli inizi risalgano all’XI secolo. La vigna è coltivata bassa, perché sia difesa dai venti e possa ricevere il calore della terra. Per la sua coltivazione, in alcune parti fu perfino ricoperta la roccia, costruendo le caratteristiche terrazze e i muretti a secco. Nelle terrazze fu versata la terra, portata spesso da uomini e donne, legati alla roccia: un’opera titanica, una fatica immane, che continua con le fatiche della coltivazione, della vendemmia e del trasporto delle uve.
Il vino delle Cinque Terre è sempre stato famoso. In genere, era chiamato anche Vernaccia, probabilmente da Vernazza. Forse già Plinio ne tesseva le Lodi, e - nel Cinquecento - il Giustiniani affermava che "Non è barone, principe, né re alcuno, il quale non si reputi a grande onore quando alla sua tavola si porge il vino delle cinque terre". Il Boccaccio dice che Ghino di Tacco portò all'abate di Cluny un gran bicchiere di Vernaccia di Corniglia. Il Petrarca chiama Monterosso: "Delizia di Bacco" e scrive che la natura ha favorito Corniglia con un liquore assai più pregiato di quello di Falerno e dell'antica Meroe. Ne cantarono le Lodi, per citare solo i poeti, il Pascoli, il Carducci, il D'Annunzio e Montale.
I più conosciuti fra i vini delle Cinque Terre sono: il vino comune “5 Terre” e il vino “5 Terre Sciacchetrà”, entrambi a denominazione d’origine controllata.

  • Il vino comune “5 Terre” è quasi esclusivamente bianco, ha un bel colore giallo paglierino e può raggiungere i 13 gradi. Un tempo, veniva anche chiamato Roccese. Attualmente se ne producono circa diecimila ettolitri, su una superficie coltivata di 400 ettari;
  • Il "5 terre Sciacchetrà" è prodotto con uva scelta e lasciata appassire su graticci 15-30 giorni o anche più, secondo l'andamento climatico. Nei vari luoghi viene anche chiamato Vino dolce, Amabile, Rinforzato: quest'ultimo è prodotto con vino comune "passato" sul graspo e le bucce dello Sciacchetrà. Le famiglie che lo producono, ne fanno all'incirca 20-50 litri e lo tengono per le occasioni liete, o per farne dono agli amici. Lo sciacchetrà è di un colore giallo dorato ambrato, leggermente denso: va bevuto a piccoli sorsi e gustato con la punta della lingua. E’ dolcissimo al palato, ma dà calore e senso di benessere. Il nome "Schiacchetrà" è relativamente recente: la sua derivazione è incerta.
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