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Giovedì 8 Dicembre 2016, Immacolata concezione
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Riomaggiore

Cinque Terre / Italia
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POSIZIONE
L'ultimo paese delle Cinque Terre per chi viene da Genova e il più vicino al capoluogo della Spezia è Riomaggiore. E' un grosso borgo. Le case addossate una all'altra - quasi a protezione e sostegno vicendevoli - si ergono dalla scogliera sul mare lungo i due lati dal torrente maggiore e si addentrano verso il monte fin dove la larghezza della valle e la relativa pendenza lo permettono. Alcune case sono più alte di quelle degli altri borghi, come se dall'ombra della valle cercassero qualche ora di sole in più o si ergessero in punta di piedi per gettare uno sguardo verso il mare o verso le creste delle colline confinanti col cielo. A oriente, circondato dalle gradinate dei vigneti, sovrasta il santuario di Montenero. Dall'altra parte una dorsale si spinge quasi al mare come per sostenere i ruderi del castello e il torrione, e divide l'altro lembo del paese dove sono la stazione e alcune case costruite di recente presso il torrente Rio Finale. Riomaggiore ha due piccole spiagge: una si trova alla foce del Rio Finale, davanti alla stazione, e si è formata per lo scarico dei detriti quando fu costruita la galleria ferroviaria di Biassa; l'altra spiaggia - ad un centinaio di metri oltre gli scogli, sulla sinistra del Rio Grande - è quella di Fòssola: una minuscola insenatura di bellezza solitaria, quasi un capriccio di luce e di colore nel profumo delle alghe. In alto, verso levante, oltre i vigneti, la mole dei monti culminanti nelle cime del Bramapàn (m. 667) e del Verùgoli o Verrùgola (m. 740), deturpato quest'ultimo da recenti costruzioni di "ponti" radio-telefonici.
Presso la stazione ferroviaria inizia la «Via dell'Amore» che, sopra gli scogli a picco sul mare, in breve porta a Manarola. Dal sentiero si possono osservare interessanti forme di roccia arenaria compatta: formatasi nei millenni sul fondo marino, ora si erge a tratti quasi verticali e offre talvolta curiosi disegni a zig-zag, dovuti in gran parte all'azione del mare che li rende simili a grossi pezzi di sughero.

CENNI STORICI
Il nucleo abitato si formò intorno al 1200. Nei secoli anteriori i primi insediamenti si formarono nei pressi di Montenero e alle falde del monte Verùgora. Secondo alcuni studiosi, il primo insediamento fu originato da emigrati greci dell’Acaia, arrivati in queste lande verso il 790, al tempo delle lotte degli iconoclasti. In seguito si misero alle dipendenze del castello di Càrpena. Il nome "Riomaggiore" deriva da "rivus major", cioè il più grande dei due torrenti presso i quali si stabilirono. L'altro è il Rio Finale, che confina in parte con Manarola. Anticamente il territorio era diviso in cinque plaghe collinari: Costa della Ginestra o Giuncone, Costa del Castello, Costa di Montenero, Costa di Cerra, Costa dei Campi. Verso il 1260 uno straniero detto marchese Turcotti, se ne impadronì e prese residenza presso Brugnato. Nel 1270 i terreni furono ceduti al marchese Nicolò Fieschi e rimasero sotto il dominio dei Fieschi fino al 1360, passando poi in eredità al vescovo di Luni, Antonio Fieschi. Intanto, nel 1343, si era staccato dalla comunità di Biassa (La Spezia). Gli eredi dei Fieschi lo cedettero alla Repubblica di Genova "con gli stessi oneri e privilegi (pochi) dei cittadini della Serenissima Dominante". Intanto si evolveva il commercio attraverso il mare. Nel 1535 Riomaggiore contava 650 abitanti, che in pochi anni furono più che dimezzati dalle pestilenze: nel 1568 erano ridotti a 290. La ripresa fu lenta ma costante, all’ombra di Genova e seguendone il destino.
A Riomaggiore è legato il nome del pittore Telemaco Signorini, fiorentino (1835-1901). Venuto la prima volta nel 1860, vi lavorò nell'estate del 1881 e del 1887 e poi dal 1892 al 1899 vi tornò ogni anno in agosto. Molti dei suoi dipinti si riferiscono a Riomaggiore e alle Cinque Terre.

