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Venerdì 9 Dicembre 2016, San Siro
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Vernazza

Cinque Terre / Italia
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POSIZIONE
Vernazza conserva l'aspetto rude e forte che le hanno conferito secoli di aspre battaglie contro gli invasori di terra e di mare. Sorge a riparo di uno scoglio dirupato, in cima al quale si levano minacciose due fortezze costruite dai genovesi. Quando il mare è calmo, il paese si riflette nello specchio marino antistante, d'azzurro carico, creando un favoloso gioco di luci. Secondo la consuetudine delle Cinque Terre, le case s’addentrano nello stretto canalone, pigiandosi l'una sull'altra come animali spauriti, cercando riparo all’ombra del convento dei Cappuccini.
Il borgo è situato sulle pendici di uno scoglio dirupato che sporge sul mare. Riparato da questo scoglio, si apre Vernazza, il più comodo e più sicuro porto delle Cinque Terre. Il borgo risulta organizzato linearmente lungo il torrente Vernazzola, che scorre in fondo alla stretta valle. Dal percorso di impianto principale, si dipartono i vicoli - stretti e tortuosi - che risalgono i ripidi pendii della collina. Le case dell'abitato sono allineate sulle opposte sponde del canalone, un tempo valicato - prima della moderna copertura - da una serie di ponticelli di muratura, sei dei quali erano nel centro dell'abitato e cinque fuori.
Le abitazioni sono sviluppate in altezza, sullo schema della casa a torre. Vernazza, intatta nel suo impianto urbanistico, presenta nel tessuto edilizio esempi validissimi di forme più articolate della semplice e spontanea architettura rustica, quali logge, vecchi porticati, antiche e nobili costruzioni. Questa varia e complessa trama edilizia differenzia Vernazza dagli altri borghi delle Cinque Terre e ci testimonia la ricchezza e l'importanza politica e sociale raggiunta dal borgo nel corso dei secoli. Il tessuto viario è costituito da una serie di ripidi percorsi e di scalinate che hanno il loro punto di incontro naturale nella piazza prospiciente il mare, nella quale sfocia il caruggio principale.

CENNI STORICI
L’origine del borgo risale a tempi remoti. Il toponimo Vulnetia deriva dal nome di un'antica famiglia romana; il gentilizio fu preso dai liberti affrancati, ai quali furono destinate le terre confiscate ai liguri. È ormai assodato che gli abitanti di Vernazza formassero un sol popolo con quelli di Pignone. In origine, il popolo risiedeva in un unico nucleo urbano, localizzato sulle alture, attorno alla antica chiesa di Reggio. Col passare dei secoli, verso il 1000, forse per l'accresciuto numero o per l'attrattiva delle belle e irrigue pianure del Pignone (ove la parrocchia di Reggio aveva il suo molino) si verificò l'emigrazione delle genti montane ivi insediate. Una parte del flusso andò a fondare l'agglomerato urbano del Pignone, e l'altra scese lentamente sulla riva del mare - che poteva allora offrire più facili fonti di sostentamento - e incrementò l'antica Vulnetia. Nel secolo XII Vernazza fu feudo dei marchesi da Passano. Nel 1211 Genova riuscì ad imporre il suo dominio sulla strategica quanto inquieta base marittima. Prima di essere conquistata da Genova, Vernazza compiva molte scorrerie contro le comunità limitrofe, disturbando con le proprie galee le vie del mare, a danno dei commerci di Genova e di Pisa. Vernazza fu combattuta da Genova e ripetutamente punita. Gli abitanti del borgo erano tuttavia assai temuti e stimati per la bravura, la perizia e il coraggio in mare: per queste doti il Governo di Genova accordò alla comunità marina il privilegio di eleggere al parlamento un deputato senza il quale non si deliberava alcuna guerra per mare. I Fieschi nel 1254 tentarono di ricostituire il feudo perduto, ma dopo breve signoria sul paese, nel 1276 vendettero a Genova ogni diritto sugli uomini di Corniglia e di Vernazza.

DA VEDERE
  • Chiesa di S. Margherita di Antiochia: la bellissima chiesa è eretta sul mare all'estremità occidentale del paese. E’ citata per la prima volta nel 1318, anche se la costruzione risale forse ai primi decenni del Duecento, o addirittura ad un secolo prima. Le ipotesi ricostruttive della chiesa originaria parlano di una pianta basilicale a tre navate, con tre absidi. Tra il 1500 ed il 1600 la struttura viene ampliata e trasformata, prolungando l'aula e distruggendo la facciata medievale originaria. Oggi si accede alla chiesa mediante un accesso aperto nell'area absidale nel corso del XIX secolo.
  • Castello Doria: nel 1080 il paese risulta essere già fortificato, ma nel corso dei secoli viene ampliato e strutturato come sistema difensivo efficiente. Di forma irregolare, il castello aderisce alla roccia sulla quale è stato edificato; al centro, su di un basamento quadrangolare, si eleva una torre cilindrica. Il castello sorge alla sommità del promontorio, dominando il paese e la baia e sorvegliando un ampio tratto di mare aperto.
  • Belforte: sotto il castello si trova un bastione quadrangolare, detto di Belforte, che si erge sopra gli scogli, all'imboccatura del porticciolo. Di difficile datazione storica, si potrebbe far risalire ai tempi del consolidamento del dominio genovese.
  • Torre: all'inizio del sentiero che porta a Corniglia si trova una torre la cui epoca di costruzione sembra risalire alla costruzione di quella del castello, tante sono le similitudini tra le due costruzioni.
  • Mura e Convento dei Frati. Oggi sede del Comune, il convento è composto da mura, da una torre, da una Chiesa sconsacrata (che fu sede del Convento dei Padri Riformati di San Francesco) e da un bellissimo chiostro. L'edificio risale al XVII secolo.
  • In prossimità delle ultime case del borgo, si può lasciare l'asfalto, attraversare il rio di Vernazza ed imboccare l'ampia mulattiera scalinata che conduce all’importante Santuario di Nostra Signora di Reggio. E' questa l'antica "strada" utilizzata dai pescatori di Vernazza. per i collegamenti con I'entroterra, mulattiera che andò trasformandosi in Via Crucis con il collocamento di variopinte cappellette. La via prende rapidamente quota tra i terrazzamenti a vite ben curati. Il Santuario (310 m.) è circondato da una natura quasi incontaminata. Costruito nell'XI secolo - probabilmente su un edificio più antico (si veda la cripta sotto il pavimento della chiesa) - il Santuario ha subito pesanti interventi che ne hanno modificato la pianta, da basilicale in pianta a croce latina. Suggestivo l'ombroso e vasto piazzale antistante l'edificio, con secolari lecci, cipressi e tigli.
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