DA VEDERE
  • La chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista sorge nella parte alta del paese, verso nord-est. Fondata nel 1340, è a tre navate e possiede un bel tetto ligneo. L’edificio riflette le forme delle grandi chiese monastiche genovesi della seconda metà del Duecento e, probabilmente, è opera dei maestri Antelami. Nel 1870-71 la facciata crollò. La chiesa fu allungata, le colonne furono sostituite da pilastri e la facciata fu rifatta in stile diverso. Il pulpito, ricostruito in forme barocche nel 1663, incorpora tre bassorilievi, appartenenti già ad un polittico d'altare. Il primo è della prima metà del 1400, raffigura la Madonna col Figlio, San Giovanni Battista e San Francesco. Un altro di stile diverso, San Martino e i santi Gioacchino e Anna, è una pala d'altare del 1530, già appartenente alla chiesa di San Martino di Biassa. Del tardo Rinascimento è il bassorilievo, trittico, sulla porta della sacristia: la Madonna e i Santi Giovanni Battista e Domenico. Nella Chiesa vi è un crocefisso ligneo al naturale, opera d’intagliatori genovesi (secoli XVII-XVIII), modificato da successive riverniciature. Una tela attribuita al secentista Domenico Fiasella di Sarzana, raffigura la Predicazione di San Giovanni Battista nel deserto. Una tempera su legno, che appartiene all'oratorio di San Rocco, raffigura la Madonna tra i santi Sebastiano e Rocco: è un trittico del Quattrocento.
  • L'Oratorio di Sant'Antonio Abate. Si trova a metà della salita omonima, ed è un piccolo vano, costruito verso il 1200. Interessante è un affresco del Settecento, che raffigura il Santo. Tradizione vuole che l’oratorio sia stato, per qualche tempo, la parrocchiale di Riomaggiore.
  • L'Oratorio di San Rocco. Sorge quasi in cima allo sperone di collina che divide i versanti dei due torrenti, presso i ruderi del castello. Ha sul davanti un piccolo portico.
  • Nella parte alta del paese, sorge l'Oratorio di N.S. Assunta. Vi si notano due finestre laterali molto slanciate. Forse fu costruito nel 1476. All’interno conserva una tempera su legno a forma di trittico con fondo in oro. E' del XV secolo e raffigura la Vergine col Bambino fra San Giovanni Battista e (forse) San Domenico: la cornice e il coronamento sono più recenti. L'oratorio appartiene alla Confraternita di N.S. Assunta.
  • Santuario di N.S. di Montenero. Secondo tradizione, la prima immagine venerata era un'icona di stile bizantino, venuta dall'oriente: una delle cosiddette Madonne di San Luca. Quando l’immagine andò perduta, fu sostituita dall'attuale, verso la fine del Quattrocento. Restaurata da ultimo nel 1947, l’immagine presenta un interessante schema iconografico: l'assunzione di Maria e - a piano terra - gli Apostoli disegnati a mezza figura, nello sfondo un paesaggio collinoso e la tomba vuota; la Madonna è in atto di gettare la cintola a San Tommaso. Secondo la tradizione il santuario sorse per desiderio del popolo a seguito delle visioni di una giovinetta, Maria del Paladino, nel 790, ma fu soltanto agli inizi del 1300 che si costruì una chiesa abbastanza ampia, attorno alla quale crebbe via via l'attuale struttura dell'edificio annesso, per l'ospitalità e il soggiorno dei pellegrini. Dal piazzale, che si affaccia su Riomaggiore da un'altezza di 340 m. sul mare, la vista spazia su un vastissimo orizzonte, che va dall'isola d'Elba, alla Corsica, a tutta la riviera ligure di ponente, al promontorio di Portofino.
  • Torre Guardiola. Nel territorio di Riomaggiore, e precisamente nell'area dell'ex-batteria Racchia, alcune vecchie fortificazioni militari sono state recuperate e trasformate nel Centro di Educazione Ambientale Torre Guardiola. L'itinerario rappresenta una vera e propria immersione nella natura, alla scoperta della vegetazione e dei suoi profumi, ideale punto di osservazioni ornitologiche, grazie ad esperte guide naturalistiche. All'interno del Centro si snoda il "Percorso della Scrittura", dove è possibile creare testi ispirati al meraviglioso ambiente circostante.
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